COSE DEHONIANE
SPIRITUALITA'

COSE DEHONIANE
Una pagina per parlare di noi Dehoniani, p. Dehon il fondatore e delle cose della nostra Congregazione che ha il titolo di SACERDOTI DEL SACRO CUORE DI GESU' e che viene chiamata Congregazione dei dehoniani dal nome del fondatore. Ci raccontiamo in questa pagina, in maniera familiare come si fa normalmente in parrocchia per conoscerci, apprezzarci, e collaborare nella diffusione di quei beni che viviamo all'interno di una congregazione religiosa in stato di servizio apostolico.

Padre DEHON

Una vita donata
Leone Dehon (1843-1925) nasce da una famiglia agiata. La madre, Stefania Vandelet, vive una fede intensa e la trasmette al figlio. "Mia madre, scrive, è stata per me uno dei più grandi doni del buon Dio. Che virtù, che cuore!".
Conseguita la maturità classica, chiede di entrare in seminario. Ma il padre gli oppone un "no" categorico. Allora si iscrive all'Università di Parigi dove si laurea in diritto, e una volta raggiunta la maggiore età, reclama la sua libertà di scelta.
Accolto nel seminario di Santa Chiara a Roma, scrive: "Finalmente mi trovavo nel mio vero ambiente: ero felice". La sua felicità raggiunge il culmine quando è ordinato sacerdote il 19 dicembre 1868 alla presenza dei suoi genitori: "Fu il più bel giorno della mia vita. Mi rialzai
sacerdote, tutto posseduto di Gesù, del suo amore per il Padre, del suo zelo per le anime e del suo spirito di preghiera".

… al cuore di Gesù
Tornato nella sua diocesi si dedica interamente all'apostolato. La sua parrocchia di San Quintino è
soprattutto operaia, molti vivono nella povertà, con salari da fame e senza alcuna garanzia sociale.
Padre Dehon si impegna da subito per la loro promozione umana e sociale. Tutti lo ammirano ma
lui non si sente tranquillo. Aspira a un ideale più alto. Per questo, con il consenso del suo vescovo, fonda nel 1877 la Congregazione dei Sacerdoti del sacro Cuore, con lo scopo di irradiare nel mondo la carità di Cristo e il suo regno di giustizia e di pace.

 

… nel servizio ai poveri e agli operai
Grande è stato il suo impegno per promuovere una società fondata sulla giustizia e carità. Diventa uno dei principali animatori del movimento sociale cristiano, soprattutto in Francia. Dal 1891 sarà l'apostolo della Rerum Novarum, l'enciclica dedicata al sociale di Leone XIII. Padre Dehon amava ripetere spesso ai preti: "Gli operai considerano i preti quasi complici dei loro oppressori, e molti in effetti lo sono per il loro silenzio". E ancora: "Quando viene il lupo il pastore non deve nascondersi.
Sacerdoti, uscite dalla sacrestie! Andate la popolo. Andate ai vivi!".

… nelle missioni
L'ideale missionario fu molto caro a p. Dehon e l'invio dei suoi compagni religiosi come missionari fu una delle prime preoccupazioni della nuova congregazione. Numerosi missionari dehoniani hanno speso la vita per il Vangelo e, nel 1964, 29 di loro hanno subito il martirio a Kisangani in Congo.
Nel luglio del 1925, poco prima di morire, p. Dehon scriveva: "La missione è stata l'opera più importante della congregazione, fra tutte le nostre opere di apostolato".

Il suo testamento spirituale
Ciò che ha animato la vita spirituale di p. Dehon è il suo carisma che descrive così: "Io mi metto nella disposizione di un amore ardente verso il Sacro Cuore. Per me questo è il solo sentiero che mi permette di camminare un po' spedito. È la mia vita, la mia vocazione… Da me Gesù vuole o un amore tenero o niente. L'amore mi basta a tutto. È la mia salvezza e la mia santificazione".
Nel suo Testamento spirituale scrive: "Vi lascio il tesoro più meraviglioso: il Cuore di Gesù…".