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Il tema dell’oratorio estivo 2015 non rappresenta semplicemente una doverosa assunzione sul piano pastorale di un grande evento mondiale quale EXPO 2015 «Nutrire il pianeta, energia per la vita» che bussa alla porta della città di Milano e della diocesi. La scelta del tema del mangiare, certamente propiziata dalla felice opportunità dell’esposizione universale, è frutto della rilevanza antropologica, sociale e teologica che questo tema riveste.
Negli oratori estivi siamo partiti dalle dimensioni e dalle esperienze fondamentali della vita dell’uomo: la parola (2012), il corpo (2013), l’abitare (2014). Tutti questi temi dicono qualcosa circa le tre grandi direttrici dell’esistenza umana: l’identità, la relazione e la trascendenza. In questo solco di significato si colloca anche l’esperienza del mangiare. Tale atto è insieme profondamente naturale, spontaneo, istintivo e umanissimo, ma anche foriero di un’altissima carica simbolica, che lo proietta oltre la materialità propria dell’atto stesso, attraverso la capacità di dire qualcosa di ciò che è l’uomo stesso e del suo rapporto con Dio.
Identità
L’uomo non può fare a meno di mangiare e non può vivere senza nutrirsi. Il mangiare, per l’uomo, è dunque anzitutto un bisogno. Questo bisogno fa dell’uomo stesso un essere mancante ed è segno di fragilità, conseguenza della sua condizione di creatura. Tale mancanza non è mai colmabile perché costitutiva della vita dell’uomo; essa è proprio ciò che rende l’uomo uomo.
Tuttavia, nel rapporto con il cibo, l’uomo non si limita al bisogno. Certo, parte sempre e inevitabilmente da esso, ma lo dilata, lo supera, meglio, lo trasfigura, facendolo diventare desiderio.
L’uomo che ha bisogno di mangiare è lo stesso che ha inventato l’arte della cucina. Il bisogno è sempre in qualche modo punto di partenza, ma mai anche di arrivo. L’uomo si compie solo in una prospettiva globale e integrale.
oratorio estivo
2015
L’esperienza del mangiare rivela dunque all’uomo ciò che è in profondità: fame, ovvero bisogno e desiderio, o forse ancora meglio bisogno per il desiderio.
Comunione
L’uomo è sempre e da sempre essere in relazione per una comunione. Anche l’esperienza del mangiare si colloca in questa prospettiva fondamentale. Il cibo è origine e occasione di relazione tra gli uomini.
L’immagine della tavola, nelle diverse declinazioni del focolare domestico, del refettorio comune o del banchetto festoso, simboleggia bene questa dinamica che porta l’uomo oltre se stesso.
Il mangiare non è semplicemente una necessità del corpo, ma sempre anche un atto di rapporto. Il pasto è sempre qualcosa in più dell’assumere cibo, al punto che in compagnia, solitamente, si mangia meglio e di più. Tutto ciò ci rende ancora più consapevoli del fatto che l’uomo è creato per la comunione e solo in essa trovo il suo compimento.
ResponsabilitàL’esperienza del cibo costituisce un richiamo molto forte alla responsabilità verso il creato e verso l’umanità. La responsabilità è la risposta più umana che l’uomo può dare davanti al dono di Dio che è la creazione e nel vivere la bellezza della fraternità con gli altri uomini. Dio affida all’uomo il creato e tutto ciò che deriva da esso, invitandolo a custodirlo. Esso costituisce per l’uomo non solo il luogo della vita ma anche la sua sorgente, perché origine del nutrimento. La creazione è così il primo luogo dell’Alleanza tra Dio e gli uomini.
La responsabilità poi si allarga al bisogno del fratello e diventa condivisione, a partire dal principio della destinazione universale dei beni
Dividere, quando si parla di cibo, non significa separare, bensì moltiplicare. È la logica della condivisione, da applicare anzitutto nella prospettiva del diritto al cibo per tutti, al fine di debellare l’immane tragedia della fame nel mondo.
Trascendenza
L’azione del nutrire, è il gesto per eccellenza che dice l’andare di Dio verso l’uomo, attraverso l’incontro e la cura. Gesù è stato il Signore del pane. Non si può prescindere dai gesti del nutrirsi, del nutrire e del cucinare per comprendere pienamente il suo mistero di Figlio di Dio. I suoi gesti e le sue parole rivelano un rapporto incredibilmente intenso con l’esperienza del cibo, che nella sua vita è sempre in qualche modo strettamente legata con la preghiera e del suo rapporto con il Padre. Non solo egli si nutre di cibo, ringrazia per il cibo e dona cibo, ma diventa cibo per l’umanità affamata. L’esperienza del mangiare diventa così il luogo simbolico e la cifra sintetica del darsi di Dio all’uomo.
A partire da queste grandi prospettive di senso, muove l’esperienza esigente e benedetta di questo Oratorio Estivo. L’augurio è che questa avventura che possa costituire, pur nella semplicità del gesto un’occasione per tutti per riscoprire, a partire dall’esperienza del mangiare, ciò che davvero nutre la vita. (Don Samuele Marelli - Direttore della FOM - Responsabile Servizio ragazzi, adolescenti e oratori)

oratorio estivo 2014

•INIZIA LUNEDI'
9 GIUGNO

Iscrizioni

in oratorio

con P. Gianmaria!

DOVE ABITI?
«E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1, 14).
A partire da questo versetto del prologo di Giovanni, si snodano le tematiche dell’Oratorio estivo degli ultimi anni: la parola, «E il verbo»; il corpo, «si fece carne»; quest’anno l’abitare, «e venne ad abitare in mezzo a noi».
Il tema di quest’anno, a differenza dei primi due, può apparire ad un primo sguardo astratto o secondario, ma non è affatto così. L’abitare è il modo d’essere e vivere dell’uomo, diversamente dall’animale che non abita; è l’attività umana che trasforma uno spazio in un luogo conferendogli significato. Proprio per questo, a differenza di quanto accade per “lo” spazio, non ha alcun senso parlare “del” luogo, in senso indeterminato, ma si parla sempre di “un” luogo determinato. Si potrebbe dunque dire che l’abitare è il modo dell’uomo di stare nello spazio o meglio che esso esprime la stessa relazione tra uomo e spazio. Abitando, l’uomo trasforma lo spazio in luogo, umanizzandolo.
L’abitare dell’uomo è possibile e sensato perché si inscrive nell’abitare di Dio in mezzo agli uomini. Il venire di Dio nel mondo conferisce allo spazio un significato teologico. Il mondo è il luogo della manifestazione di Dio e del suo agire nella storia.
Il primo abitare dell’uomo nel giardino dell’Eden è pensato da Dio nella logica del coltivare e del custodire (Gn 2, 15). Il coltivare dice la dimensione più attiva dell’agire umano, poiché l’uomo non subisce la vita ma prende l’iniziativa; abitare significa dunque costruire, esercitare la creatività. D’altra parte tutto questo deve essere pensato e vissuto nella logica del custodire, all’insegna della riconoscenza del dono ricevuto, della salvaguardia e della responsabilità.

È particolarmente significativo che la prima domanda dei discepoli del Battista a Gesù sia proprio «Dove abiti?» (Gv 1, 38). La casa è da sempre il luogo antropologico fondamentale, che dice identità, intimità, sicurezza e stabilità. Dietro a questa domanda non sta il desiderio di ricevere un’indicazione geografica ma di entrare nel mistero di una persona. Visitando le abitazioni, si comprendono molte cose degli uomini. Gesù ha vissuto quasi tutta la sua vita in una casa, poi ha deciso di lasciarla per la strada. È entrato in molte case e ci ha svelato il vero significato dell’abitare e della casa: non un nido o una tana ma un luogo di comunione, di verità e di bellezza. Ha deciso di non avere una casa per dire che lui è la casa di Dio per tutti gli uomini.
Anche noi, in questo Oratorio estivo, vogliamo partire dall’esperienza umanissima e umanizzante dell’abitare, muovendo proprio dall’immagine dei luoghi della casa e di ciò che vi si vive. L’abitare si colloca sempre in una posizione intermedia tra una dimensione totalmente personale che è quella dell’appropriarsi del proprio corpo (la proposta dell’anno scorso) e un’altra dimensione più propriamente sociale, in riferimento al pianeta come casa di tutti gli uomini. Quest’anno scegliamo la prospettiva intermedia, quella di uno spazio determinato che, proprio a partire dall’esperienza dell’abitare, diventa luogo significativo dentro una relazione. Nella speranza che il nostro modo di abitare sia segno e strumento del fine della nostra esistenza che è l’abitare presso Dio nella forma del vivere alla sua presenza.Don Samuele Marelli, Direttore FOM
ANIMATORI •VUOI FARE qualcosa, a servizio dei più “piccoli” della CASA, in questa ESTATE 2014? la tua DISPONIBILITA' è importante: Offriti e contatta p.Gianmaria scj.

ORATORIO ESTIVO 2013
10 GIUGNO - 5 LUGLIO
C'è la possibilità di pranzare e di partecipare alle attività organizzate nel primo pomeriggio.
Inoltre: GITE ogni settimana + altre uscite a sorpresa.
Orari Per chi si ferma a pranzo: dalle 9.00 alle 18.00.
Per chi non si ferma a pranzo: dalle 9.00 alle 12.15, rientro dalle 15.00 alle 18.00.
Iscrizioni A partire da lunedì 14 maggio, dalle 16.00 alle 17.00 ogni giorno in oratorio con P. GIANMARIA scj.
Contributo spese: 40 €

ORATORIO ESTIVO 2012
INIZIANO LE ISCRIZIONI
martedì 15 maggio, al pomeriggio in oratorio da P. GIANMARIA
L'oratorio estivo inizierà lunedì 11 giugno ... si concluderà venerdì 6 luglio
dalle 9.00 alle 18.00 - leggi altri particolari in FOGLIO DOMENICALE N. 18 pag. 3
TEMA: Dì soltanto una parola

L’Oratorio estivo 2012 si costruirà attorno a parole che indicano un’azione da compiere «per qualcun altro» o al fine di entrare in relazione e crescere nell’amicizia, nella fraternità e nella comunione. Di giorno in giorno, ogni parola arricchirà il «bagaglio di umanità» dei ragazzi che sapranno cosa può servire per realizzare una vita «buona», anche mettendo al bando quelle parole che ci allontano e creano divisioni, litigi e tristezza.

L’Oratorio estivo 2012 lo chiamiamo «PassParTù – Di’ soltanto una parola». «PassParTù» è una parola composta e «inventata», che richiama esplicitamente il «passepartout», la chiave che apre molte porte. Ma «PassParTù» va oltre, perché - così come si legge - costruisce un percorso che dall’«io» passa al «tu» attraverso il «per». Il tema di quest’anno ci aiuterà a comprendere che ogni parola, per diventare qualcosa di reale, deve essere vissuta per essere capita. Facendone esperienza, i ragazzi scopriranno che le parole fanno sempre riferimento a qualcosa che spinge ad agire verso l’altro e che – dentro le parole – noi costruiamo le nostre priorità, i nostri interessi, le nostre attenzioni e i nostri desideri, per diventare ciò che vorremmo essere… non a parole, ma nei fatti.

Quest’estate, fatta di parole, sarà dunque un’estate in movimento perché saranno le parole a dare la carica giusta ai giorni dell’Oratorio estivo 2012. Scegliere, donare, incoraggiare, consolare, ricordare, promettere, ringraziare sono solo alcune delle parole «chiave» che accompagneranno i ragazzi alla scoperta di se stessi, delle proprie potenzialità e di tutto quello che c’è in gioco per essere delle persone vere e affidabili.

Il Signore Gesù è il riferimento costante della proposta «PassParTù», perché ciò che possiamo imparare per essere persone nuove lo possiamo imparare dalla sua Parola. Gesù ha saputo usare le parole nel modo giusto perché le ha fatte sempre corrispondere a un lieto annuncio di bene per noi e per tutta l’umanità. Ecco un altro segreto svelato da «PassParTù»! Quello che Gesù ha detto lo ha anche fatto: per questo diventa, per noi e per i ragazzi a noi affidati, un modello credibile da imitare nell’uso delle parole, perché siano sempre vere, e delle azioni pronunciate, perché siano sempre efficaci e coerenti.

ORATORIO ESTIVO
2011
8 luglio: abbiamo concluso l'Oratorio estivo

Un magnifico periodo di vita insieme giocando e imparando: scuola di buone relazioni, e sull’importanza del TEMPO da vivere. Concludendo con uno spettacolo in teatro, animatori e ragazzi hanno riassunto il tema dell’IMPORTANZA del tempo. Ne riportiamo una traccia nel racconto e nella filastrocca che seguono.

Quando finisce la notte
Un vecchio rabbino domandò ai suoi allievi da che cosa si potesse riconoscere il momento preciso in cui finisce la notte e comincia il giorno.
Rispose uno di loro: forse da quando si può distinguere con  facilità un cane da una pecora.
No! Rispose il rabbino. Disse un altro: Forse quando si distingue un albero di datteri da un albero di fichi. No! rispose il rabbino. E quando allora ? domandò un terzo. 
E il rabbino rispose: Quando, guardando il volto di una persona qualunque, tu riconosci un fratello o una sorella, fino a quel punto, è ancora notte nel tuo cuore.
“In verità abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli” (Martin Luther King).

Filastrocca sul tempo

Tempo! Io non perdo tempo
corro e lavoro ogni momento
E di ciò sono contento.

Tempo! Io scandisco il tempo,
segno ore, minuti e secondi,
ma con il tempo non so fare i conti.

Tempo! Come passa il tempo,
sembra ieri che ero bambino
e oggi mi ritrovo vecchiettino.

Tempo! Su, non perder tempo:
il tempo è prezioso
e tu non fare l’ozioso.

Tempo! Per pregare trova il tempo,
sarà tempo guadagnato
e stai certo non sprecato.

Tempo! Noi l’abbiamo il tempo:
tempo di pregare, tempo di amare,
tempo di aiutare, tempo di ascoltare, tempo di donare.
E tu? Come impegni il tuo tempo?

ORATORIO ESTIVO a pieno ritmo - “diamo i numeri”...
— 122 iscritti, 40 animatori e quasi 30 collaboratori per il pranzo e i laboratori. In tutto l’oratorio estivo coinvolge direttamente quasi 200 persone.
— 520 circa i pasti serviti.
— 36 ore vissute finora tra giochi, canti, preghiere, pranzi, laboratori, visioni di film... nonostante non sempre il tempo sia sta
PROGRAMMA

Insegnaci a contare i nostri giorni - (dal sito della Federazione Oratori Milanesi)
Nel prossimo Oratorio estivo diremo (e canteremo) «Battibaleno», insegnando ai ragazzi «a contare i nostri giorni», non perché ci sfuggano via ma proprio perché vengano «afferrati» con tutta la vitalità possibile.

Con il tempo che abbiamo
Non abbiamo altro da vivere se non il tempo che abbiamo a disposizione. «Battiba-leno», il tema dell’Oratorio estivo 2011, afferma l’esigenza di non restare fermi a guardare passivamente il tempo che passa via, ma dice la necessità di buttarsi dentro le occasioni di bene che il tempo offre, per trarne il meglio per la propria vita e quella degli altri.

Con tutta la volontà
Non siamo noi i padroni assoluti del nostro tempo; ci sono tantissime cose che accadono indipendentemente da noi; sono tanti i fattori in gioco, ma c’è ne uno che spetta a noi – dipende solo da noi –, si attiva in un «battibaleno» e guida ogni nostro agire, ed è la nostra volontà.
La volontà di fare e di reagire, la volontà di affrontare i momenti, tutti i momenti, con decisione e caparbietà, siano essi belli o brutti, di gioia o di dolore, di festa o di turbamento e dubbio.

Un tempo «abitato» da Dio
Il nostro tempo non solo deve essere «abitato» da noi (con tutto noi stessi) ma è innanzitutto «abitato» da Dio, attraverso la presenza del suo Figlio, incarnato nella storia, Gesù di Nazaret e dello Spirito Santo che è l’evidenza del suo amore.
Ognuno di noi è chiamato a scegliere di condividere il proprio tempo con Dio, decidendo di seguirlo con fiducia.
La scelta di «stare con il Signore» è la scelta della fede, da fare ora e in tutte le ore della nostra vita, così come fa anche il Signore: «Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Matteo 28, 20).

Sono aperte le iscrizioni da p. GIACOMO.
1) DURATA L’oratorio estivo avrà una durata di quattro settimane
(sono esclusi il sabato e la domenica):
inizio: lunedì 13 giugno
termine: venerdì 8 luglio.

2) ORARIO :

a) Per chi non si ferma a pranzo: 9.00-12,15 e 15.00-18.00
b) Per chi si ferma a pranzo: 9.00 - 18.00
3) POSSIBILITà DI FERMARSI A PRANZO: L’oratorio dà la possibilità di fermarsi per il pranzo.
Chi usufruisce di questo servizio deve poi partecipare a una attività organizzata.

4) SONO PREVISTE
TRE USCITE:

• 16 giugno: Gita a MINITALIA - Leolandia Park
• 24 giugno: Gita ad AQUATICA (Gardaland Waterpark)
• 01 luglio : Gita a AQUANEVA (Inzago)
Nei giorni di gita l’oratorio estivo è chiuso.
5) PIZZATA DI CHIUSURA: venerdì 8 luglio - ore 19,30
6) QUOTE:

a) Iscrizione oratorio: Euro 40,00 (la cifra è comprensiva di 2 magliette..., del materiale vario, delle assicurazioni, delle spese vive...).

b) Per il pranzo: – euro 5,00 per il pasto singolo.
– euro 35,00 per otto pasti
– euro 70,00 per l’intero oratorio estivo (n. 17 pasti).

c) Pizzata di chiusura: Euro 5,00.

d) Gite: • LEOLANDIA PARK : Euro 25,00.
• Gardaland Waterpark (pulman ed entrata): Euro 15,00.
• Gardaland Waterpark (solo entrata) Euro 10,00.
• AQUANEVA: Euro 20,00.

14 giugno è partito
l’oratorio estivo 2010

La parrocchia è tutto un SOTTOSOPRA. Il tema “sottosopra” è per ricordare che con Cristo si possono rovesciare le cose. 120 ragazzi, una trentina di animatori, e altrettanto personale per preparare da mangiare e accudire alle strutture e ai vari laboratori di gioco e di formazione … Strutture limitate le nostre, insufficienti a tanti altri che chiedono, tutti programmati per lasciarsi mettere sottosopra, o lasciarsi scombussolare da Lui, il Cristo e dalla sua Parola, che sempre chiama, sollecita a camminare per una vita insieme impegnata, per reagire alla corruzione di quell’altro mondo da mettere sottosopra. Gli animatori sono tutti giovani da far paura, ma proprio loro, non te l’aspetteresti, sono pieni della passione per l’educazione alla fede e la crescita umana dei ragazzi più piccoli; sarà merito di p. Giacomo che li ha preparati e li tiene SU e SOPRA con tantissime idee importanti. È certo che tutto ispira l’idea e la speranza che genitori, ragazzi, educatori … sono stanchi di un mondo vuoto e noioso, e vogliono cambiarlo sottosopra.

         

<clic per le foto>

DURATA
L’oratorio estivo durerà quattro settimane (sono esclusi il sabato e la domenica).
• inizierà il lunedì 15 giugno
• terminerà il venerdì
10 luglio.

ORARIO
a) Per chi non si ferma a pranzo:
9.00-12,15 e 15.00-18.00
b) Per chi si
ferma a pranzo:
9.00 - 18.00

POSSIBILITà del PRANZO
L’oratorio garantisce un primo piatto oppure un secondo, la frutta e l’acqua. Chi si ferma a pranzo deve poi partecipare a un «laboratorio» organizzato.

SONO PREVISTE TRE USCITE
il 17 giugno, il 26 giugno e l’1 luglio.

QUOTE DI ISCRIZIONE - Sono rimaste INVARIATE rispetto all’anno scorso.- RIVOLGERSI A P. GIACOMO
NASINSU' - spiegato dal nostro Vescovo

Carissimi,
...Quest’anno, il tema scelto per guidarci nelle molteplici attività dell’oratorio estivo riguarda il cielo e le stelle...

“Guarda il cielo”: alzare lo sguardo verso Dio.
Il primo invito che Dio rivolge ad Abramo e oggi anche a ciascuno di noi, è quello di «guardare il cielo». Ma che cosa significa? L’invito di Dio vuole ricordarci che nella vita bisogna continuamente alzare lo sguardo per comprendere il senso di quello che viviamo, chiedere un aiuto e prendere le giuste decisioni. La fede è il nome che noi diamo a questo sguardo verso il cielo.
Il cielo che guardiamo è un cielo molto vicino. È un cielo che si è aperto fino a toccare la terra attraverso Gesù; proprio Lui ha unito il cielo e la terra in un grande abbraccio. È lui la finestra spalancata che ci permette di contemplare le meraviglie di Dio.
Guardare il cielo significa allora non fermarci semplicemente a ciò che vediamo o viviamo ma avere il coraggio di alzare lo sguardo per cercare in questo cielo aperto che tocca la terra, il significato della nostra vita e l’orientamento del nostro desiderio di felicità.

Forse è proprio il bisogno dell’uomo di oggi: vivere con i “nasinsù”, alzare cioè lo sguardo verso Dio, creatore del cielo e della terra.

“Conta le stelle”: le promesse di Dio e i desideri dell’uomo.
Insieme all’invito a guardare il cielo c’è quello a contare le stelle. Esse rappresentano anzitutto le promesse di bene che Dio ha fatto ad Abramo e oggi rinnova a ciascuno di noi.
Dio non si stanca di rinnovare la sua alleanza con gli uomini, non cessa di ridire il suo ostinato desiderio di bene per ciascuno di noi. Le stelle, così numerose che non si possono contare, rappresentano proprio la grandezza e l’abbondanza delle promesse di Dio. Fidatevi di Lui. Abbiate fiducia nel vostro Arcivescovo che vi vuole bene e conosce il bene che Dio ha riservato per ciascuno di voi.

La Stella polare
Concedetemi un’ultima parola, la più importante: essa ha un volto luminoso che trasmette luce a chiunque decide di ascoltarLa: è Gesù. È Lui la Stella polare, quella che indica il cammino, quella che non ci fa perdere mai. + Dionigi Card. Tettamanzi Arciv.di Milano


DURATA
L’oratorio estivo durerà quattro settimane
(con esclusione del sabato e della domenica)
inizierà martedì 10 giugno - terminerà venerdì 4 luglio

ORARIO
a) - Per chi non si ferma a pranzo: 9.00-12,15 e 15.00-18.00.
b) - Per chi si ferma a pranzo: 9.00 - 18.00

POSSIBILITA' PRANZO
L’oratorio garantisce un primo oppure un secondo, la frutta e l’acqua.
Chi si ferma a pranzo deve poi partecipare a un laboratorio programmato.

TRE GITE
18 giugno: LEOLANDIA (già Minitalia)

27 giugno: GARDALAND WATERPARK (già Aquatica)

02 luglio: AQUANEVA

QUOTE
a) Iscrizione: Euro 35
(la cifra è comprensiva di 2 magliette..., del materiale vario, delle assicurazioni, delle spese vive...)
b) Pranzo: Euro 4,00 a pasto. Per l’intero oratorio estivo (n. 16 pasti): Euro 60,00
c) Pizzata di chiusura: Euro 5,00

QUOTE GITELEOLANDIA: Euro 25,00
• Aquatica (pulman ed entrata): Euro 18,00
• Aquatica (solo entrata) : Euro 10,00
• AQUANEVA: Euro 17,00

ISCRIZIONI
1) Compilare il modulo (presso p.Giacomo) entro la fine del mese di maggio.

2) La quota globale va versata all’atto dell’iscrizione.

2) Adesione di parenti o altri alle iniziative, compilare l’apposito modulo presso P.Giacomo

Nota Bene
1 - Data la struttura dell’oratorio, i posti a disposizione sono limitati (massimo 100), privilegiando i ragazzi della parrocchia.


2 - Nei giorni di gita l’oratorio estivo è chiuso


estate 2007

E' programmato dal 12 giugno al 6 luglio


Si può già segnalare la propria presenza


Il logo già ti richiama che anche quest'anno
l'oratorio estivosarà una grande musica.

Leggiamo lo SLOGAN

MUSICA MAESTRO - Uno slogan denso di significato: il nostro maestro, la nostra guida è il Signore. Gesù è il Maestro!
ABBIAMO UN PIANO E SEMBRA FORTE
- La vita è un’avventura. L’estro, la genialità, le motivazioni di ogni persona possono creare (in unione al Maestro) un PIANO unico e sorprendente, tale da spiazzare anche chi vuol programmare tutto. È necessario mettere in gioco tutte le nostre qualità, le nostre caratteristiche che, affidate al Maestro, Gesù, fanno del nostro “piano” un «piano» ... «forte».
TRE BAMBINI CHE GIOCANO - Giocano saltando su uno strumento, giocano con la musica e, attraverso di essa, imparano a stare insieme, a condividere la quotidianità. Sono in TRE, il numero minimo per la formazione di un gruppo, di una comunità. Ogni bambino occupa una posizione differentem ognuno ha un suo ruolo, un proprio spazio e un suo momento: l’armonia di questi elementi permette di suonare una melodia inconfondibile: LA MUSICA DELL’AMICIZIA.
STRUMENTO MUSICALE - I luoghi dove siamo chiamati a vivere sono rappresentati da uno strumento musicale che non può suonare da solo, ha bisogno del «fiato» di Qualcuno. Il soffio nella vita dei
cristiani è lo SPIRITO SANTO, lo Spirito del Maestro che ci guida nelle scelte quotidiane.
NOTE - È necessario l’apporto di tutti, e la musica che ne esce, le tre note musicali (verde, rossa e viola) rappresentano il contributo di ogni persona nello scrivere con Dio lo spartito della vita di ognuno
di noi.
LO SFONDO AZZURRO - Il cielo ci apre all’infinito, al futuro, al significato pieno e libero di ogni esistenza umana.
Le OMBRE che su di esso si stagliano ci ricordano che la nostra musica si espande, contagia chi ci sta attorno: non possiamo suonare solo per noi stessi.

              Regolamento minimo
              per
              l’ORATORIO ESTIVO 2007

1.    Rispettare gli orari di entrata e uscita, se non previa autorizzazione scritta dei genitori o di chi ne fa le veci.

2.    Si richiede a tutti:

        —   Rispetto per i collaboratori e gli animatori

        —   Rispetto degli ambienti e strutture della parrocchia. Chi rompe, paga!

      —  Un abbigliamento e un linguaggio consono all’ambiente.

3.    Per chi si ferma a pranzo:

        —   deve rispettare il cibo e riordinare il proprio posto

        —   Le attività del dopo-pranzo devono essere seguite nel rispetto dell’educazione e nell’obbedienza ai collaboratori

        —   Un giorno la settimana sarà data la possibilità di fare i compiti delle vacanze.

4.    Se questo minimo regolamento verrà frequentemente disatteso, si prenderanno provvedimenti a riguardo.

        In qualsiasi caso la quota di iscrizione non verrà restituita.

                                       p. Giacomo

MESSAGGIO DEL CARDINALE

Carissimi,

ancora una volta l’Oratorio estivo giunge puntuale al termine dell’anno scolastico, coinvolgendo le comunità cristiane nella feconda tensione tra un impegno formidabile e una grazia sorprendente.
L’impegno è quello, generosissimo, delle migliaia di volontari e responsabili delle nostre parrocchie che spendono senza risparmio energie spirituali e risorse educative e organizzative, a servizio del tempo libero dei bambini e ragazzi e a sostegno delle loro famiglie.
La grazia è nel volto di una Chiesa viva e giovane, fedele alla sua missione e anima della società, che splende luminoso nell’esperienza dell’Oratorio: di fronte alle sfide educative che non possono non preoccupare le famiglie e le istituzioni, le comunità cristiane si presentano umili e coraggiose, con pochi proclami e con molti fatti, con poche pretese e con tante proposte, con pochi soldi ma con grande generosità.
La scelta del Maestro
Lo slogan scelto e diffuso in tutti gli Oratori della Lombardia – Musica Maestro! – è ricco di suggestioni valide per tutti.
Il Maestro, con la “M” maiuscola, è solo il Signore Gesù. È Lui che sa guidare ogni persona, soprattutto ogni ragazzo e ogni adolescente, a scoprire e ad interpretare nella verità e con gioia il progetto che Dio ha pensato appositamente per lui/lei. La missione educativa della comunità cristiana verso le giovani generazioni è tutta protesa verso questa meta: la vocazione cristiana di ciascuno, scoperta con grande gioia e intrapresa con vivo senso di responsabilità.

La musica è una metafora quanto mai suggestiva per dire la bellezza, la fantasia, il ritmo e l’armonia della vita che Dio ci ha donato e che Gesù, il Maestro, ci rivela nel seguirlo e nell’ascoltare la sua parola.
Seguire e ascoltare il Signore è il modo in cui ciascuno può scoprire le caratteristiche del proprio “spartito” per poterlo poi “suonare” in armonia con se stesso e con gli altri, in famiglia, nella scuola, nella Chiesa e dentro la società.
Il sottotitolo dell’Oratorio estivo – abbiamo un piano e sembra forte – è molto simpatico e vorrei che suonasse come un gioioso monito, non solo per i ragazzi che lo canteranno spesso, ma anche, a cominciare dagli adulti, per tutti noi cristiani che dobbiamo lasciarci interpellare dalle situazioni che stiamo vivendo.
Assistiamo, spesso attoniti e smarriti, a fenomeni sociali e culturali in qualche modo inediti. Così le ideologie che minano la società dalle sue fondamenta, le proposte che relativizzano i valori morali assoluti, le ingiustizie nascoste nel tessuto profondo della convivenza umana, le menzogne che falsificano il dialogo tra le persone e nella comunicazione pubblica, le violenze assurde che insanguinano le mura domestiche, i paesi, le città, i popoli.

Carissimi, di fronte a tutto ciò non restiamo passivi, non limitiamoci al lamento, non rimaniamo inerti! Raccogliamo l’invito semplice, convinto e solo apparentemente giocoso che ci viene dai ragazzi dell’Oratorio: abbiamo un piano e sembra forte…
Se ascoltiamo il nostro Maestro possiamo rintracciare anche nella complessità delle situazioni più aggrovigliate un disegno positivo su noi stessi, sulle nostre comunità e sulla stessa società e possiamo cominciare a realizzarlo come umili, miti e forti costruttori di comunione e di solidarietà. Se mettiamo in gioco tutte le nostre potenzialità, se ci poniamo a piena disposizione del Maestro trafficando i talenti che ci ha donato, ci scopriremo capaci di fare “cose grandi” anche nella pochezza e semplicità della nostra persona. E potremo regalare un po’ di armonia e di luce alla nostra epoca così stonata e confusa.


Adolescenti protagonisti
Tra i protagonisti dell’Oratorio estivo, oltre ai bambini e ai ragazzi, un posto speciale l’hanno gli adolescenti impegnati come animatori delle molteplici e varie attività quotidiane. Ne ho incontrati moltissimi, la sera del 25 maggio, radunati a Milano nella Piazza del Duomo per ricevere dall’Arcivescovo il “mandato”, a sostegno del loro prezioso servizio educativo.
Agli adolescenti ho ricordato che l’impegno, che in queste settimane si assumono, è molto significativo anzitutto per loro stessi: contrariamente a quanto troppo spesso si pensa e si dice con superficialità di loro, gli adolescenti dimostrano a se stessi e agli altri che sanno sacrificarsi, dicono che vale la pena di farlo per i più piccoli, che è possibile non pensare solo a sé, anzi che tutto ciò è molto bello ed è fonte di vera gioia.
Alle comunità cristiane chiedo di condividere con me e di rendere sempre più concreto quanto ho promesso ai giovani animatori degli oratori estivi: “Non siamo mai soli nello spartito di Dio che è la nostra vita. Una nota chiama l’altra, se no la musica finisce subito. Sarebbe triste e povera una “musica” tutta di “solisti”! Non siete soli nell’Oratorio estivo, vissuto con impegno e responsabilità: le vostre parrocchie sono tutte con voi e anche il vostro Arcivescovo vi segue con affetto e con simpatia. Ma, soprattutto, non siete soli nel cammino della vostra crescita umana e spirituale, nella ricerca della vostra vocazione e del vostro posto nella Chiesa e nella società…”.

L’Oratorio estivo che inizia si presenta come una bellissima occasione per esprimere in ogni comunità cristiana la “coralità” del nostro essere Chiesa. Non perdiamo neppure una sola nota della “musica” del nostro vero “Maestro”. E interpretiamo insieme il meraviglioso spartito che unisce tra loro “strumenti” molto diversi: piccoli e grandi, giovani e anziani, preti, religiose e laici…
Mi unisco di cuore a tutti voi con la preghiera e con la benedizione che imploro dal Signore su ciascun Oratorio perché vi risuonino sempre le note di un’autentica “sinfonia” della santità.

+ Dionigi card. Tettamanzi
Arcivescovo di Milano - Milano, 3 giugno 2007

CHE BELLA MUSICA ALL'ORATORIO ESTIVO

Memorie di un’animatrice

Si è appena conclusa la seconda settimana di oratorio… Cavolo, come corre in fretta il tempo! Ogni anno queste 4 settimane mi regalano tante emozioni e mi aiutano a crescere. Perché alla fine, anche noi animatori maturiamo! Eh già.
Ormai sono 4 anni che faccio l’oratorio estivo ed ogni anno non è mai uguale al precedente: ci sono i soliti veterani, con un anno di più, gli apprendisti animatori… e poi i più piccolini, nuovi volti sorridenti che ti fanno tornare bambina. Vedere tutti questi bimbi che ridono e si divertono è davvero una grande gioia, perché sotto sotto è anche merito tuo, che ogni giorno cerchi di inventare nuovi giochi per farli divertire. In queste due settimane abbiamo imparato a conoscerci, abbiamo fatto tanti giochi insieme e poi c’è stata la gita a Fantasy World - Minitalia.
Siamo a metà del percorso, mancano ancora due settimane, abbiamo ancora tante cose da fare tutti insieme.
Per concludere un grande «GRAZIE»!
Grazie a tutti gli altri animatori che ogni giorno si danno da fare per organizzare una nuova giornata; grazie alle signore che tutti i giorni preparano meravigliosi pranzetti, grazie ai genitori che ci sostengono sempre e ultimi ma non meno importanti un grandissimo grazie a tutti i bambini dell’oratorio, perché sono loro i veri protagonisti di questa grande avventura!! (F.M.)

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In queste due settimane...

• Dell’Oratorio estivo ci piace molto il rapporto e la collaborazione che c’è tra ragazzi e animatori. Ci piacciono i giochi che ci fanno fare perché sono sempre divertenti. Ciao.
• In queste due settimane ho imparato: l’amicizia verso i bambini, i ragazzi e gli animatori; il gioco di squadra e il gruppo.
• In questi 15 giorni che ho passato all’oratorio estivo, mi sono divertita tantissimo, sia con gli amici che conosco sia con quelli nuovi. E ho capito che è bello stare insieme e cimentarsi in un gioco di squadra. Ciao.
• In questi giorni mi sono piaciuti in particolare le ore di laboratorio perché ci si può riposare e anche realizzare lavoretti fantastici. Ma anche i giochi e i momenti di preghiera mi sono piaciuti perché ci si riunisce e ci si diverte insieme.
                              (Francesca, Alice, Irene, Marzia, Ilaria...)

                                   estate 2006

L'oratorio estivo è durato dal 13 giugno al 7 luglio, con un calore estivo e umano sempre alle stelle, guidato da volontari per il servizio cucina instancabili, da animatori giovani e impegnati, da più di centoventi ragazzi vivacissimi e dalla forza delle idee ...
Il tema dell'oratorio estivo è stato presentato con una domanda:
SI FA PER DIRE?

E al termine dell'oratorio tutti i ragazzi certamente hanno gridato:
"NO, NON SI FA PER DIRE!",
perché i racconti, le favole e le parabole avevano un narratore speciale che è stato Gesù in persona, portandoci alla scoperta di cinque grandi valori fondamento della vita di tutti:
ACCETTAZIONE DI SÉ - ACCOGLIENZA - AMICIZIA
ALTRUISMO - AMORE

 

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