evangelizzazione nella parrocchia

evangelizzazione iniziative ecclesiali

evangelizzazione nella parola del Papa
PARROCCHIA IN STATO DI MISSIONE

È un programma che ci è stato enfatizzato con il PROGETTO PASTORALE, parrocchiale. Ad esso rimandiamo. Il progetto è frutto di una domanda chiara: come fare comunità cristiana, ai nostri giorni, in modo che la parrocchia stessa, sia un richiamo al vangelo, una testimonianza,LUOGO PRIMO di EVANGELIZZAZIONE.  
Essere in stato di missione, significa che il VANGELO è ispirazione e fondamento della nostra vita. Il moto programma è evangelizzarci per evangelizzare. Per questo in parrocchia si è sempre dato importanza alla lettura della Bibbia, e del VANGELO IN PARTICOLARE: ci si evangelizza alla scuola del vangelo; è il vangelo, è Gesù che dobbiamo annunciare. Bisogna conoscerlo e amarlo.
C’è il VANGELO e ci sono anche delle scienze che aiutano ad approfondire e ad arricchire il VANGELO, come la catechesi, la formazione dei catechisti, la scuola della teologia. Gesù e il Vangelo soprattutto si imparano pregandolo: perciò l’importanza della Lectio Divina: in gruppo, o anche in privato.
A quanti hanno chiesto alla PARROCCHIA di fare esperienza di vita missionaria: li abbiamo invitati a incontrarci aprendo il Vangelo, per chiedere a Gesù che cosa è missione? E molti con umiltà e pazienza, lungo un periodo di cinque anni, hanno partecipato alla lettura del Vangelo, e al termine sono stati congedati, per vivere la MISSIONE CHE HANNO MATURATO durante quel periodo: qualcuno si è fatto catechista, altri si sono dedicati alle opere di carità, alla lettura del Vangelo in piazza, in pubblico, nell’agorà, altri hanno scelto di vivere con onestà e coerenza la propria professione, e la vita sociale.
Qui di seguito, riporteremo le testimonianze che ci vengono offerte da “cristiani in missione” che vivono la loro vita con particolare impegno la propria.


Programma per il cristiano in stato di missione

  La Parrocchia Cristo Re è stata istituita nel 1965. Fin dall’inizio ha avuto missionari di ritorno nel gruppo dei sacerdoti (Pizzi, Albani, Moraschetti…) vicini a Via Andolfato con la sede del Sagretariato missioni fin dal 1970 della provincia Italiana  dehoniana, importante da un punto di vista missionario con cui ci sono stati scambi di collaborazione missionaria.

Quali sono le idee portanti guidano il cammino missionario di una parrocchia ?

  1. La parrocchia è il  luogo privilegiato in cui tutti possono e devono trovare il loro posto ed esercitare il loro servizio, talvolta piccolo, ma proprio, insostituibile e assolutamente necessario.
  2. La comunità cristiana diventa comunità viva quando l’ impegno missionario non è di “alcune persone”, ma di tutta la comunità.
  3. La cooperazione, la quale mira a tradurre in azioni, in gesti concreti e significativi i valori maturati, diventa stimolo efficace per una coscienza di chiesa missionaria. 
  4. "L'animazione missionaria non può restare confinata nei gruppi e nei movimenti specializzati, ma deve raggiungere quelle strutture fondamentali del popolo di Dio che sono appunto le parrocchie (...) Certamente andranno adeguati i modi e i mezzi di animazione missionaria, perchè non facciano leva su fattori emotivi e secondari, ma siano tutti orientati alla crescita della comunità parrocchiale in una vita cristiana più profonda ed irradiante" (IMCI,32).
  5. "La formazione missionaria è opera della Chiesa locale (...). Le Chiese locali, quindi, inseriscano l'animazione missionaria come elemento - cardine della loro pastorale ordinaria nelle parrocchie, nelle associazioni e nei gruppi, specie giovanili" (RM, 83).
“Senza dubbio la vivacità missionaria delle prime comunità cristiane…. Nasceva dall’esperienza di un personale incontro con Cristo. L’urgenza della missione nasce dall’interno, e la stessa convinzione che Cristo è atteso da ogni uomo è colta a partire dalla propria esperienza di incontro con Lui”…..

I mille volti della Missione

risplendono soprattutto attraverso le testimonianze
PRENDI LA TUA VITA E FANNE UN CAPOLAVORO

Suor Cristina Acquistapace, ha 41 anni ed è nata con la Sindrome di Down. Cristina entra nell’Ordo Virginum nel 2006 a 33 anni, facendo la sua consacrazione nelle mani del vescovo di Como, mons. Alessandro Maggiolini. La vocazione è maturata con un’esperienza missionaria in Africa, fatta con una zia suora in Kenya. Ha vinto il Premio Una Vita per la Vita conferito dalla Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Cogliamo la sua testimonianza attraverso questa intervista pubblicata da Zenit.org il 5 maggio 2014.
Cristina, ti rendi conto di essere un grande esempio ed una luce che può illuminare la vita di molte persone?
Sono una semplice donna di 41 anni che crede nella vita. Sono stata fortunata perché la mia famiglia non ha ridotto la mia malattia alla mia persona ma ha creduto nel meraviglioso dono di Dio. La vita è un dono e va vissuta come un dono. Ho vissuto insieme alla mia famiglia una vita difficile, amara, dolorosa, ma questo non ci ha impedito di vivere la vita come un dono, accettando i propri limiti e sfruttando i talenti che il Signore mi ha donato. Ognuno di noi ha dei requisiti per accettare le difficoltà. Dobbiamo andare avanti nonostante si faccia fatica. Io penso spesso alla fatica che ha fatto nostro Signore Gesù Cristo e questo mi da coraggio per andare avanti sul mio cammino, tenendo gli occhi fissi sul traguardo che devo raggiungere. In definitiva, la vita è un viaggio al quale tutti sono chiamati, è un cammino per tutti e di tutti, a prescindere di come si nasce e si viene al mondo.
Sei una persona felice?
Si, sono una donna felice, realizzata e contenta, con una missione particolare.
Con questo non voglio dire che non abbia sofferto, ma le sofferenze fanno parte della vita. Nel 2008 sono stata colpita da un virus che ha attaccato il mio sistema immunitario. Da allora ho grosse difficoltà per camminare e non ho più controllo delle mie gambe.

Hai detto che sei nel mondo con una missione, potresti dirci qual è? ... clicca e leggi tutta l'intervista