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e a non essere complici del male

È annunciato per il 2016 l'apertura del grande SINODO PANORTODOSSO
Il "sacro e grande" Sinodo panortodosso si terrà nel 2016 a Istanbul presso la cattedrale di Sant'Irene. Nel tempo che separa le Chiese ortodosse dal raduno, una Commissione preparatoria - composta da un vescovo per ogni Chiesa inizierà i lavori di studio necessari per portare avanti "in maniera fruttuosa" l'incontro. Avrà come base dell'incontro la soluzione di problemi interni, e anche temi tipici di teologia e morale per il nostro tempo. La novità più significativa è il fatto dell'evento stesso che vede i capi almeno di 20 chiese ortodosse incontrarsi insieme, compreso il patriarca di Russia. La decisione di convocare un Sinodo panortodosso sembra chiudere una questione che dura da almeno cinque decenni. Le Chiese orientali sono infatti autocefale, e la discussioni interne al mondo ortodosso hanno provocati degli allontanamenti significativi che hanno impedito la possibilità di una discussione comune, e qundi anche con Roma. Papa Francesco manda gli auguri per questo avvenimento, e chiede a tutti i cristiani di pregare molto perché si abbattano le barriere delle separazioni prima di tutto fa noi cristiani.

29 giugno 2015 - DELEGAZIONE DI COSTANTINOPOLI
e GLI AUGURI AL PAPA

Non smetto mai di pregare Dio” affinché un giorno parteciperemo “insieme alla Mensa eucaristica”. È quanto affermato da Papa Francesco nel discorso rivolto alla delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, in occasione della tradizionale visita a Roma per la Festa dei Santi Pietro e Paolo. “Il raggiungimento di tale meta, verso la quale siamo con fiducia incamminati, rappresenta una delle mie principali preoccupazioni, per la quale non smetto mai di pregare Dio. Auspico pertanto che possano moltiplicarsi le occasioni di incontro, di scambio e di collaborazione tra fedeli cattolici e ortodossi, in modo che, approfondendo la conoscenza e la stima reciproche, si riesca a superare ogni pregiudizio e incomprensione, retaggio della lunga separazione, e ad affrontare, nella verità ma con spirito fraterno, le difficoltà che ancora sussistono”. Il Papa ha così incoraggiato il lavoro della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa: “I problemi che si possono incontrare nel corso del dialogo teologico non devono indurre a scoraggiamento o rassegnazione. L’attento esame di come si articolano nella vita della Chiesa il principio della sinodalità ed il servizio di colui che presiede offrirà un contributo significativo al progresso delle relazioni tra le nostre Chiese”.
1 maggio EXPO 2015

È il giorno di apertura EXPO2015 Avvenimento straordinario per il tema e il coinvolgimento con numerosi tavoli di studio attorno ai problemi legati alla alimentazione. Straordinario per la CARTA MILANO, una carta di assun-zione di impegni e di responsabilità da parte dei cittadini, delle imprese e degli Stati. Siamo invitati a firmare la Carta, visitando l'EXPO, responsabili del futuro del mondo. La CARTA con tutte le FIRME sarà consegnata al termine dell'esposizione mondiale al Segretario generale dell'ONU, a sostegno degli obiettivi dello sviluppo sostenibile, come volontà di tutti i cittadini del mondo. La CARTA ci sarà consegnata in mille modi.

14 marzo 2015 - IL PAPA ANNUNCIO UN GIUBILEO STRAORDINARIO
L'annuncio di Papa Francesco. "Cari fratelli e sorelle - ha detto Bergoglio -, ho pensato spesso a come la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della Misericordia. È un cammino che inizia con una conversione spirituale. Per questo ho deciso di indire un Giubileo straordinario che abbia al suo centro la misericordia di Dio. Questo Anno Santo inizierà nella prossima solennità dell'Immacolata Concezione e si concluderà il 20 novembre del 2016, domenica di Nostro Signore Gesù Cristo, re dell'universo e volto vivo della misericordia del Padre. Affido l'organizzazione di questo Giubileo al Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, perché possa animarlo come una nuova tappa del cammino della Chiesa nella sua missione di portare a ogni persona il vangelo della Misericordia".
Perché  "nessuno può essere escluso dalla Misericordia di Dio - ha proseguito il Pontefice nel corso dell'omelia - tutti conoscono la strada per accedervi e la Chiesa è la casa che tutti accoglie e nessuno rifiuta. Le sue porte permangono spalancate, perché quanti sono toccati dalla grazia possano trovare la certezza del perdono. Più è grande il peccato e maggiore - ha scandito Bergoglio - dev'essere l'amore che la Chiesa esprime verso coloro che si convertono".
"Sono convinto - ha detto ancora il Papa - che tutta la Chiesa potrà trovare in questo Giubileo la gioia per riscoprire e rendere feconda la misericordia di Dio, con la quale tutti siamo chiamati a dare consolazione a ogni uomo e ogni donna del nostro tempo. Lo affidiamo fin d'ora alla Madre della Misericordia, perché rivolga a noi il suo sguardo e vegli sul nostro cammino".
Viaggio del Papa in SRI LANKA E FILIPPINE
21 gennaio 2015 IL PAPA STESSO RACCONTA IL SUO VIAGGIO IN SRI LANCA E FILIPPINE Secondo lo stile missionrio, come gli apostoli facevano con Gesù, ad ogni uscita missionaria, al ritorno raccontavano tutto quello che era successo. Papa Francesco ha ripreso questa abitudine con la chiesa universale, e così può possiamo sapere dalla viva voce del Papa la conoscenza dei fatti e correggere eventuali distorsioni. Leggi il racconto del Papa
Viaggio del Papa in TURCHIA 28-30 NOVEMBRE 2014
Viaggio ecumenico, viaggio di dialogo con il mondo musulmano, viaggio per la difesa della libertà religiosa. Il racconto, la sintesi, le tracce segnate da questo viaggio lo ascoltiao direttamente dalle parole del Papa che ha voluto raccontare di persona "come è andata", mercoledì 3 dicembre, al popolo dei credenti riunito a Roma per la catechesi del mercoledì. Clicca e apri il testo come è stato pubblicato dal Sito Vaticano.
SINODO STRAORDINARIO DE VESCOVI .
Si è svolto a Roma in ottobre del 2014. E' un sinodo straordinario per preparare il Sinodo ORDINARIO che si svolge in ottobre 2015, il tema LA FAMIGLIA, con i suoi problemi e lo stile e spirito evangelico della famiglia. Ssiniodo strordinario anche nel metodo. Il Papa ha voluto la consultazionne della base, della gente e del popolo di Dio e ha voluto che i vecovi discutessero in aula apertamente e francamente, tenendo conto dei problemi del popolo di Dio, e del VANGELO da ANNUNCIARE. Questo stile del cercare insieme "come meglio annunciare il VANGELO" diventa impegno del Papa e accresce la resonsabilità del popolo cristiano: siamo coinvolti tutti. Non possiamo più scusarci e peccare di assenteismo. Leggiamo come il PAPA ha raccontato lui stesso lo sviluppo e il cammino del Sinodo straorddinario.
I cristiani d'Egitto potrebbero presto costruire le proprie chiese in modo libero (Asia news 22 ott 2014)

Lo rivela ad AsiaNews: p. Rafic Greiche, portavoce della Chiesa cattolica, che si dice "fiducioso" sul passaggio in Parlamento (nei prossimi mesi) di una nuova legge, che elimina le restrizioni in vigore per l'edificazione di luoghi di culto cristiani. "Su richiesta del governo - spiega il sacerdote - i leader delle varie denominazioni cristiane hanno steso la bozza per questi provvedimenti, che da tanto tempo chiedevamo di attuare. La Camera si riunirà tra gennaio e febbraio del 2015 e confidiamo nell'approvazione dei provvedimenti".
In vigore dal 1934, l'attuale legge vieta - tra l'altro - di costruire chiese vicino a scuole, canali dei villaggi, ferrovie, uffici governativi e in aree residenziali. Questo ha fatto sì che, nell'Alto Egitto e nelle zone più rurali, intere città o paesini non abbiano neanche una chiesa.
"Quando il presidente al-Sisi - racconta ad AsiaNews p. Greiche - ha incontrato i vescovi delle varie denominazioni e papa Tawadros II, egli stesso ha introdotto l'argomento, dicendo che ogni egiziano ha il diritto di pregare nel proprio luogo di culto".
L'ex generale al-Sisi - "autore" della destituzione del presidente Mohamed Morsi e della fine del dominio dei Fratelli musulmani (giugno 2013) - è di fede islamica, ma sin dall'inizio del suo mandato ha dato un'impostazione pluralistica al nuovo governo. Ciò si è riflettuto nella formazione dell'esecutivo, che conta tre ministri cristiani e quattro ministri donne, ma anche nel clima generale che si respira nel Paese. (da ASIA NEWS 22 ott.2014)


LEGA ARABA e ISIS (AsiaNews - Baghdad - 20 ottobre 2014)
La Lega araba e i suoi membri vorrebbero "difendere tutti i Paesi contro l'avanzata dello Stato islamico della Siria e dell'Iraq (ISIS). L'ha detto ieri il segretario generale dell'organizzazione, Nabil al-Arabi, nel corso di una visita compiuta a Baghdad.
Parlando nel corso di una conferenza stampa convocata in occasione dell'arrivo di una delegazione della Lega araba comprendente i ministri degli esteri di Kuwait e Mauritania, al-Arabi ha detto che i Paesi arabi stanno unendo gli sforzi per fermare il flusso di sostenitori dell'ISIS che attraversano la regione per unirsi al gruppo e ha invitato a una campagna di ampio respiro contro di loro. "Il confronto militare - ha sottolineato - è solo una parte della lotta contro il terrorismo e l'ideologia estremista" e ha aggiunto che essa deve includere anche "un'opposizione teologica, intellettuale ed economica globale".
Da parte sua il ministro degli esteri iracheno Ibrahim Al-Jaafari, intervenendo all'incontro, ha dichiarato che il suo Paese accoglie con favore l'aiuto dei Paesi della Lega araba, ma che "non ha chiesto e non ha intenzione di chiedere" l'intervento di truppe dei Paesi arabi o di altri sul suo territorio, nell'ambito della lotta contro l'ISIS.
I ministri degli esteri del Kuwait, Sheikh Sabah Al-Khalid Al Sabah, e della Mauritania, Ahmed Ould Teguedi, Jaafari, hanno confermato che Baghdad "è pronta a ricevere tutti i tipi di aiuto, tranne la presenze di truppe straniere nel suo territorio". L'Iraq "ha ribadito in più di un'occasione la necessità di altre forme di aiuto, compresa la fornitura di armi e l'assistenza strategica di intelligence".
21 ottobre - Incontro con LUIS SAKO Patriarca dei Caldei
- alle 18.30, al Teatro Dal Verme di Milano (via San Giovanni sul Muro 2) - incontro con il Patriarca dei CALDEI, LUIS SAKO: Cristiani perseguitati in IRAQ. «Sperando contro ogni speranza. Testimonianza dal martirio dei cristiani iracheni» è il titolo dell’incontro-testimonianza . «Il momento che stiamo vivendo è una prova. Ognuno di noi è chiamato a guardare nel suo cuore e può scoprire anche che la consolazione del Signore è l'unica forza e l'unico tesoro. Quello che abbiamo di più caro». La lunga spirale di violenza che accompagna le terre della Siria e dell’Iraq con il franare del mondo musulmano sotto i colpi delle divisioni e della violenza ha un obiettivo primario: rimuovere e cancellare la presenza millenaria del vero fattore di pace da sempre, la presenza dei cristiani. Non a caso, insieme a loro, ogni minoranza etnica o religiosa è oppressa e perseguitata. Nel racconto e nella testimonianza c'è la ricerca delle strade da seguire.

15 ottobre a PALAZZO MARINO convegno su PAOLO VI

Il 15 ottobre si è tenuto a Palazzo Marino un convegno in preparazione alla beatificazione di Paolo VI. E' stato presentato il dvd inedito su Paolo VI: Montini, un episcopato aperto alla modernità e alla sfida di Milano. RIPORTIAMO qualche testimonianza degli interlocutori.
- «Non Nova, sed nove»: a Milano non servono cose nuove, ma un modo “nuovo”. Lo diceva Giovanni Battista Montini che un po’, quella Milano, temeva, arrivandovi in un gelido e piovoso 6 gennaio 1955, giorno del suo ingresso solenne in Diocesi come arcivescovo ambrosiano.
-Aperto e promotore del dialogo con il mondo laico, attraverso il suo contributo nel sociale, nel rapporto continuo e imprescindibile con le Amministrazioni comunali, di qualsiasi colore essere fossero.
- Città e Chiesa hanno saputo collaborare nel momento della grande trasformazione dell’immigrazione anni ’50». Un insegnamento anche per l’oggi, cosi come l’idea della “politica come maniera esigente di vivere l’impegno cristiano”. Evidente – sottolinea Granelli – la consegna che ne viene a chi ha scelto la strada dell’azione nella Cosa pubblica, a realizzarla «in modo responsabile ed esigente».
-Montini arriva a Milano con la visione di una Chiesa “che non deve seguire, ma guidare e precedere il progresso”, perché “il cristianesimo deve attingere alle sue genuine fonti, non sostituendo una piccola religione alla grande”». E il pensiero va al “Piano Nuove Chiese” – 123 ne verranno costruite – all’apertura ecumenica – nel solo 1956 l’Arcivescovo incontra sei Pastori anglicani – all’attenzione per i tre settori cruciali del mondo del lavoro, dei poveri e dei lontani.
- Montini pensa a “i lontani”, per i quali, ben consapevole della scristianizzazione della città, il Pastore organizza la Missione del 1957, per “scuotere i tiepidi e raggiungere la grande massa dei lontani”, appunto.
- il futuro Beato è un grande uomo di cultura, cultura come spazio per leggere l’uomo, cultrura che permette di autocomprendersi e di costruire altri uomini». Se la cultura è strumento dato all’uomo per conoscersi, la Chiesa può diventare la scuola e il tirocinio per fare questo.
- La prima Caritas nasce nel 1950 su iniziativa del Vaticano quando Montini era in Segreteria di Stato. «Montini intercettò spesso, come Sostituto alla Segreteria di Stato, anche la Charitas ambrosiana che aveva già rivendicato una sua autonomia, potendo contare su un Centro per i migranti, uno per la ricerca di lavoro per disoccupati, Colonie e altre attività caritative diocesane». La questione fondamentale rimane – ben lo si capisce – l’aspetto educativo del “fare carità” con le sue ricadute nelle parrocchie, tanto che Paolo VI lo scrive nel suo primo discorso alla ripresa del Concilio, il 29 settembre 1963, e alla conclusione dell’Assise: «Il Concilio ha avuto come cifra la carità». Occorre, come infatti indica con chiarezza la Gaudium et Spes, al numero 90, fare della carità “non un erogatore di servizi ma di cambiamento, con una pedagogia dei fatti”.


5 ottobre 2014 - apre il SINODO STRAORDINARIO dei Vescovi
Una data storica mondiale da ricordare. Prima ancora di guardare ai risultati e alle riflessioni, fissiamo questa data, perché segna un avvenimento speciale: la chiesa cristiana apre un dibattito e una ricerca sulla famiglia, dopo aver interrogato il mondo intero, vescovi e laici, credenti e non credenti. Un fatto di portata mondiale come metodo e come contenuto: la famiglia è fondamento e futuro dell'umanità. Nella confusione dei tempi, bisogna rispondere al desiderio e al bisogno di ritrovare la bellezza del vivere insieme, la bellezza dell'amore e dell'affetto normale della famiglia. Da questo dipende futuro e sopravvivenza. Il resto sono problemi privati e personali. Anche i problemi privati e personali devono essere presi in considerazione, ma appunto come problemi privati e personali.

ISIS NEMICO NUMERO UNO DEI MUSULMANI - Yousef Sbai, 27 sett 2014

«Una delle regole d’oro dell’Islam è contenuta nel versetto del Corano che dice: “Chi uccide una persona è come se avesse ucciso tutta l’umanità”. Questa è una regola d’oro dell’Islam, questo è ciò che dice il Profeta. Per questo noi diciamo che l’Isis è andato fuori dall’Islam, ha deviato dall’essenziale della religione e dell’etica islamica. I guerriglieri dell’Isis, non uccidono soltanto cristiani, yazidi e kurdi. Loro uccidono anche i musulmani. Ci sono musulmani che si sono fatti scudo a Mosul per proteggere i cristiani e sono stati uccisi. Tra loro anche due imam di due moschee molto conosciute di Mosul. Ciò dimostra chiaramente che ce l’hanno con tutte le persone che non la pensano come loro. Siano essi musulmani, cristiani, ebrei”. “L’Isis  è il nemico numero uno dei musulmani». Così rilasciava detto in una intervista il 27 settembre scorso, Yousef Sbai, Imam di Massa Carrara e vicepresidente dell’Ucoii (Unione delle comunità islamiche d’Italia). Queste affermazioni danno un segnale importante da parte del mondo islamico. (Continua a leggere...)


Il 21 settembre 2014 Papa Francesco in Albania
Tre consegne del Papa. La prima è il martirio. Nell'abbraccio di Francesco con don Ernest Troshani e suor Maria Kaleta, sopravvissuti alla persecuzione del regime, c'è stato un momento di grande commozione. Sembrava quasi che il Santo Padre abbracciasse tutti i martiri che hanno dato la vita per Cristo, in "odium fidei", e tutti i martiri delle dittatture, della sciavitù e dell'oppressione. La seconda consegna è la fraternità. Si scarta la parola "tolleranza" e la si sostituisce con la parola "fraternità". Non è un dettaglio per gli albanesi: nei momenti più difficili "della nostra storia non siamo riusciti a essere fratelli". La fraternità diventa fondamento per la pace.
La terza consegna è la speranza: "Insieme con Dio, verso la speranza che non delude", e ai giovani: "Non lasciatevi rubare la speranza!". Ai giovani bisogna dare fiducia, perché possono fare miracoli. C'è l'immagine dell'aquila che non dimentica il nido, ma ha il coraggio di volare alto, verso il cielo, che rappresenta l'infinito, il mistero, il Regno futuro. Nessuno, mai può spezzare le ali della speranza. C'è in queste consegne tutto il dramma del passato e del presente violento da vincere, da superare, umanità tutta da rifare, con il cuore spezzato e con le lacrime, ma guai rinunciare!

SIRIA - la DENUNCIA dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani
Dal registro compilato dall’Onu risulta che siano state uccise 191.369 persone (tra civili e combattenti) dal marzo 2011, data di inizio delle ostilità nel Paese, ad aprile 2014. Sono “oltre il doppio” del bilancio Onu pubblicato un anno fa (93 mila) e in ogni caso - per ammissione delle stesse fonti - si tratta di numeri sottostimati.
Il maggior numero di vittime è stato documentato nella zona di Damasco (39.393), mentre 31.932 sono i morti nella provincia di Aleppo, 28.186 in quella di Homs, 20.040 in quella di Idlib, 18.539 in quella di Daraa e 14.690 in quella di Hama. Oltre l’85% delle vittime sono uomini, 8.803 sono minori, dei quali 2.165 avevano un’età inferiore ai dieci anni. Resta comunque ancora da verificare l'età dell'83,8% delle vittime.
"Sono profondamente dispiaciuta per il fatto che, alla luce di tanti altri conflitti armati in questo periodo di destabilizzazione globale, i combattimenti in Siria e il loro impatto terribile su milioni di civili siano fuori dall'attenzione internazionale” ha affermato la Pillay. Secondo lei, “la paralisi internazionale ha rafforzato gli assassini, coloro che distruggono e torturano in Siria".
Un metodo per arginare il bagno di sangue sarebbe, sottolinea la Pillay, "adottare misure serie per porre fine ai combattimenti" nonché "smettere di alimentare questa monumentale ed evitabile catastrofe umanitaria con la fornitura di armi ed equipaggiamenti militari". (Da Zenit - 22 agosto 2014

SCUOLA PARITARIA vantaggio per lo STATO E I CITTADINI - Antiseri
CORRIERE della Sera 21 agosto 2014 - Riflessione del filoso Dario Antiseri.
Come mai le scuole paritarie sono tanto emarginate e indifese nel sistema scolastico italiano? Se lo chiede, sfidando una retorica diffusa che stravolge i dati concreti relativi a questo tema, il filosofo Dario Antiseri in un articolo apparso ieri sul Corriere della Sera. Antiseri, non certo noto per essere un alfiere della Chiesa cattolica, si dice stupito per la poca considerazione che i “cosiddetti liberali laici intossicati di laicismo illiberale” ma anche tanti “sedicenti cattolici” nutrono per la libertà in campo educativo.
Definita “un patrimonio grande e prezioso che va protetto”, Antiseri annota che la scuola statale “di continuo viene additato come un furto pubblico alla scuola paritaria”. Un errore, perché invece lo Stato elargisce “una miseria” alle scuole paritarie, “soprattutto se paragonato al contributo elargito alle scuole non statali da Paesi come il Belgio, l’Irlanda, la Germania, la Spagna o l’Inghilterra”.
Il filosofo ritiene che “gli statalisti di guardano bene dal fare i conti e dal dire quanto la scuola paritaria (cattolica e laica) fa risparmiare allo Stato”. I conti - relativi al 2012 - li ha fatti però il Ministero dell’Educazione, e Antiseri li pubblica nel suo articolo: “alunni delle scuole statali: 7.737.639; alunni delle scuole paritarie: 1.036.403, di cui 702.997 iscritti alle scuole cattoliche. Finanziamento totale alle scuole statali: 40.596.307.956; finanziamento totale alle scuole paritarie: 498.928.558 euro. Costo allo Stato in media per alunno di scuola statale: 5.246,60 euro; costo allo Stato in media per alunno di scuola paritaria: 481,40 euro”. Le scuole paritarie, dunque, in un anno, “hanno fatto risparmiare allo Stato la bella cifra di 5.000.000.000 (cinque miliardi) di euro. In dieci anni – con un calcolo per difetto, dato che il numero degli alunni iscritti alle paritarie è progressivamente diminuito – la scuola paritaria ha fatto risparmiare allo Stato oltre 50 miliardi di euro”.
Non è solo l’aspetto economico, tuttavia, a muovere la critica di Antiseri. Il filoso trova ingiusto “e soprattutto” non libero che “un paese dove una famiglia che iscrive un figlio a una scuola paritaria debba pagare per questa sua scelta di libertà. Uno Stato che costringe a comprare pezzi di libertà non è uno Stato di diritto. E, intanto, negli ultimi tre anni è morta una scuola libera ogni tre giorni – ogni tre giorni è morto un pezzo di libertà”.
A conclusione del suo articolo, Antiseri si rivolge direttamente al presidente del Consiglio Matteo Renzi. “Una volta messi al sicuro gli edifici scolastici – provvedimento sacrosanto e prioritario - il presidente Matteo Renzi, politico ‘pragmatico’ e ‘non ideologico’, come pensa di risolvere il problema della parità scolastica?”, si chiede il filosofo. “È d’accordo o no con la Risoluzione del Parlamento europeo sulla libertà di insegnamento?”, incalza ancora. “Pensa - prosegue - che abbiano ragione i Vescovi, e non solo loro, o si sente schierato dalla parte dei tanti pretoriani del monopolio statale dell’istruzione? Considera o no il buono-scuola una urgente e necessaria terapia per i mali del nostro sistema educativo? Pensa anche lui che è servizio pubblico solo ciò che è statale?”. E infine domanda: “Aveva torto quel rappresentante di sinistra il quale, anni fa, dichiarò che il buono-scuola è una carta di liberazione per le famiglie meno abbienti?”.

11 giugno 2014 - L'Onu premia  padre Aldo Marchesini s.c.j.

Padre Aldo Marchesini, sacerdote dehoniano, è stato insignito del “World Population Award” delle Nazioni Unite. Domenica 8 giugno Padre Aldo Marchesini, era a pranzo con noi, in parrocchia. Lui stesso ci ha spiegato le ragioni e il significato della premiazione. Aldo, ha 72 anni, sacerdote dehoniano, chirurgo, ha impegnato tutta la vita a curare gli malati in Africa, in Mozambico.Ha lavorato negli ospedali di Mocuba, Songo, Tete e Quelimane. Si è battuto per portare i farmaci salvavita nei suoi ospedali, e in Mozambico.
Padre Aldo ha anche scritto racconti e poesie sulla sua esperienza di chirurgo e missionario in Africa.Molti dei suoi testi e libri sono stati pubblicati anche in fondo alla nostra chiesa. Per la cronaca: fa in media 40 interventi chirurgici alla settimana. Ulteriori informazioni sul suo lavoro di missionario-chirurgo si possono trovare sul suo sito, dove si leggono anche le sue lettere dal Mozambico.
Il World Population Award è stato istituito dalle Nazioni Unite nel 1981, per premiare persone e
organizzazioni che si siano distinti nel migliorare la salute della popolazione mondiale. Aldo ci ha lasciato il testo con cui si presenta a ricevere il premio e dove spiega uno dei suoi grandi impegni per cui è stato premiato. Possiamo leggerlo integralmente.


24 -26 maggio 2014 - PAPA FRANCESCO IN TERRA SANTA

Pregherà insieme ai patriarchi ortodossi, ai rappresentanti ebrei e musulmani.
Uno sguardo veloce alle tappe di questo viaggio è sufficiente a rilevarne l’importanza.
Due accompagnatori ebreo e musulmano saranno insieme al Papa  durante il pellegrinaggio: si tratta del rabbino di Buenos Aires, Abraham Skorka, e di Omar Abbud, segretario generale dell’Istituto del dialogo interreligioso della Repubblica di Argentina.
La prima giornata del viaggio si svolgerà, in Giordania e comprenderà le visite di cortesia al re Abdallah e alle principali autorità del paese. Dopo la solenne celebrazione eucaristica, da lui presieduta nello stadio di Amman, il Santo Padre si recherà lungo le sponde del Giordano, nel luogo del battesimo di Gesù Cristo da parte di San Giovanni Battista, dove benedirà le acque del fiume, come in precedenza aveva fatto soltanto Paolo VI, 50 anni fa.
Domenica 25 maggio, papa Francesco sarà in Palestina, dove tra i momenti salienti, oltre all’incontro con le autorità locali, figurano la Santa Messa in piazza della Mangiatoia a Betlemme, un breve momento di preghiera alla Basilica della Natività e la visita al campo profughi di Deheisheh.
Al pomeriggio papa Francesco sarà a Gerusalemme, incontrerà il Patriarca Bartolomeo, con il quale firmerà una dichiarazione congiunta. In serata avrà luogo l’incontro ecumenico con il S.S. Bartolomeo, patriarca di Costantinopoli, presso il Santo Sepolcro, dove Francesco sarà accolto da tre rappresentanti delle principali chiese gerosolimitane: il patriarca greco-ortodosso Teofilo, il patriarca armeno Narhoun, e il custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa.
Quest’ultimo evento rappresenta la “grande novità ecumenica del viaggio”, dal momento in cui mai un papa prima d’ora ha pregato con capi di altre chiese al Santo Sepolcro.
Durante la mattinata di lunedì 26 maggio, il Pontefice farà visita al Gran Muftì di Gerusalemme, nell’edificio del Gran Consiglio presso la spianata delle moschee. Di seguito avverrà la visita al Muro del Pianto e ai rabbini della Città Santa.

Gli interventi e gli incontri passeranno alla Storia nel loro significato ecumenico tra i patriarchi cristiani e con i musulmani. Passeranno alla Storia anche per la volontà espressa e sollecitata dal Papa alla edificazione di due popoli vicini che devono vivere in fraternità e collaborazione e non più come nemici. Ne riportiamo alcuni con l'invito a leggere e a meditare.
DISCORSO ALLE AUTORITA' PALESTINESI
CELEBRAZIONE EUCIMENICA al Santo Sepolcro
DICHIARAZIONE CONGIUNTA PAPA FRANCESCO e PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO 1°
OMELIA NEL CENACOLO CON I VESCOVI ORDINARI DI TERRA SANTA
VISITA AL GRAN MUFTI DI GERUSALEMME
VISITA AL PRESIDENTE DELLO STATO DI ISRAELE
VISITA AL MEMORIALE DELLO YAD VASSEN
Conferenza Stampa del Papa di RITORNO dalla TERRA SANTA

17 maggio - SALVIAMO la vita di MERIAM
La notizia del riquadro seguente ci fa bene sperare. Nel mondo musulmano ci sono tanti saggi che sono convinti che attaccare la libertà religiosa è una offesa e reca danno agli stessi musulmani. Ci sono musulmani che in questo momento si sono uniti ai cristiani per difendere la vita di MERIAM giovane madre condannata a morte solo perché è cristiana. Sembra che ora la corte suprema del Sudan abbia tolto la condanna a morte. Ma possiamo unire anche la nostra petizione che dovunque si sta facendo per salvare oltre la vita di Meriam, anche per la libertà religiosa e la convivenza pacifica tra le persone di religione diversa. Puoi aggiungere il tuo appello aprendo il sito: www.avvenire.it - salviamo la vita di Meriam. Con pochi clic, puoi inviare il tuo appello.
13 maggio - NUOVO “PATTO” TRA MUSULMANI E CRISTIANI

Lo Sheikh Mohammad Rashid Qabbani, Gran Mufti della repubblica libanese e massima autorità dell'Islam sunnita nel Paese dei cedri, ha redatto un patto islamo-cristiano come contributo alla promozione della convivenza pacifica nella nazione, e ne ha sottoposto i contenuti al Patriarca di Antiochia dei maroniti, Bechara Boutros Rai, durante l' incontro tra lo stesso Cardinale Rai e una delegazione del Consiglio della Sharia islamica, avvenuto martedì 13 maggio presso la sede patriarcale maronita a Bkerkè.
L'intento dichiarato del “patto” proposto dal Gran Mufti è quello di proteggere la nazione libanese e il suo popolo, formato da cristiani e musulmani. Nel contempo, in alcune dichiarazioni rilasciate ai media libanesi dopo l'incontro, Qabbani ha allargato l'orizzonte, affermando che gli attacchi contro i cristiani nel mondo arabo rappresentano una “strategia organizzata per distruggere le relazioni tra cristiani e musulmani nella regione”, e aggiungendo che “quando i cristiani vengono attaccati in Libano, da qualsiasi parte giunga l'attacco, esso rappresenta un'offesa diretta anche ai musulmani”. Qabbani intende sottoporre l'accordo – che si configura come un Codice etico – a tutti i capi delle comunità religiose presenti in Libano, presentandolo come una iniziativa pionieristica da allargare gradualmente a tutto il mondo arabo.


10 maggio PERCHE' AMO LA SCUOLA - Papa FRANCESCO
Sono ben 300 mila le presenze registrate in Piazza San Pietro e nelle vie limitrofe in occasione dell'evento "La Chiesa per la Scuola", durante il quale Papa Francesco ha incontrato bambini e insegnanti provenienti dalle scuole di tutta Italia. Sette parole chiave hanno preparato l'incontro: autonomia e sussidiarietà, educazione, alleanza educativa, insegnanti, generazioni e futuro, comunità, umanesimo – quasi una “bussola” per la scuola. Il Papa ha rivolto a tutti la parola, chiarendo subito che noi cristiani non facciamo manifestazioni "contro", ma "per la scuola, a favore della scuola", e per promuovere il diritto della scuola per tutti. E poi nel suo intervento il PAPA ha spiegato perché ama la scuola, e perché tutti, cittadini e istituzioni, devono amare e impegnarsi seriamente perchè la scuola sia accessibile a tutti, senza discriminazioni, senza esclusioni. CON UN CLIC PUOI LEGGERE IL TESTO INTERO DEL SUO INTERVENTO

8 MAGGIO appello dei vescovi del CAMERUN per i MISSIONARI RAPITI

Preghiamo per un rilascio rapido dei missionari rapiti
Sono don Gianantonio Allegri e don Giampaolo Marta, e della religiosa canadese suor Gilberte Bussier, sequestrati lo scorso 4 aprile 2014. Dura condanna dei vescovi del Camerun: “Questi rapimenti di operatori apostolici sono atti inammissibili da parte di gruppi estremisti nei confronti di ministri della Chiesa, e inammissibile ogni atto di violenza; la violenza è sempre aggressione e minaccia alla dignità della persona umana. Invitiamo tutte le comunità cristiane ad organizzare momenti di preghiera per il rilascio rapido e incondizionato dei missionari rapiti. In queste circostanze, la preghiera rimane l’unica arma efficace”.


1914 ANNO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE  - 2014 CENTO ANNI DOPO

Cento anni di pace o cento anni di guerre? Le spese dei bilanci militari sono da capogiro, sono da guerra. I dati del SIPRI (Istituto Internazionale di Ricerca per la pace di Stoccolma): nel 2011 sono stati spesi in armi, a livello mondiale, 1740 miliardi di dollari, cioè 3,3 milioni di dollari al minuto, con una locomotiva siglata USA, con i suoi 711 miliardi di dollari, pari al 41% del totale mondiale. Nel 2012, sono stati spesi in armi, sempre a livello mondiale, 1752 miliardi di dollari. E l'Italia? Nel 2012, ha speso 26 miliardi di euro (dati Sipri). A cui vanno aggiunti 15 miliardi di euro per i 90 cacciabombardieri Joint Strike Fighter F-35 (il costo totale del progetto è di oltre 50 miliardi di euro). E senza considerare che l'Italia è una delle maggiori produttrici: al secondo posto, dopo gli USA, per la produzione di armi leggere, al decimo posto per le armi pesanti.
Cifre da guerra mondiale … Guerra o pace? È una sfida epocale. La scelta della nonviolenza attiva è la vera rivoluzione che attende l'umanità. Quali modelli di difesa con componenti civili e nonviolente riusciremo a costruire?
E ricordiamo che il Parlamento italiano ha approvato, lo scorso dicembre, "l'istituzione di un contingente di Corpi Civili di Pace, destinati alla formazione e alla sperimentazione della presenza di 500 giovani volontari da impegnare in azioni di pace non governative nelle aree di conflitto o a rischio di conflitti.
Ricordiamo anche la Campagna promossa da Pax Christi "Smilitarizzare le scuole" per evitare che militari e contractors (mercenari) invoglino gli studenti ad arruolarsi. Chissà se i genitori si rendono conto dei pericoli che corrono i nostri figli
!

25 Aprile 2014 – ARENA DI PACE E DISARMO

Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace, è uno dei promotori dell’iniziativa “Arena di pace e disarmo: la resistenza oggi si chiama nonviolenza. La liberazione oggi si chiama disarmo”. La convocazione è appunto nell'ARENA DI VERONA il 25 aprile.
Sarà un grande incontro di persone e associazioni che credono in un cambiamento oggi necessario e possibile, a livello personale e politico, accomunate dalla convinzione che di fronte alla crisi economica e al degrado ambientale sia razionalmente logico ed eticamente giusto chiedere la riduzione delle spese militari e una politica di disarmo.
E’ questo un obiettivo anche del magistero cattolico, da papa Giovanni a papa Francesco, chiaro e forte nella condanna della guerra e del commercio delle armi che le guerre alimenta e provoca. E' tempo di agire per la pace.

11 APRILE incontro del Papa con il movimento per la vita.

Ribadendo che “la vita umana è sacra e inviolabile”, papa Francesco ha sottolineato: “Ogni diritto civile poggia sul riconoscimento del primo e fondamentale diritto, quello alla vita, che non è subordinato ad alcuna condizione, né qualitativa né economica né tanto meno ideologica”.
Per assicurare il diritto alla vita e per salvaguardarne il valore, ha aggiunto, citando la Evangelii Gaudium (53), “dobbiamo dire no a un’economia dell’esclusione e della inequità” che, considera l’essere umano come “un bene di consumo, che si può usare e poi gettare”. Si tratta di un’economia che incoraggia la “cultura dello scarto” e che “uccide”. ... continua - Leggi tutto il testo !

10 APRILE - IL PENSIERO UNICO

Durante l’omelia in s. Marta Papa Francesco Ha commentato così il brano del Vangelo. «Per il cuore dei farisei chiuso “ad ogni novità”, però, questa “strada della speranza” resta sconosciuta. “È il dramma del cuore chiuso, il dramma della mente chiusa e quando il cuore è chiuso, questo cuore chiude la mente, e quando cuore e mente sono chiusi non c’è posto per Dio”.
Non accogliendo il “messaggio di novità” portato da Gesù, di conseguenza le parole di verità portate dai profeti vengono declassate a sciocchezze o menzogne. “Questa gente non aveva ascoltato i profeti e non ascoltava Gesù”, afferma il Papa. Non si tratta solo di “semplice testardaggine”: è qualcosa di più, dice Francesco, “è un pensiero chiuso che non è aperto al dialogo, alla possibilità che ci sia un’altra cosa, alla possibilità che Dio ci parli, ci dica com’è il suo cammino, come ha fatto con i profeti”. È “l’idolatria del proprio pensiero”... continua - Leggi tutto il testo !

7 aprile  - Missionari rapiti in Camerun

Si vivono ore di attesa e di apprensione per i due missionari vicentini don Giampaolo Marta (classe 1967 di Molina di Malo - Vicenza) e don Gianantonio Allegri (classe 1957 di Schio - Vicenza) rapiti, nella notte tra venerdì e sabato, dalla loro parrocchia di Tchére- Tchakidjebè, in Camerun. Con loro è stata rapita anche una religiosa di origine canadese, suor Gilberte Bussier.
I due missionari sono preti “fidei donum”: don Giampaolo è in Camerun dal 2004 mentre don Gianantonio lo ha raggiunto nell’ultimo anno, ma ha alle spalle già alcuni anni di missione nelle stesse terre. In Camerun portano avanti l’impegno missionario della diocesi berica lì presente dalla metà degli anni ‘70 quando l’allora vescovo Onisto accolse la richiesta del vescovo di Sangmelima, mons. Pierre-Cèlestin Nku. ... Leggi tutto l'articolo.

24 marzo 2014  -  Nigrizia -  Guerre in Africa, lo zampino di Brescia  - di Marco Simoncelli

Pubblicati i dati Istat sulle esportazioni di armi leggere del Bresciano nel 2013. Verso l'Africa sono aumentate del 36%. Egitto e Kenya i paesi che comprano di più il made in Italy della provincia lombarda. L'analisi dell'Osservatorio permanente sulle armi leggere di Brescia (Opal). Per conoscere i dati leggi tutto l'articolo.

FINE GENNAIO 2014 - CINA CHIUDE I CAMPI DI RIEDUCAZIONE
La Cina ha deciso di chiudere i Laogai, campi di rieducazione istituiti da Mao Zedong nel 1950. In Cina si contano più di mille Laogai operativi e si calcola che milioni di donne e uomini ma anche bambini sono stati prigionieri di questi campi “di rieducazione e lavoro” in condizioni disumane, con “il lavaggio del cervello” agli oppositori politici, come denunciato dalle organizzazioni umanitarie internazionali. Mentre i GU-LAG sovietici sono in disuso dagli anni ’90, i LAOGAI cinesi sono operativi fino ai nostri giorni. Il provvedimento di chiusura è una grande notizia, perché abolisce la condanna ai lavori forzati, già chiesta a tutti i paesi del mondo dall’ONU fin dal 1957. Il provvedimento è stato deciso dall’Assemblea nazionale popolare (Anp), la più alta Camera legislativa cinese, con lo stesso provvedimento la Corte Suprema abolisce la nota politica del figlio unico.
dicembre 2013 - ISTITUITI I CORPI CIVILI DI PACE

La camera dei deputati ha approvato nel mese di dicembre, lo stanziamento di nove milioni di euro per “L’ISTITUZIONE DI UN CONTINGENTE DI CORPI CIVILI DI PACE, destinati alla formazione e alla sperimentazione della presenza di 500 giovani volontari da impegnare in azioni di pace non governative nelle aree di conflitto o a rischio di conflitto o nelle aree di emergenza ambientale”.
Finalmente questo voto del Parlamento consente all’Italia di recuperare terreno rispetto al resto dell’Europa nella costruzione della pace tramite l’azione nonviolenta . In Germania un apposito Servizio Civile di Pace è già stato istituito dal 1999 e quasi tutti gli altri paesi dell’Unione Europea finanziano interventi di peacebuilding.
Con questo atto ufficiale e concreto si ritiene che pre-venzione, mediazione, riconciliazione, interposizione, osservazione e denuncia, dissuasione della violenza siano possibili tramite la presenza in territorio di conflitto, in Italia e all’estero, di civili disarmati ma adeguatamente formati, a cui si riconosca il ruolo di Operatori di Pace. È questo l’inizio di un nuovo sistema di difesa civile, coerente con i principi della Carta costituzionale.


20 novembre 2013 - Il potere di perdonare dato alla Chiesa
Mercoledì scorso ho parlato della remissione dei peccati, riferita in modo particolare al Battesimo. Oggi proseguiamo sul tema della remissione dei peccati, ma in riferimento al cosiddetto “potere delle chiavi”, che è un simbolo biblico della missione che Gesù ha dato agli Apostoli. (continua)

Sinodo straordinario dei Vescovi
5 novembre 2013. L'assemblea generale è convocata per ottobre 2014. La preparazione è avviata, e la notizia è che Papa FRANCESCO ha voluto che il DOCUMENTO PREPARATORIO e il QUESTIONARIO fossero resi pubblici e messi a conoscenza dei fedeli, con la possibilità di scrivere le risposte direttamente alla santa Sede. Coinvolti tutti e responsabilizzati tutti. Partecipiamo alla gara della nostra fede; il tema stesso sulla famiglia e i suoi problemi ci toccano da vicino. Alleghiamo il testo e il questionario.

3 settembre 2013 - Lettera del Papa a Eugenio Scalfari

PREGIATISSIMO Dottor Scalfari, è con viva cordialità che, sia pure solo a grandi linee, vorrei cercare con questa mia di rispondere alla lettera che, dalle pagine di Repubblica, mi ha voluto indirizzare il 7 luglio con una serie di sue personali riflessioni, che poi ha arricchito sulle pagine dello stesso quotidiano il 7 agosto.
La ringrazio, innanzi tutto, per l'attenzione con cui ha voluto leggere l'Enciclica Lumen fidei. Essa, infatti, nell'intenzione del mio amato Predecessore, Benedetto XVI, che l'ha concepita e in larga misura redatta, e dal quale, con gratitudine, l'ho ereditata, è diretta non solo a confermare nella fede in Gesù Cristo coloro che in essa già si riconoscono, ma anche a suscitare un dialogo sincero e rigoroso con chi, come Lei, si definisce "un non credente da molti anni interessato e affascinato dalla predicazione di Gesù di Nazareth". (continua)


Il viaggio in Brasile del Papa
per la XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù
29 luglio 2013 - Il Papa ritorna da RIO DE JANEIRO
Queste le sue prime parole ai giornalisti.
Buonasera, e grazie tante. Io sono contento. E’ stato un viaggio bello, spiritualmente mi ha fatto bene. Sono stanco, abbastanza, ma con il cuore allegro, e sto bene, bene: mi ha fatto bene spiritualmente. Trovare la gente fa bene, perché il Signore lavora in ognuno di noi, e possiamo ricevere tante cose belle dagli altri. E questo a me fa bene. Questo, come un primo bilancio. Poi dirò che la bontà, il cuore del popolo brasiliano è grande, è vero: è grande. E’ un popolo tanto amabile, un popolo che ama la festa, che anche nella sofferenza sempre trova una strada per cercare il bene da qualche parte. E questo va bene: è un popolo allegro, il popolo ha sofferto tanto! E’ contagiosa l’allegria dei brasiliani, è contagiosa! E ha un grande cuore, questo popolo. Poi, dirò degli organizzatori, tanto da parte nostra, come da parte dei brasiliani; ma io ho sentito che mi trovavo davanti un computer, quel computer incarnato… Ma davvero! Era tutto cronometrato, no? Ma bello. Poi, abbiamo avuto problemi con le ipotesi di sicurezza: la sicurezza di qua, la sicurezza di là; non c’è stato un incidente in tutta Rio de Janeiro, in questi giorni, e tutto era spontaneo. Con meno sicurezza, io ho potuto stare con la gente, abbracciarla, salutarla, senza macchine blindate… è la sicurezza di fidarsi di un popolo. E’ vero che sempre c’è il pericolo che ci sia un pazzo… eh sì, che ci sia un pazzo che faccia qualcosa, ma anche c’è il Signore! Ma, fare uno spazio di blindaggio tra il vescovo e il popolo è una pazzia, e io preferisco questa pazzia: fuori, e correre il rischio dell’altra pazzia. Preferisco questa pazzia: fuori. La vicinanza fa bene a tutti.
Poi, l’organizzazione della Giornata, non qualcosa di preciso, ma tutto: la parte artistica, la parte religiosa, la parte catechetica, la parte liturgica… è stato bellissimo! Loro hanno una capacità di esprimersi nell’arte. Ieri, per esempio, hanno fatto cose bellissime, bellissime! Poi, Aparecida: Aparecida per me è un’esperienza religiosa forte. Ricordo la Quinta Conferenza. Io sono stato lì a pregare, a pregare. Io volevo andare solo, un po’ di nascosto, ma c’era una folla impressionante! Ma, non è possibile, quello lo sapevo prima di arrivare. E abbiamo pregato, noi.
28 luglio 2013 - SANTA MESSA per la XXVIII GMG
“Andate e fate discepoli tutti i popoli”. Tre concetti: "Andate", "senza paura", "per servire". Seguendo questi tre concetti sperimenterete che chi evangelizza è evangelizzato, chi trasmette la gioia della fede riceve più gioia. Portare il Vangelo è portare la forza di Dio per sradicare e demolire il male e la violenza; per distruggere e abbattere le barriere dell'egoismo, dell'intolleranza e dell’odio; per edificare un mondo nuovo. Cari giovani: Gesù Cristo conta su di voi! (clic qui per leggere tutto il testo)
27 luglio 2013 - VEGLIA DI PREGHIERA
"...essere discepolo missionario significa sapere che siamo il Campo della Fede di Dio! Per questo, partendo dall’immagine del Campo della Fede, ho pensato a tre immagini che ci possono aiutare a capire meglio che cosa significa essere discepolo-missionario: la prima immagine, il campo come luogo in cui si semina; la seconda, il campo come luogo di allenamento e la terza, il campo come cantiere." (clic qui per leggere tutto il testo)
27 luglio 2013 - CON LA CLASSE DIRIGENTE del Brasile
"La fraternità tra gli uomini e la collaborazione per costruire una società più giusta non sono un sogno fantasioso, ma il risultato di uno sforzo concertato di tutti verso il bene comune" (clic qui per leggere tutto il testo)
26 luglio 2013 - VIA CRUCIS con i giovani
Siamo venuti oggi qui per accompagnare Gesù lungo il suo cammino di dolore e di amore. "Cari fratelli, nessuno può toccare la croce di Gesù senza lasciarvi qualcosa di se stesso e senza portare qualcosa della croce di Gesù nella propria vita" (clic qui per leggere tutto il testo)
24 luglio 2013 - OMELIA DEL PAPA in APARECIDA
Tre suggerimenti nel Santuario di Aparecida, luogo di devozione a Maria e anche di grandi incontri ecclesiali, come ricorda il Papa stesso nella sua omelia: Mantenere la speranza - lasciarsi sorprendere da Dio - vivere nella gioia. "Cari amici, siamo venuti a bussare alla porte della casa di Maria. Lei ci ha aperto, ci ha fatto entrare e ci mostra suo Figlio. Ora Lei ci chiede: qualsiasi cosa vi dica, fatelo! Sì, o Madre, noi ci impegniamo a fare quello che Gesù ci dirà! E lo faremo con speranza, fiduciosi nelle sorprese di Dio e pieni di gioia! (clic qui per leggere tutto il testo)

15 luglio 2013 - Il comizio di Treviglio
Il Financial Times: "Italia si liberi di vergognosi politici razzisti"

Che cosa dice la Bibbia sul razzismo, sul pregiudizio e sulla discriminazione?
L’elemento fondamentale da considerare è che esiste un’unica e sola razza: quella umana. I caucasici, gli africani, gli asiatici, gli indiani, gli arabi, gli ebrei, ecc., non sono razze diverse, sono diverse etnie della razza umana aventi le stesse caratteristiche fisiche (con lievi variazioni, naturalmente). La cosa più importante è che tutti gli esseri umani sono creati a immagine e somiglianza di Dio (Genesi 1,26-27). Dio ama il mondo intero (Giovanni 3,16). Gesù depose la Sua vita per tutti di tutto il mondo (1 Giovanni 2,2). “Tutto il mondo” vuol dire TUTTE le etnie dell’umanità.
Dio non fa parzialità o favoritismi (Deuteronomio 10,17; Atti 10,34; Romani 2,11; Efesini 6,9), né dovremmo farne noi. Dobbiamo amare il nostro prossimo come noi stessi (cfr. Giacomo 2,8). Nell’Antico Testamento, Dio divise l’umanità in due gruppi “razziali”: i Giudei e i Gentili. L’intenzione di Dio è che i Giudei fossero un regno di sacerdoti per amministrare le nazioni gentili. Invece, per la maggior parte, i Giudei s’inorgoglirono della loro condizione e disprezzarono i Gentili. Gesù Cristo pose fine a tutto questo, distruggendo il muro di separazione dell’ostilità (Efesini 2,14). Tutte le forme di razzismo, pregiudizio e discriminazione sono degli affronti all’opera di Cristo sulla croce.
Gesù ci comanda di amarci gli uni gli altri come ci ama Lui (Giovanni 13,34). Se Dio è imparziale, e ci ama imparzialmente, ciò significa che noi dobbiamo amare gli altri utilizzando quello stesso nobile metro. Alla fine di Matteo 25, Gesù insegna che qualunque cosa facciamo al minore dei Suoi fratelli, la facciamo a Lui. Se trattiamo una persona con disprezzo, stiamo maltrattando una persona creata a immagine di Dio, stiamo facendo del male a qualcuno che Dio ama e per cui Gesù è morto.
Il razzismo, nelle sue svariate forme e secondo le sue varie gradazioni, è una piaga dell’umanità da migliaia di anni. Fratelli e sorelle di tutte le etnie, non dovrebbe essere così! Alle vittime del razzismo, del pregiudizio e della discriminazione diciamo: dovete perdonare. Efesini 4,32 dichiara: “Siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo”. Ai perpetratori del razzismo, del pregiudizio e della discriminazione diciamo: dovete ravvedervi. Che Galati 3,28 si possa realizzare completamente: “Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù”.


Venerdì 19 luglio 2013 - Le iniettano del veleno per farla abortire
Le autorità della provincia del Guizhou hanno arrestato, picchiato e rotto i denti a Li Fengfei. (continua)

Venerdì 19 luglio 2013 - Le banche armate
I primi 4 gruppi bancari detengono quasi il 93% del mercato delle armi. (continua)

Giovedì 18 luglio 2013 - Racconti dal carcere - Per i profughi è l'inferno
In una stanza di quattro metri per quattro siamo in 17.  Non c'è scelta, ci facciamo coraggio e cerchiamo di resistere. (continua)

Martedì 16 luglio 2013 - Prospera il traffico di esseri umani a fini sessuali
Con 32 milioni di indonesiani su 250 milioni che vivono sotto la linea di povertà, nell’immenso arcipelago asiatico il traffico di esseri umani resta una realtà concreta. (continua)

Martedì 16 luglio 2013 - India: stupro contro suora e minorenni
Il presidente della Conferenza episcopale indiana (Cbci) condanna la violenza di gruppo contro una religiosa, appartenente alle suore Francescane missionarie di san Giuseppe. (continua)

Domenica 14 luglio 2013 - Europa leader mondiale nella deforestazione
Lo sapevate che, ancor prima di statunitensi e canadesi, siamo noi europei i primi consumatori di foreste al mondo? (continua)

Lunedì 8 luglio 2013 - PAPA FRANCESCO a LAMPEDUSA
"Immigrati morti in mare, da quelle barche che invece di essere una via di speranza sono state una via di morte. Così il titolo dei giornali. Quando alcune settimane fa ho appreso questa notizia, che purtroppo tante volte si è ripetuta, il pensiero vi è tornato continuamente come una spina nel cuore che porta sofferenza. E allora ho sentito che dovevo venire qui oggi a pregare, a compiere un gesto di vicinanza, ma anche a risvegliare le nostre coscienze perché ciò che è accaduto non si ripeta. Non si ripeta per favore!" Papa Francesco così ha salutato al suo arrivo a Lampedusa.

Possiamo fingere di non aver sentito? Che cosa?
Primo.
Che dobbiamo recuperare la nostra sensibilità umana. L’abbiamo persa in troppi anni passati a rincorre i soldi, il successo, il nostro tornaconto. Abbiamo perso la nostra capacità di reagire davanti al dolore degli altri. A Lampedusa il Papa ci ha indicato il popolo dei migranti. Ma attraverso di loro ci ha indicato tutta quell’umanità, vicina e lontana, che resta prigioniera della miseria, della disperazione, della guerra e dell’oppressione. Fintanto che, di fronte alle tragedie che passano in televisione, non riusciremo a recuperare la nostra capacità di piangere, di provare dentro un brivido di dolore, di compassione, di solidarietà e di sana rabbia contro tutte le ingiustizie che uccidono, continueremo a essere parte del problema.
Secondo. Che dobbiamo essere capaci di chiedere perdono. Cioè che dobbiamo riconoscere quello che siamo: corresponsabili. Perché viviamo in un tempo in cui non ci è più consentito dire “non lo sapevo”. Perché troppi drammi scorrono sotto i nostri occhi senza che li degniamo di uno sguardo. Non siamo più abituati a chiedere perdono perché esistiamo solo noi, perché ci autoassolviamo da ogni colpa, perché il nostro io troneggia in ogni dove. Ma se non troveremo il coraggio di chiedere perdono per quello che è accaduto sino ad oggi non riusciremo nemmeno a fare i conti con le nostre responsabilità di domani.
Terzo. Che dobbiamo cambiare concretamente certi atteggiamenti. Cioè che dobbiamo prendere cura l’uno dell’altro, che dobbiamo imparare a custodirci gli uni gli altri, che dobbiamo custodire tutto quello che Dio ha creato per tutti: l’aria, l’acqua, la natura, gli animali, le risorse naturali. Perché “ciò che è accaduto non si ripeta” è necessario un cambiamento di obiettivi, di priorità. Papa Francesco indica il metodo della solidarietà della piccola Lampedusa ma non dimentica di puntare il dito contro “coloro che nell’anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada ai drammi come questo.” Come a dire che ciascuno di noi, nel suo piccolo, deve fare la sua parte all’insegna dell’empatia, dell’accoglienza e della condivisione. Ma che poi, tutti insieme, dobbiamo andare alla radice dei problemi e costruire un’economia di giustizia che metta finalmente le persone al centro, che metta al bando la miseria, che riduca e non aumenti le disuguaglianze sociali, che crei lavoro e ridia piena dignità ai lavoratori di tutto il mondo. Mettersi dalla parte di chi soffre, degli ultimi, degli abitanti delle periferie, aprirsi al loro ascolto, assumere il loro punto di vista non è solo compito del Papa, della Chiesa e degli uomini di buona volontà ma anche della politica. Se chi governa le nostre istituzioni, dal quartiere all’Onu, non si (pre)occupa del disagio e del dolore delle persone di cosa si occupa?


5 luglio 2013 - L'ENCICLICA "A 4 MANI"

La prima enciclica di Bergoglio, l'ultima di Ratzinger. Viene pubblicata oggi la "Lumen fidei", l'attesa enciclica sulla fede, iniziata da Papa Benedetto XVI, e completata da Papa Francesco.

CITTA' DEL VATICANO - E' la prima enciclica di Bergoglio, ma in qualche modo anche l'ultima di Ratzinger. La "Lumen Fidei" esce oggi con la firma di papa Francesco, che - scrive il Papa - assume anche quanto ha scritto Benedetto XVI che ''aveva già quasi completato una prima stesura di Lettera enciclica sulla fede''. Nella lettera enciclica Papa Francesco scrive di assumere ''il suo prezioso lavoro, aggiungendo al testo alcuni ulteriori contributi''. Un'enciclica "a quattro mani", come l'ha scherzosamente definita lo stesso Bergoglio in un colloquio informale con la Segreteria del Sinodo dei vescovi, lo scorso 13 giugno, annunciandone la pubblicazione. 

NUOVO INCONTRO TRA I DUE PAPI. Oggi Papa Francesco e il suo predecessore Benedetto XVI si sono incontrati e "abbracciati con affetto", riferisce la sala stampa vaticana, durante la cerimonia presso il Palazzo del Governatorato, dove è stato inaugurato un nuovo monumento a San Michele Arcangelo e consacrato lo Stato della Città del Vaticano a San Giuseppe e San Michele Arcangelo.

"SENZA AMORE LA VERITA' DIVENTA OPPRESSIVA E FREDDA".  "Se l'amore ha bisogno della verità, anche la verità ha bisogno dell'amore. Amore e verità non si possono separare". E' questo un passaggio dell'enciclica 'Lumen fidei'. "Senza amore, la verità diventa fredda, impersonale, oppressiva per la vita concreta della persona. La verità che cerchiamo, quella che offre significato ai nostri passi, ci illumina quando siamo toccati dall'amore. Chi ama capisce che l'amore è esperienza di verità, che esso stesso apre i nostri occhi per vedere tutta la realtà in modo nuovo, in unione con la persona amata. In questo senso, san Gregorio Magno ha scritto che 'amor ipse notitia est', l'amore stesso è una conoscenza, porta con sé una logica nuova. Si tratta di un modo relazionale di guardare il mondo, che diventa conoscenza condivisa, visione nella visione dell'altro e visione comune su tutte le cose". 

"L'AMORE PER SEMPRE E' POSSIBILE E FECONDO". "Promettere un amore che sia per sempre, è possibile quando si scopre un disegno più grande dei propri progetti, che ci sostiene e ci permette di donare l'intero futuro alla persona amata", si legge. La fede che illumina la città degli uomini, illumina anche la famiglia, "l'unione stabile dell'uomo e della donna nel matrimonio''. Nell'enciclica Papa Francesco parla di '' riconoscimento e accettazione della bontà della differenza sessuale, per cui i coniugi possono unirsi in una sola carne e sono capaci di generare una nuova vita''. L'amore dei coniugi, scrive il Papa, ''coinvolge tutta la vita e ricorda tanti tratti della fede''. Ed è possibile ''quando si scopre un disegno più grande dei propri progetti''. 

"ARROGANZA E INTRANSIGENZA ASSIMILANO AI TOTALITARISMI".  "Il credente non è arrogante - si legge in un altro passo della Lumen Fidei -; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede. Lungi dall'irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino, e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti". E soprattutto "la fede non è intransigente. "Una verità comune - sottolinea il testo - ci fa paura, perché la identifichiamo con l'imposizione intransigente dei totalitarismi. Se però la verità è la verità dell'amore, se è la verità che si schiude nell'incontro personale con l'Altro e con gli altri, allora resta liberata dalla chiusura nel singolo e può fare parte del bene comune la fede".

LA FEDE NON E' FATTO PRIVATO.  "La fede è legata all'ascolto. Abramo non vede Dio, ma sente la sua voce". "La fede è la risposta a una Parola che interpella personalmente, a un Tu che ci chiama per nome". Così nel primo capitolo dell'Enciclica Lumen Fidei il Papa richiama l'attenzione sulla figura di Abramo, la fede è quindi spiegata in chiave di "ascolto" prima, "chiamata" ad uscire da se stessi poi, "promessa" ("la tua discendenza - cita la Genesi - sarà numerosa, sarai padre di un grande popolo") "verso un futuro inatteso". "Si vede così - scrive Bergoglio - come la fede, in quanto memoria del futuro, 'memoria futuri', sia strettamente legata alla speranza". La fede viene connotata anche dalla "paternità".

2 giugno 2013 - papa Francesco e la coscienza dei grandi che vogliono le guerre?

La guerra è il suicidio dell’umanità perché uccide il cuore e uccide l’amore”. È uno dei passaggi dell’omelia di Papa Francesco nella Messa celebrata, domenica mattina 2 giugno 2013, alla Casa Santa Marta con i parenti di militari italiani caduti in Afghanistan. «Noi oggi siamo venuti a pregare per i nostri morti, per i nostri feriti, per le vittime di quella pazzia che è la guerra! È il suicidio dell’umanità, perché uccide il cuore, uccide proprio dov’è il messaggio del Signore: uccide l’amore! Perché la guerra viene dall’odio, dall’invidia, dalla voglia di potere, anche – tante volte lo vediamo – da quell’affanno di più potere».
«Tante volte, abbiamo visto che i problemi locali, i problemi economici, le crisi economiche», «i grandi della terra vogliono risolverli con una guerra»: «Perché? Perché i soldi sono più importanti delle persone per loro! E la guerra è proprio questo: è un atto di fede ai soldi, agli idoli, agli idoli dell’odio, all’idolo che ti porta ad uccidere il fratello, che porta ad uccidere l’amore. Mi viene in mente quella parola del nostro Padre Dio a Caino che, per invidia, aveva ucciso suo fratello: “Caino, dov’è tuo fratello”. Oggi possiamo sentire questa voce: è il nostro Padre Dio che piange, che piange per questa nostra pazzia, che ci dice a tutti noi “Dov’è tuo fratello?”; che dice a tutti i potenti della Terra: “Dov’è vostro fratello? Cosa avete fatto!”».


1 maggio 2013 - NUOVO CARTELLONE COLLABORAZIONI

E’ il cartellone delle collaborazioni dentro la nostra chiesa – normalmente situato a sinistra guardando l’altare, vicino alla porta di ingresso della cappella invernale.
I cartelloni delle collaborazioni normalmente li vediamo nei tempi dell’AVVENTO o di QUARESIMA, per soccorrere emergenze, missioni, o disagi sociali …
Oggi il cartellone parla delle cose di casa nostra: LE RISTRUTTURAZIONI per la razionalizzazione spazi oratorio, riduzione consumi energia e riscaldamento, superare le barriere architettoniche realizzando finalmente le rampe per disabili e adattando l’ascensore per le carrozzine disabili.
Tutto detto con poche parole, ma i costi sono alti, previsione di spesa 260.000€. Coperture: avanzo bilanci anni precedenti 90.000€, sponsor già previsti dai padri dehoniani 40.000€. Debito aperto per la comunità 130.000€. Sono tempi difficili quelli che viviamo, è difficile chiedere soldi … ma guardiamo alle varie iniziative di sempre e certamente riusciremo: pesche, lotterie, sagre, gite, offerte liberali di banche e ditte che lo prevedono nei loro bilanci.  Il cartellone DIAMOCI UNA MANO serve per svegliare le iniziative comunitarie per coprire il debito, perché la chiesa e le sue strutture sono di tutti noi, della comunità cristiana. Dettagli si possono vedere nel FOGLIO DOMENICALE N.15 e n.16.


23 MARZO 2013
Immagini che parlano da sole. Siamo a Castel Gandolfo. Un Papa si ritira, un altro subentra, e si passano il compito e il servizio. Le parole: "Siamo fratelli" li guida, e la stessa fede in Cristo: radice, capo, fondatore della Chiesa.

LE DIMISSIONI DEL PAPA - 11 febbraio 2013

Il Papa ha annunciato oggi la sua rinuncia al ministero petrino. Leggiamo e meditiamo le sue stesse parole, prima di ogni altra interpretazione. Questa la sua dichiarazione stamani durante il Concistoro per tre canonizzazioni:
Carissimi Fratelli,
vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando.
Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato.
Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice.
Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti.
Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice.
Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio.


SIRIA - Continua la tragedia.
Dall’inizio della crisi più volte il Papa è intervenuto per chiedere la fine della spirale di violenza e la ricerca di una via per il dialogo. Alla comunità internazionale si rivolge il Papa: «Bisogna LAVORARE PER LA PACE IN SIRIA . Dobbiamo fare tutto il possibile perché un giorno potrebbe essere troppo tardi». E all’inizio del mese di novembre il Papa ha disposto un milione di dollari per soccorrere le popolazioni della Siria e rafforzare l’impegno umanitario nella Regione.
PALESTINA il 29/11/2012 è divenuta uno Stato non-membro e osservatore delle NAZIONI UNITE
Siamo a un passo dal riconoscimento della Palestina come Paese membro a pieno titolo delle Nazioni Unite.La risoluzione è passata con 138 voti a favore; 9 contrari; 41 astenuti. Il preponderante voto a favore della Palestina pone termine all’isolamento della Palestina dalla comunità internazionale, e obbliga Palestina e Israele a più impegnativi sforzi di pace e a rispettare la sovranità dei territori
«INDIA 29 novembre 2012 - PREMIO PER LA GIUSTIZIA SOCIALE
Quinto premio internazionale per la giustizia sociale 2012 in memoria di Madre Teresa di Calcutta» è stato consegnato il 29 novembre a Sima Samar, ex vice-presidente afghana, per il suo lavoro nel campo dei diritti umani femminili; e a Mala Yousufzai, la giovane pakistana di 15 anni bersaglio degli attacchi dei talebani per il suo impegno in difesa del diritto allo studio delle ragazze pakistane . Mala è ancora convalescente in un ospedale inglese dopo le terribili ferite causate dall’attacco dell’estremista islamico, che il 9 ottobre scorso le ha sparato alle testa.

12 ottobre 2012 - apertura dell'anno della fede
Giovedì 11 ottobre papa Benedetto XVI ha presieduto la S. Messa, alla presenza di migliaia fedeli, giunti da tutto il mondo in piazza San Pietro, concelebrata da 80 Cardinali, 8 Patriarchi e Arcivescovi Maggiori delle Chiese Orientali Cattoliche, i Vescovi Padri Sinodali, 104 Presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo e 15 Vescovi che parteciparono in qualità di Padri ai lavori del Concilio Ecumenico Vaticano II, celebrazione solenne per l’apertura dell’anno della fede in coincidenza con il 50° anniversario di inizio del Concilio Vaticano II°.
Il Papa ancora una volta in apertura, annuncia come la vita della fede è fondata su “Cristo quale centro del cosmo e della storia, e sull’ansia apostolica di annunciarlo al mondo”, sul Figlio di Dio che “non è soltanto oggetto della fede, ma, come dice la Lettera agli Ebrei, è «colui che dà origine alla fede e la porta a compimento» (12,2)”.
“Continuare ad annunciare Cristo all’uomo contemporaneo rimane quindi una priorità assoluta. L’Anno della Fede si prefigge di essere una sorta di “pellegrinaggio nei deserti del mondo contemporaneo, in cui portare con sé solo ciò che è essenziale: non bastone, né sacca, né pane, né denaro, non due tuniche – come dice il Signore agli Apostoli inviandoli in missione (cfr Lc 9,3), ma il Vangelo e la fede della Chiesa.
Il conc. Vat.II si è caratterizzati anche per la presenza dei rappresentanti delle Chiese evangeliche e dell’Ortodossia. Anche l’apertura dell’anno della fede registra la presenza dei rappresentanti delle chiese sorelle. Il Patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I, al termine della solenne Celebrazione Eucaristica, in apertura dell’Anno della Fede, ha rivolto un saluto ricordando il cammino compiuto nel dialogo e nella ricerca di unità fra le chiese cristiane, sottolineando l’importanza del cammino ecumenico nel tempo attuale, invitando alla preghiera per la pace in Medio Oriente, e afferma: “Nell’attuale crogiolo di violenza, separazione e divisione che va intensificandosi tra popoli e nazioni, l’amore e il desiderio di armonia che dichiariamo qui, e la comprensione che cerchiamo con il dialogo e il reciproco rispetto, sia di modello per il nostro mondo. Che l’umanità possa stendere la mano ‘all’altro’ e che possiamo lavorare insieme per superare il dolore dei popoli dovunque, particolarmente dove si soffre a causa della fame, dei disastri naturali, di malattie e della guerra che, alla fine, colpisce la vita di noi tutti”.

Venerdì 31 agosto, all’età di 85 anni, è morto il card. CARLO MARIA MARTINI.

La messa di funerale è stata presieduta dall’attuale arcivescovo di Milano, card. Angelo Scola, è stata concelebrata da 9 cardinali, 39 vescovi e 1.200 sacerdoti. In piazza Duomo c’erano oltre 15 mila persone, e circa 6 mila fedeli si sono raccolti in preghiera all’interno della chiesa.
Per la maggior gloria di Dio. «È stato un uomo di Dio, che non solo ha studiato la Sacra Scrittura, ma l’ha amata intensamente, ne ha fatto la luce della sua vita, perché tutto fosse ‘ad maiorem Dei gloriam’, per la maggior gloria di Dio». È un passaggio del messaggio che Benedetto XVI ha fatto giungere oggi pomeriggio in occasione delle esequie. A leggere il testo il card. Angelo Comastri. Proprio per questo, secondo il Pontefice, il card. Martini «è stato capace di insegnare ai credenti e a coloro che sono alla ricerca della verità che l’unica Parola degna di essere ascoltata, accolta e seguita è quella di Dio, perché indica a tutti il cammino della verità e dell’amore». E il card. Martini è stato capace di farlo «con una grande apertura d’animo, non rifiutando mai l’incontro e il dialogo con tutti, rispondendo concretamente all’invito dell’Apostolo di essere ‘pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi’. Lo è stato con uno spirito di carità pastorale profonda, secondo il suo motto episcopale, Pro veritate adversa diligere, attento a tutte le situazioni, specialmente quelle più difficili, vicino, con amore, a chi era nello smarrimento, nella povertà, nella sofferenza».
 Mendicanti di Cristo. «Siamo qui convocati dalla figura imponente di questo uomo di Chiesa, per esprimergli la nostra commossa gratitudine», ha detto il card. Angelo Scola, nell’omelia per le esequie. Il card. Martini, ha ricordato il porporato, «non ci ha lasciato un testamento spirituale, nel senso esplicito della parola. La sua eredità è tutta nella sua vita e nel suo magistero e noi dovremo continuare ad attingervi a lungo». Secondo il card. Scola, «affidare al Padre questo amato pastore significa assumersi fino in fondo la responsabilità di credere più che mai in questo Anno della fede e la responsabilità di testimoniare il bene della fede a tutti. Ci chiede il nostro amato cardinale di diventare, con lui, mendicanti di Cristo». Questo è «il grande lascito del cardinale Carlo Maria – ha sottolineato il porporato -: davvero egli si struggeva per non perdere nessuno e nulla. Egli, che viveva eucaristicamente nella fede della risurrezione, ha sempre cercato di abbracciare tutto l’uomo e tutti gli uomini. E lo ha potuto fare proprio perché era ben radicato nella certezza incrollabile che Gesù Cristo, con la Sua morte e risurrezione, è perennemente offerto alla libertà di ognuno». Il pastore che ora affidiamo al Padre, ha evidenziato il card. Scola, «ha amato il suo popolo, spendendosi fino all’ultimo istante. Anch’io ho potuto far tesoro del suo aiuto quest’anno, fin all’ultimo affettuoso colloquio, una settimana prima della sua morte». «Nell’attitudine salvifica, e quindi pienamente pastorale, del suo ministero – ha aggiunto – egli ha riversato competenza scritturistica, attenzione alla realtà contemporanea, disponibilità all’accoglienza di tutti, sensibilità ecumenica e al dialogo interreligioso, cura per i poveri e i più bisognosi, ricerca di vie di riconciliazione per il bene della Chiesa e della società civile».
 Punto di riferimento. Al termine della celebrazione ha preso la parola anche il card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito di Milano e successore di Martini sulla cattedra di Ambrogio e Carlo: «Lui è stato, per me come per tantissimi altri, punto di riferimento per interpretare le divine Scritture, leggere il tempo presente e sognare il futuro, tracciare sentieri per la missione evangelizzatrice della Chiesa in amorosa e obbediente docilità al suo Signore». «Il cardinale Martini – ha ancora ricordato il card. Tettamanzi – mi ha accolto come suo successore sulla cattedra di Ambrogio e Carlo consegnandomi il pastorale mentre mi diceva: ‘Vedrai quanto sarà pesante!’». Per questo per il porporato è stata forte l’emozione: «Mi è difficile parlare eppure vorrei tentare di essere la voce di questa Chiesa di cui egli è stato, nel nome del Signore, padre, pastore, maestro, servo, intercessore, testimone della verità di Dio e della dignità dell’uomo». Il card. Tettamanzi ha così rievocato il «sorriso» e la «parola» del card. Martini, il suo «chinarsi sulle nostre fragilità», lo «sguardo capace di vedere lontano», la fede «nei giorni della gioia e in quelli del dolore» e «l’arte di ascoltare e di dare speranza a tutti».


dal 7 al 28 OTTOBRE 2012 si celebra il SINODO DEI VESCOVI
Il tema sarà–La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana - Ci può servire la lettura di alcune espressioni dell'instrumentum laboris che citiamo di seguito.

«Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi» (At 1,8)

162. Con la sua venuta tra noi, Gesù Cristo ci ha comunicato la vita divina che trasfigura la faccia della terra, facendo nuove tutte le cose (cf. Ap 21,5). La sua Rivelazione ci ha coinvolto non soltanto come destinatari della salvezza che ci è stata donata, ma anche come suoi annunciatori e testimoni. Lo Spirito del Risorto abilita così la nostra vita all’annuncio efficace del Vangelo in tutto il mondo. È l’esperienza della prima comunità cristiana, che vedeva il diffondersi della Parola mediante la predicazione e la testimonianza (cf. At 6,7).

163. Cronologicamente, la prima evangelizzazione ebbe inizio nel giorno della Pentecoste, quando gli Apostoli, riuniti tutti insieme nello stesso luogo in preghiera con la Madre di Cristo, ricevettero lo Spirito Santo (cf. At 1,14; 2,1-3). Colei, che secondo le parole dell’Arcangelo è «piena di grazia» (Lc 1,28), si trova così sulla via dell’evangelizzazione apostolica, e su tutte le vie sulle quali i successori degli Apostoli si sono mossi per annunciare il Vangelo.

164. Nuova evangelizzazione non significa un “nuovo Vangelo”, perché «Gesù Cristo è lo stesso ieri oggi e sempre» (Eb 13,8). Nuova evangelizzazione vuol dire risposta adeguata ai segni dei tempi, ai bisogni degli uomini e dei popoli di oggi, ai nuovi scenari che mostrano la cultura attraverso la quale esprimiamo la nostra identità e cerchiamo il senso delle nostre esistenze. Nuova evangelizzazione significa perciò promozione di una cultura più profondamente radicata nel Vangelo. Vuol dire scoprire «l’uomo nuovo» (Ef 4,24) che è in noi grazie allo Spirito donatoci da Gesù Cristo e dal Padre. La celebrazione della prossima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sia per la Chiesa come un nuovo Cenacolo, in cui i successori degli Apostoli, riuniti in preghiera insieme con la Madre di Cristo, che è stata invocata come «Stella della Nuova Evangelizzazione»,[88] preparano le vie della nuova evangelizzazione.

165. Lasciamo che siano ancora una volta le parole di Giovanni Paolo II, che si è tanto speso per essa, a spiegare la parola: nuova evangelizzazione significa «riaccendere in noi lo slancio delle origini, lasciandoci pervadere dall’ardore della predicazione apostolica seguita alla Pentecoste. Dobbiamo rivivere in noi il sentimento infuocato di Paolo, il quale esclamava: “Guai a me se non predicassi il Vangelo!” (1Cor 9,16). Questa passione non mancherà di suscitare nella Chiesa una nuova missionarietà, che non potrà essere demandata ad una porzione di “specialisti”, ma dovrà coinvolgere la responsabilità di tutti i membri del Popolo di Dio. Chi ha incontrato veramente Cristo, non può tenerselo per sé, deve annunciarlo. Occorre un nuovo slancio apostolico che sia vissuto quale impegno quotidiano delle comunità e dei gruppi cristiani».


30 maggio - 3 giugno: I giorni del Settimo Incontro mondiale delle Famiglie
Penso che l'omelia del Papa sia una sintesi dei grandi messaggi di questo avvenimento mondiale. Con un CLIC SI APRE IL TESTO INTERO DELL'OMELIA. Qui sotto riporto alcune frasi di richiamo ai temi importanti. Una occasione di riflessione importante è anche il dialogo del Papa con le famiglie nella festa delle testimonianze.Con un clic si apre. (P.Nat)

* "E’ un grande momento di gioia e di comunione quello che viviamo questa mattina, celebrando il Sacrificio eucaristico. Una grande assemblea, riunita con il Successore di Pietro, formata da fedeli provenienti da molte nazioni. Essa offre un’immagine espressiva della Chiesa, una e universale, fondata da Cristo e frutto di quella missione, che, come abbiamo ascoltato nel Vangelo, Gesù ha affidato ai suoi Apostoli: andare e fare discepoli tutti i popoli, «battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28,18-19). ... Con il Battesimo siamo diventati FAMIGLIA DI DIO... La solennità liturgica della Santissima Trinità, che oggi celebriamo, ci invita a contemplare questo mistero, ma ci spinge anche all’impegno di vivere la comunione con Dio e tra noi sul modello di quella trinitaria.... A tutti noi ci è affidato il compito di edificare comunità ecclesiali che siano sempre più famiglia, capaci di riflettere la bellezza della Trinità e di evangelizzare non solo con la parola, ma direi per «irradiazione», con la forza dell’amore vissuto. 
* Immagine di Dio è la chiesa, ma anche la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna. ... Dio ha creato l’essere umano maschio e femmina, con pari dignità, ma anche con proprie e complementari caratteristiche, perché i due fossero dono l’uno per l’altro, si valorizzassero reciprocamente e realizzassero una comunità di amore e di vita. L’amore è ciò che fa della persona umana l’autentica immagine della Trinità, immagine di Dio. Cari sposi, nel vivere il matrimonio voi non vi donate qualche cosa o qualche attività, ma la vita intera. E il vostro amore è fecondo innanzitutto per voi stessi, perché desiderate e realizzate il bene l’uno dell’altro, sperimentando la gioia del ricevere e del dare. E’ fecondo poi nella procreazione, generosa e responsabile, dei figli, nella cura premurosa per essi e nell’educazione attenta e sapiente. E’ fecondo infine per la società, perché il vissuto familiare è la prima e insostituibile scuola delle virtù sociali, come il rispetto delle persone, la gratuità, la fiducia, la responsabilità, la solidarietà, la cooperazione. ...Il matrimonio come sacramento ci rende partecipi della vita stessa di Dio nel dono dello Spirito. ...
* Gli elementi dunque che costruiscono la famiglia sono: mantenere un costante rapporto con Dio e partecipare alla vita ecclesiale, coltivare il dialogo, rispettare il punto di vista dell’altro, essere pronti al servizio, essere pazienti con i difetti altrui, saper perdonare e chiedere perdono, superare con intelligenza e umiltà gli eventuali conflitti, concordare gli orientamenti educativi, essere aperti alle altre famiglie, attenti ai poveri, responsabili nella società civile... Vivteli con coraggio e diventerete un Vangelo vivente...
*Alla coppia umana DIO affida anche il compito di custodire e coltivare la sua creazione,il suo progetto, che devono compiere con lo stesso amore del Creatore, principio che supera le moderne teorie economiche, in cui prevale spesso una concezione utilitaristica del lavoro, della produzione e del mercato ... che portano con sé concorrenza esasperata, forti disuguaglianze, degrado dell’ambiente, corsa ai consumi, interessi individuali e perciò disagio nelle famiglie e nel tessuto sociale.
*Infine immagine di Dio la famiglia anche nel settimo giorno, il giorno dell'uomo e dei suoi valori: il dialogo con Dio, la libertà, l'incontro, la condivisione, convivialità, amicizia, solidarietà, cultura, contatto con la natura, gioco e sport... valori necessari per costruire la società dal volto umano"
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2 MAGGIO 2012 - il GOVERNO chiede ai cittadini di indicare SPRECHI e TAGLI
Proposta di cittadinanza attiva. Facciamo sentire la voce, specialmente chi lavora dentro nelle strutture pubbliche e che sa dove si spreca. Pax Christi, organismo cattolicissimo voluto da Papa Paolo VI° per la promozione di pace e giustizia, in marzo aveva già suggerito alcuni campi importanti di intervento pubblico. Anche se non riguarda solo gli sprechi, ci aiuta a capire

Pax Christi ritiene necessario indicare ai suoi aderenti e quindi al Governo e al Parlamento italiano tre priorità per una politica di ridistribuzione delle risorse e per il “bene comune”: la legalità, la giustizia e il disarmo.
1. Agire con determinazione contro la diffusa corruzione economico-politica (anche con una legge, oggi in cantiere) e contro la criminalità che sta riciclando ovunque i suoi immensi guadagni (bisogna anche utilizzare i beni confiscati alle mafie).
 2. Ridurre le colossali sperequazioni nella distribuzione del reddito e i privilegi di corporazioni potenti e di persone che utilizzano senza scrupoli il potere della ricchezza in ambito pubblico e privato, industriale, finanziario, politico e militare; eliminare sprechi e favori di ogni tipo; colpire l’evasione fiscale mirando, soprattutto, ai grandi patrimoni, alle rendite finanziarie, ai capitali all’estero, ai paradisi fiscali).
 3. Tagliare realmente le spese militari senza artifici contabili volti a produrre e acquistare nuovi sistemi d’arma costosissimi, pericolosissimi, inaffidabili, con scarse ricadute occupazionali e anticostituzionali; bloccare il progetto degli F 35; difendere la legge 185/90 che controlla il mercato delle armi.
 Avvertiamo come necessario ricercare, in questo momento della nostra società, ogni scelta che consenta di liberare risorse per il lavoro, le famiglie in difficoltà, la cultura, la sanità, la sicurezza sociale, e per consentire che  il Servizio civile sia proposto come esperienza formativa e nucleo di un modello di difesa non armata della patria, equivalente a quella militare. (Pax Christi Italia - 25 marzo 2012)


28 marzo 2012 IL PAPA A CUBA
L'AVANA - Benedetto XVI celebra la messa nella Plaza de la Revolucion, luogo simbolico del regime dell'Avana e teatro delle grandi adunate castriste, poi nelle ore finali della sua visita a Cuba incontra proprio il 'lider maximo' della rivoluzione, l'anziano e malato Fidel Castro. E nella grande celebrazione davanti a 300 mila persone, con in prima fila il fratello di Fidel, l'attuale presidente Raul Castro, non rinuncia, oltre che a invocare "cambiamenti" per Cuba e per il mondo, a chiedere più libertà per la Chiesa. Anche nel Paese che resta una delle ultime roccaforti comuniste, essa deve poter "annunciare pubblicamente ed apertamente la sua fede". il Papa ha chiesto alle "autorità governative della nazione" che essa possa operare "negli ambienti formativi ed universitari". L'incontro con Fidel Castro, 14 anni la storica stretta di mano di Wojtyla, è avvenuto alle 12.30 locali (le 19.30 in Italia) nella Nunziatura apostolica ed è durato circa mezz'ora. "Che cosa fa un Papa?", ha chiesto tra l'altro Fidel. E Benedetto XVI gli ha parlato dei suoi viaggi per incontrare i popoli e del suo servizio alla Chiesa universale. Varie le curiosità di Fidel, tra cui su come è cambiata la liturgia, su cosa pensa il Papa delle difficoltà odierne dell'umanità. Castro chede anche a Ratzinger dei libri che lui può consigliargli. Nella messa della mattinata a Plaza de la Revolucion, accolto da 300 mila persone nello stesso luogo dove 14 anni fa celebrò messa papa Wojtyla, Ratzinger ha lanciato un preciso e argomentato appello in favore della libertà religiosa. Ad ascoltarlo, anche Raul Castro, in prima fila dinanzi all'altare costruito sotto il monumento-memoriale a José Martì, eroe nazionale dell'indipendenza, e con sullo sfondo il celebre maxi-ritratto di Che Guevara e la scritta "Hasta la victoria siempre". La Chiesa, ha detto il Pontefice, "deve contare sull'essenziale libertà religiosa, che consiste nel poter proclamare e celebrare anche pubblicamente la fede". Su questo "é da riconoscere con gioia" che a Cuba "sono stati fatti passi" in avanti. "Tuttavia - ha aggiunto -, è necessario proseguire e desidero incoraggiare le autorità governative della Nazione a rafforzare quanto già raggiunto ed a proseguire in questo cammino di genuino servizio al bene comune di tutta la società cubana". Secondo Ratzinger, quando la Chiesa "mette in risalto" il diritto della libertà religiosa, "non sta reclamando alcun privilegio", ma "pretende solo di essere fedele al mandato del suo divino Fondatore, cosciente che dove Cristo si rende presente, l'uomo cresce in umanità e trova la sua consistenza". Per questo, "essa cerca di offrire questa testimonianza nella sua predicazione e nel suo insegnamento, sia nella catechesi come negli ambienti formativi ed universitari". "E' da sperare - ha detto ancora il Papa - che presto giunga anche qui il momento in cui la Chiesa possa portare nei vari campi del sapere i benefici della missione che il suo Signore le ha affidato e che non può mai trascurare". Benedetto XVI che ha detto ancora il suo 'no' al "relativismo" di chi ritiene che "non esista una verità per tutti" e al "fanatismo" di chi "cerca di imporre la sua verità agli altri", ha anche sottolineato che "Cuba e il mondo hanno bisogno di cambiamenti, ma questi ci saranno solo se ognuno è nella condizione di interrogarsi sulla verità e si decide a intraprendere il cammino dell'amore, seminando riconciliazione e fraternità". L'istanza del Papa per una maggiore libertà a Cuba, in particolare religiosa, dopo che ieri ha chiesto a Raul Castro di riconoscere il Venerdì Santo come giorno festivo (come accadde per il Natale dopo la storica visita di Wojtyla), ha avuto un triste contraltare nel fatto che a dissidenti di fede cattolica sia stato impedito di andare alla grande messa nella Plaza de la Revolucion per prevenire eventuali dimostrazioni: primo fra tutti Oswaldo Paya, leader del Movimento Cristiano de Liberacion, Premio Sakharov per i diritti umani, bloccato nella sua casa circondata dalla polizia, senza poter comunicare con l'esterno, secondo quanto hanno riferito fonti a lui vicine. (ANSA)

MERCOLEDI 21 MARZO 2012. «GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL'IMPEGNO PER RICORDARE LE VITTIME INNOCENTI DI TUTTE LE MAFIE»
21 marzo: primo giorno di Primavera, «Giornata contro la discriminazione razziale», «Giornata della lotta al disboscamento» e... simbolo dell'impegno che si rinno...va. Segnaliamo, in particolare, che dal 1996 ogni 21 marzo si celebra la «Giornata della Memoria e dell'Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie». Dopo la splendida giornata del 17 marzo a Genova, evento centrale della 17 edizione della «Giornata della Memoria e dell'Impegno» promossa da don Picchi e «Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie», in tutta Italia si svolgeranno tantissime iniziative per ricordare le vittime innocenti delle mafie.

19 marzo 2012 - strage di Tolosa
Un criminale cinico e disumano spara a bruciapelo alla nuca a tre bambini e al loro professore della scuola ebraica di Tolosa (Francia); 4 giorni prima aveva ucciso un poliziotto ed due militari francesi disarmati. La condanna della disumanità, del razzismo, dell'esaltazione della vendetta e della violenza è più che obbligatoria e senza scuse. Bisogna ricordare questi episodi e tutti gli altri che si moltiplicano in Europa, bisogna farne memoria, esaminarci e criticarci, come singoli e gruppi sociali, per purificare cultura e mentalità, parole e linguaggi, riprovare esempi discriminatori e ambigui che seminano anche in Italia razzismo, intolleranza, empietà e indifferenza perfino all'uccisione dei bambini... diversamente ne diventiamo complici.

1 GENNAIO 2012 - Giornata mondiale per la Pace
Brescia ha ospitato la 44a Marcia Nazionale per la Pace, tradizionale appuntamento organizzato il 31 dicembre da Caritas Italiana e Pax Christi, con la collaborazione della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della Cei. Ed è stata in anteprima l’occasione per riflettere sul tema scelto da Papa Benedetto XVI per la 45a Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio 2012: “Educare i giovani alla giustizia e alla pace”. «Cari giovani, voi siete un dono prezioso per la società - scrive Benedetto XVI -. Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento di fronte alle difficoltà e non abbandonatevi a false illusioni che spesso si presentano come la via più facile per superare i problemi. Non abbiate paura di impegnarvi, di affrontare la fatica e il sacrificio, di scegliere le vie che richiedono fedeltà e costanza, umiltà e dedizione. Vivete con fiducia la vostra giovinezza  quei profondi desideri che provate di felicità, di verità, di bellezza e amore vero! Vivete intensamente questa stagione della vita così ricca e piena di entusiasmo... " Se vuoi approfondire, con un clic, trovi il messaggio intero del Papa.