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I NOSTRI INCONTRI

CI SONO … PERCHE' HO FIDUCIA !

Dentro una serie di varie feste e festicciole ci siamo messi ad incontrarci (qui si scrive dei gruppi post-cresima ... e oltre) e a cercare di riannodare il filo delle storie della gente del mondo e della storia di se stessi …
Lavoro (non è fatica ma necessario impegno voluto per esserci) che vede in varia forma coinvolto lo  Spirito (soprattutto nel gruppo post-cresima) e il nostro personale caratteristico umano spirito.
Bello poter vedere/godere di tutto questo muoversi (eppure si muove … anche se alcuni ancora ritengono non ci sia movimento) e insieme trovare le ragioni (stanno proprio lì) della fiducia nella Vita.
Dove sta la fiducia? È possibile ancora credere nell'uomo e nella donna di oggi? Quanto pessimismo educativo (che fa male al cuore di sé e di chi si educa) nel guardare le nuove generazioni (forse perché noi stessi non abbiamo più molto da dare/trasmettere, ci siamo illusi di ciò che ritenevamo Vero e Sano per noi … la “crisi” di identità non riusciamo a gestirla, vorremmo fuggire/negarla e ci ritroviamo a piangere su noi stessi e sul passato “migliore”).

Con il 30 ottobre, appena dopo qualche giorno la festa della Cresima, il gruppo post-cresima si è avviato (grazie alle due animatrici).
Pare ci sia desiderio di respirare/muoversi nello Spirito … quello che Dio vorrà è la nostra attesa.

Il gruppo delle superiori, che si ritrova il martedì sera, procede con “grandi” riflessioni (è il tempo giusto) che ormai non sono più domande ma convinzioni (da valutare/discutere è evidente) …

Altri, già “maturi”, proseguono il percorso della loro esistenza lasciando che la Luce e la Bellezza (lo facciamo anche attraverso incontri con film di qualità e semplicità insieme) li orientino ancor meglio a scegliere ciò che è Vita per loro …

Da queste giovani persone, dalla loro storia in divenire, … che aspettarsi? Nulla se non la fiducia nella Vita!

Gianmaria scj

SU CHE PIANO VIVI ?

Difficile definire dove sta la persona (come uomo e donna) d'oggi …
È troppo concreto? Terra terra? … O troppo in mezzo alle nuvole?
C'è un libro (da cui un film) di qualche anno fa che indicava i “3 metri” come unità di misura della posizione corretta …
La questione ha una sua importanza educativa per cui, in sostanza, se l'obiettivo è il cielo (lassù!) la direzione/programmazione/indicazione sarà volta a … se l'obiettivo è più qui (terra terra) l'accompagnamento/indirizzo/approccio è altro.
Trovo che nei ragazzi che incontro (quelli con cui c'è modo di parlare un po', non solo un saluto) che la loro ricerca, a riguardo, è complessa: vedono le esigenze della “terra” e se ne fanno carico (in modo personale oppure con attenzione anche agli altri) e insieme colgono lo spazio oltre (non dico sopra, ma altro) che esiste dentro di loro e provano a fatica a determinarne le misure, in sé e negli altri.
Quando ad esempio dicono/esprimono dell'amore (o degli affetti) lo descrivono/manifestano in modo molto concreto ma insieme raccontano che è in uno spazio diverso dalle esigenze “terrene”.
Occorrerebbe dibattere a lungo sulla questione (c'è tutta la prossima estate per farlo, proviamoci … anche l'oratorio estivo di questo anno ha per tema “piano terra” e parla di un Dio che in Gesù Cristo sta lassù e quaggiù contemporaneamente), dicevo lasciamo che la questione crei domande in noi e con gli altri (in speciale con loro, i più giovani) … sempre che questo discorrere non ci faccia dimenticare che siamo polvere/terra e insieme cielo/infinito. Che meraviglia!

Intanto è “finito” il percorso “solito” organizzato degli incontri proposti in “sede” (parrocchia):

nel gruppo “PostCresima” la situazione sembra evaporata (come neve al sole, come spirito che profuma e scompare) e, dopo i primi momenti, in pochi hanno retto il confronto sulla Vita dibattuta come “film” da realizzare come protagonisti (non solo spettatori di spettacoli, vedi televisione) che ti tengono fuori dalle scelte e dalla passione …
quelli del gruppo “primiANNIsup” sono stati più decisi e coinvolti nel crescere insieme non si sa bene ancora (il buio è di casa) se verso la terra o il cielo …
i “PRESTOmaturi” si sono dati più alla realtà concreta del sociale, della politica, … pur con tutta la loro attesa/misura confusa di qualcosa che ancora non c'è, non si vede …
oltre, gli universitari/lavoratori, hanno occupato l'occasione dell'incontro per parlare di sé e delle proprie piccole (terrene) e grandi (celesti) preoccupazioni …

L'anno prossimo (cioè da ottobre in poi, per il “periodo” 2014 e 2015) ci rivedremo … certo con qualche capacità in più di misurare ciò che è “terra” e ciò che è “cielo”.

Gianmaria scj

 

nell'attesa …

In questo periodo dove ormai tutto è definito non c'è più la libertà di poter dire “ci sono, arrivo anch'io” dato il flusso calendarizzato degli appuntamenti che sono lì, in ordine di tempo, a dirci di muoverci (senza farci arrivare da nessuna parte)… ma portandoci solo in un unica direzione.
A volte questo diventa una inutile scusa, detta agli altri ma ancor di più a se stessi, per “non fare altro” se non quanto scritto in agenda … come se un destino ci soggiogasse a scelte che non ci appartengono più. Almeno non diamo la colpa a Dio (e allora da chi dipende?).
Possiamo ancora decidere/organizzarci il vivere quotidiano? Direi di sì … nel modo del “at-tendere”, più che del “aspe-ttare”. Cioè lasciando spazio a qualcuno/qualcosa che non c'è ancora, “tendendo” verso di lui/lei più che rimanere, “stare”, ad aspettare.
Quante volte (vedi le molte pagine del vangelo) Gesù attende … (e con Lui il Padre)
Occorre creare occasioni per tendere verso … E così la proposta per i giovanissimi e i giovani della comunità di fede riparte (pur con gli animatori/educatori che siamo) … At-tendiamo con loro di poter orientarci verso ciò che va ancora capito/vissuto/costruito/amato … con tutta la testa, con tutte le forze, con tutto il cuore.

Gli incontri ri-cominciano in altro “formato”:

  • per il postcresima (II e III media) il momento “at-teso” è il giovedì alle 17,00 …
  • per gli adolescenti (I e II e III superiore) l'appuntamento è il martedì alle 21,00 …
  • per i giovanissimi (IV e V superiore) il tempo dell'incontro è il giovedì dalle 21,00 …
  • per gli “ultramaturi” (…) il ritrovo è il mercoledì alle 21,00

Tanti momenti per dire/fare/amare la stessa realtà, nella maniera migliore alla Luce del Vangelo di Gesù, … la Vita!

Gianmaria scj

il CORPO … non è ancora pronto!

Digitiamo su internet la domanda:
“Se la carne è debole e lo spirito è forte … perché vince sempre la carne?”
Ognuno prova a dare la sua risposta, tu cosa risponderesti?
La carne non è pronta per vincere: pretende spesso, esige in modo urgente a volte, … come chi sa che non è al primo posto.
Abbiamo vissuto, recentemente in oratorio, l'oratorio estivo 2013 (EVERY BODY) … percorso di scoperta per i più piccoli di avere/essere un corpo e di dover/poter fare i conti con il proprio corpo.
“Sorridi, hai un solo corpo per vivere … il TUO!” Questo era il sottotitolo del “nostro” programma.

Gli ultimi momenti del cammino dei gruppi “giovanili” (vedi sotto) della nostra comunità hanno visto emergere questa fatica ad appropriarsi di un'identità corporea (questa davvero rimane una questione di maturazione personale, di sempre, pure del III millennio così estremamente “body”). Ci abbiamo provato in vari modi a dar più spazio al corpo, a partire dalla testa, piuttosto che dal cuore, piuttosto che dalle mani, … un po' tutto va fatto interagire/integrare e, come direbbe san Paolo, va preso con cura a partire dalle parti più delicate.
Ma è pur vero (forse solo scusa?) che il corpo non è ancora pronto per donarsi, per amare, ... È facile giocare con la vita e il corpo pare consapevole che perdere poi non è male.
Quanti “giovanissimi” si stanno buttando via in questo modo?
Ridare dignità e valore al proprio corpo è poterlo far vincere … per sempre.
Grazie a Gesù questo è possibile. Lui il corpo continua ad offrirlo perché altri corpi abbiano la Vita.

“POST-lost” … (dopocresima) è il piccolo numero di “amici” che ci tengono a trovarsi e a sorridere … del proprio “corpo-lost”.

I “1994” sono letteralmente “maturi”, … gli studi però non pare bastino loro, altri aspetti del vivere creano loro domande e a volte, come tutti, non sanno rispondere. Continueremo a interrogarci insieme?

Nei “quasiTUTTI” la tensione del fare “animazione” ha conquistato qualcuno, lasciato indifferente altri, perso d'interesse per altri ancora. Non era l'obiettivo del percorso dell'anno l'esserci all'oratorio estivo (ma apprendere l'arte del dono di sè ... quello sì), abbiamo provato/tentato a capire meglio cosa farne del corpo … senza dipendenze (più liberi?).
Chi ha poi scelto di “fare animazione” si è ritrovato spesso con il corpo occupato … da altro.

E siamo arrivati all'estate 2013, il corpo sarà più allo scoperto … prenderà solo il sole o donerà più sorrisi? Buona Vita a tutti!

Gianmaria scj

celebrare ... la VITA

Gesù risorto e vivo ci consegna la “mission” che dovrebbe definire il colore e il sapore della nostra esistenza: celebrare la Vita! È stupendo!
È tempo di far sì che ciò che viviamo ogni giorno sia manifestazione della grazia e della bellezza della vita che ci è data e che può unicamente durare per sempre se donata. Questo è possibile non certo per la nostra (già … siamo troppo concentrati su noi stessi per cogliere il Tutto) comprensione, volontà, affetto, ma viene unicamente dalla condivisione della Vita di Gesù con ciascuno di noi. Il suo DNA deve combinarsi con il nostro.
Questione di fede: o ci credo e vivo, o non ci credo/non mi fido e sopravvivo come posso.
Non sempre siamo capaci di vivere in pienezza questa fiducia/fede, sappiamo che il cammino (come quello fatto dai due discepoli verso Emmaus e con ritorno) è fatto di slanci/coraggio e tristezze/paura. Ma il dato ormai esiste: Gesù è risorto e chiede anche a noi di risorgere.

Gesù sta accompagnando così i nostri adolescenti/giovanissimi … verso la gioia di esserci e insieme di spendersi nel farsi dono (se il seme non muore non produce frutto!).

I ragazzi “post-lost” (dopocresima) hanno potuto dare voce al proprio cuore, nei nostri ultimi incontri, nel tentativo di capire che lì sta la sorgente del voler vivere ed poter esprimersi con generosità … manca ancora un po' di fede/fiducia, certo in se stessi, ma pure guardandosi attorno non vedono molte persone “risorte”.

Del gruppo “1994” non c'è molto da dire: sono quasi maturi (pure preoccupati di questo momento/verifica) … la vita li costringe a fare la loro parte e possono certo riuscire a realizzarsi.

La domenica sera, i “quasitutti” non smettono di apprendere, attraverso l'incontro con persone che non si fanno sconti sul vivere, l'arte del poter stare al mondo con passione/fiducia … senza dipendenze.

I nostri giovanissimi hanno comunque, ma anche per tutti noi è così, esigenza di vedere altri accanto a loro che accolgano la Vita e la riempiano di gesti concreti di amore come discepoli (gente che si fida/crede) in Colui che è rende eterno ogni dono.

Gianmaria scj

INCONTRARE … TE e insieme ME/NOI

“L'educazione dovrebbe essenzialmente fare questo: liberare la sensibilità umana perché possa essere in grado di avvertire il profumo, il gusto, la voce, il tocco di Dio che ogni giorno percorre i medesimi sentieri della nostra esistenza”.
(Ottone Rinaldo)

Occorre toccare, annusare, gustare, ascoltare, … per poter incontrare chi ci sta davanti. Sia una persona, ancor più sia Dio.
Lui, Dio, lo sa bene e per questo ha deciso di farsi vicino, di lasciarsi incontrare, di lasciarsi gustare, …
Questo è il Natale. Grazie!

Con questo stile, di presenza personale, proseguono, continuano, gli incontri per chi ha chiuso con un cammino da fanciullo e cerca di stare nella vita in maniera più matura, assumendo una propria identità libera di presentarsi con coerenza e amore.

La domenica sera, col gruppo “quasitutti”, abbiamo potuto vedere e dare ascolto, in forma diretta, a diverse grandi, ma pure umili, persone capaci di spendersi con passione per ciò che c'è di più caro nel loro cuore.

Non da meno il gruppo “1994” ha potuto lasciare esprimere la personalità di ciascuno … in una modalità che è semplice e insieme diretta (altro non è da scrivere perché appartiene alla fatica della maturazione dell'autenticità di ognuno). 

Dopo la cresima … il gruppo “POSTlost” permette ai ragazzi di esserci senza vincoli per prendere le misure di una fede che non sa ancora cosa sia il fidarsi di un Altro. E' evidente che il rischio di dover cambiare è troppo alto – lo sanno i nostri e ne possono approfittare – per cui per ora scelgono di starci/incontrarsi rimanendo non-persona, così sono più coperti/difesi.

 

COLUI CHE E' LUCE,
CHE VIENE NELLA LUCE,
VUOLE INCONTRARCI PER PORTARCI ALLA LUCE …
E' LA LUCE PER VEDERE COMPLETAMENTE NOI STESSI.
INCONTRIAMOCI IN LUI !

 

2012 e 2013

Avete esigenza di cura, di relazione, di incontro, di ascolto?
La risposta si fa attendere, pur ormai all'inizio del cammino del nuovo anno pastorale, … e i nostri giovani hanno scritto e detto poco di questo desiderio che sta dentro il cuore di tutti.
Ritengo sia paura di trovarsi di fronte all'ennesima fregatura che viene offerta a piene mani dai vari incantatori del nostro periodo storico informatico. Sono più critici e distanti dalle sorprese della vita. E poi colti così all'improvviso sono facilmente imbarazzati nello scrivere e dire che pure loro hanno bisogno. Effetto dell'autodeterminazione che governa il processo formativo dominante.
Eppure anche quest'anno ci siamo (grazie agli animatori/trici che continuano a donarsi) e decisamente offriremo spazio e tempo, e passione e fede, a chi vuol cercare di crescere in libertà e autenticità.

Canta Niccolò Fabi (testo qui trascritto perché fatto conoscere agli stessi giovani quale possibilità di comporre e ricomporre la propria esistenza):

“Sono un orfano di acqua e di cielo
Un frutto che da terra guarda il ramo
Orfano di origine e di storia
E di una chiara traiettoria
Sono orfano di valide occasioni
Del palpitare di un'idea con grandi ali
Di cibo sano e sane discussioni
Delle storie, degli anziani, cordoni ombelicali
Orfano di tempo e silenzio
Dell'illusione e della sua disillusione
Di uno slancio che ci porti verso l'alto
Di una cometa da seguire, un maestro d'ascoltare
Di ogni mia giornata che è passata
Vissuta, buttata e mai restituita
Orfano della morte, e quindi della vita
Mi basterebbe essere padre di una buona idea
Mi basterebbe essere padre di una buona idea

Sono orfano di pomeriggi al sole, delle mattine senza giustificazione
Dell'era di lavagne e di vinile, di lenzuola sui balconi, di voci nel cortile
Orfano di partecipazione e di una legge che assomiglia all'uguaglianza
Di una democrazia che non sia un paravento
Di onore e dignità, misura e sobrietà
E di una terra che è soltanto calpestata
Comprata, sfruttata, usata e poi svilita
Orfano di una casa, di un'Italia che è sparita
Mi basterebbe essere padre di una buona idea ...”

Idee e azioni, parole e fatti, pensieri e verbi, qui in parrocchia a Cristo Re non mancheranno.
Il gruppo del post cresima farà …
Il gruppo “1994” agirà …
Il gruppo “quasitutti” compirà …
Siete curiosi?

Venite! Partecipate agli incontri … o fatevi raccontare ciò che accade da chi c'è.

Gianmaria scj

ESSERCI … AMARE

occorre
trovare l’anello (il MIO!)
per fare di se stessi
un prezioso esserci in dono

Siamo in mezzo all’estate. Viaggi e sogni già vissuti si mescolano a viaggi e sogni ancora da realizzare … Cosa ci attende domani? Ai più basta l’oggi da consumare.
E quello che è passato va, scompare, o rende più forte e responsabile il nostro scegliere?
Potessimo aprire gli occhi e il cuore impareremmo cose che l’abitudine ci impedisce di cogliere.
È successo, sta succedendo a chi vive (lo spero in particolare per i più giovani), che si accumuli l’esperienza, che si lasci entrare una nuova serie di sapori, che si permetta di uscire/esprimersi ad una serie possibile di immagini di noi … germogli che ci presentano e che permettono ad altri di crescere.
Non buttiamo via niente, non è evangelico, non è sapienziale.
Quanto avrai raccolto con cura e disperso con gratuità di te è ciò che puoi infine definire esistenza.
Ci sono errori? Ci sono limiti? Anche questo aiuta a farti sentire che ci sei e sei altro rispetto alla irreale perfezione. Sei concretamente tu e nessun altro (non imitare, diffida del ripetere ciò che hanno fatto altri). Non ti basta? Costruisci … con il fango che hai.
Il tempo dia tempo a ciascuno per scoprire (e non buttarsi via!) e onorare il proprio valore, la propria preziosità. E diamo lode a Dio, di cui insistentemente Gesù ci parla, cantando quanto è bello esserci, con tutto ciò che significa amare.

Gian scj

 

L'UNICA FORZA PER STARE IN EQUILIBRIO SUL FILO DELLA VITA E' L'AMORE

(Alessandro D'Avenia - "Cose che nessuno sa")

IL SEME … GERMOGLIA

Quando è germogliato questo seme? Quando lo abbiamo visto, fuori, cambiare … oppure il fatto è successo già dentro, prima, mentre stava imbastendo il suo modo di presentarsi (con coraggio)?
Eccomi, ci sono! Lo si può dire solo quando si è “presentabili” … ma è forse possibile proclamarlo prima? Come quando si dice “presto mi sposo” e già si fa festa?

Anche il Risorto lo aveva detto “prima” che avrebbe prodotto un germoglio di vita nuovo … Lui vedeva già il non ancora che era atteso dal nostro cuore. E non è intenzione di illudere, la sua, troppo concreto e incarnato per raccontare favole e suscitare curiosità per un fantasma.
Abbiamo atteso con trepidazione (almeno qualcuno lo ha fatto) ed è arrivata la Pasqua con la forza di una esistenza a cui non si può più mettere fine … né con il peccato e nemmeno con la morte.

Questa attesa/visione del germogliare della Vita appartiene alla fede ma pure all’educare … perché l’uomo e la donna sono fatti così: seme che partecipa alla Vita e produce nuova esistenza (e ben più che nei soli termini sessuali).
Qualcuno può rimanere scettico: come vedere il germoglio nelle nuove generazioni di oggi? (sembra abbia prodotto solo lui!) La sterilità è da adulti, forse pure per il cuore arido ormai.
Permettiamoci invece di far sviluppare in noi il seme (a partire da come siamo) che diventa poi fonte di vita e di gioia, la nostra pasqua … (dovremo viverla tutti).

Ora però vi racconto quanto sta avvenendo …
Abbiamo vissuto, durante la settimana santa, una veglia con i pochi dei “quasitutti”  che sono riusciti ad essere presenti … porterà in loro frutto!
Abbiamo potuto scambiarci gli auguri di “buona Vita!” con il gruppo dei “1994” … e il “mi piace” è già segno del nuovo che cresce!
Abbiamo cercato una maggiore concretezza e costanza lungo la strada della “via crucis” con i ragazzi del post-cresima … il seme c’è, la tenera terra vuol tenerselo comodo ancora dentro, ma poi si fiderà del sole!

Vivere da risorti, nella Pasqua di Gesù, è partecipare a questo: dentro la nostra fragilità (spesso non manifesta) già la potenza dell’Amore opera (anche se non si vede subito) e porta frutti di Vita.
Che fare allora per realizzare questo progetto/vocazione? Fidiamoci di Lui … seme che muore amando e ci da Vita!

Gian scj

VERITA’ su …

 

Attraverso il percorso proposto, assiduo di incontri e confronto, ai nostri giovanissimi nella fede è data l’occasione di chiarirsi: rendere sempre più comprensibile/accettabile ciò che sono e vogliono essere. È il momento educativo dei nostri incontri dove non puoi barare e sei costretto a venir fuori … per ciò che fattivamente sei ed emotivamente sogni.
Verità su se stesso e su Dio è ciò che fa pure Gesù, in questo tempo di quaresima, per noi che non lo abbiamo ancora capito ne siamo ancora capaci di comprendere il suo e nostro Dio.
Mettersi in questione, in tentazione, per non dare per scontato “sono fatto così / sei fatto così” … ecco il tempo e il modo di vivere in vista della Pasqua dove ci sarà dato di andare oltre le nostre attese/capacità e ridefinire il limite e valore dell’esistenza.

Quello che ora c’è è il gruppo del post-cresima che continua a ritrovarsi, un po’ spaurito di fronte al recente impegno di mettersi in maschera … è gente sincera, non ama apparire.

Sempre più profondo l’intento dei “quasitutti” che hanno scelto di affrontare la verità di Dio … il coraggio e l’apertura di cuore e di mente a loro non manca.

Altri discorsi, altre domande, per il gruppo “1994” che sta cercando di dare un volto agli spiriti che popolano le nostre paure … per vederne la luce e non solo dei fantasmi.

Ci auguriamo che il cammino di tutti e di ognuno conduca alla verità di se stessi aprendosi, nella morte e risurrezione di Gesù, alla splendida verità di chi è Dio … come proprio Gesù ce l’ha consegnata.

Gianmaria scj

LUCI ... A INTERMITTENZA

Quante piccole e grandi luci “intermittenti” accanto a noi!
Non pensate solo all’albero con le sue lampadine che hanno sempre interrogato la mia domanda di conoscenza: “come fanno a essere accese e poi spente? come possono offrire resistenza un attimo e poi più?” … e loro, con una danza a volte a tempo altre volte a caso, sanno offrire un incantevole spettacolo.
Le luci dei negozi, pur interessando i nostri occhi, non sono neppure esse da prendere in considerazione. Sono lì esclusivamente per farci notare qualcosa che sta fuori di noi e che, pur acquistato, non porterà maggiore splendore a ciò che già siamo.
Ciò di cui qui scrivo sono le persone, siamo noi, che ogni giorno, Natale o Pasqua che sia, vivono di illuminazione e di buio, di accensioni e di spegnimenti, non fosse che per l’alternarsi del giorno e della notte che chiede ad ognuno di svegliarsi e poi addormentarsi e poi svegliarsi ancora …
Non è questione da poco: come mai accade questo? perché accesi e poi spenti? posso essere luminoso sempre o la mia “resistenza” alla luce è già decisa così?

Attraverso i nostri giovanissimi che vengono e vanno dentro una proposta di fede nella vita ho scoperto che ...

Il gruppo post-cresima è, in alcuni momenti, entusiasta di voler realizzare cose straordinarie (in riferimento alla loro età) e poi si affacciano con poca disponibilità alla porta delle occasioni di incontro dove vorremmo concretizzare le belle passioni.

Quelli del “1994” nel tentativo di cogliere la bellezza dell’esistenza, aldilà delle illusioni nelle quali si presenta o viene presentata, si danno a intrecciare una storia propria tra luci e ombre, timorosi del buio e perciò costretti ad una intermittenza generata a forza. Stanno tra la notte e il giorno, più propensi alla notte, al nascondersi, che al farsi notare. In realtà sono come piccole luci che non hanno ancora colto la sorgente della loro luminosità e, pur cercando, riescono a impedirsi di trovarla.

Con il gruppo “quasi tutti” le questioni poste, attraverso gli appuntamenti del lunedì, accendono domande e dibattiti … Ognuno qui porta una sua illuminata valutazione della situazione (almeno da come la vede lui/lei) e più sguardi diventano capaci di decifrare i passaggi difficili dell’inizio della vita e della sua fine. Non lo si fa per rattristarsi ma per vederne le opportunità … per provare a fidarsi. In questo gruppo essere accesi o spenti dipende molto dalle proprie emozioni (ormai la testa è sempre “on”) e come può essere diversamente alla loro età? Innamorarsi è forse “per sempre”?

Realtà complesse da raccontare come è complessa la nostra esistenza ed è facile per tutti scegliere di disincarnarsi (per quel pezzo di carne che ci è dato) invece di buttarsi dentro l’avventura che non sarà solo e sempre essere svegli nella luce, adrenalina pura, ma comporterà momenti di vuoto, di buio, di spegnimento.
Forse da adulti ci si dimentica questa elementare condizione del nostro esistere con una effimera convinzione di poter tutto da soli … o utilizzando/pretendendo le energie di altri.
In molti oggi ritengono che si può (e si deve) produrre luce sempre, dimenticando che la nostra originalità è invece l’intermittenza e i suoi ritmi, le sue danze, i suoi tempi.
Siamo luci intermittenti e dentro di noi l’energia della piena luce non può che manifestarsi così.
Il Piccolo vero Uomo incarnato, Gesù, ha voluto illuminarci su questo segreto che fa di noi grandi e fragili persone animate da una Luce che non siamo noi a darci, a generare, ma che riempie come può (dipende dalla nostra libertà, vedi Maria di Nazareth) il filo incandescente della nostra umana esistenza.
Chi e cosa sta accendendo ora la nostra vita? Ricordiamoci che non possiamo essere noi (non auto produciamo energia a sufficienza). Lasciamoci accendere (nella nostra intermittenza) … che sia Lui la nostra Luce!

Gian scj

... VISIBILITA'

Sembra ancora estate, il clima permette di stare ancora a maniche corte, eppure qui a Milano (come in ogni altra parte d’Italia immagino) è già ottobre.
Ci siamo riusciti a partire con i vari gruppi, più o meno concordi nel trovare il giorno (in effetti la sera) per incontrarci un po’ tutti (un gruppo rimane titolato per tale motivo: “quasi tutti”).
Il tempo e il cuore richiede che si imprima la nostra presenza nella nuova storia, in maniera chiara, e bella direi. Non possiamo non lasciare traccia di noi (anche se i Negramaro cantano diversamente: “Io non lascio traccia”) nella vicenda della nostra comunità.
È pur vero che spesso si preferisce l’invisibilità e il nascondersi (fa comodo), ma esigenza più sentita vuole che ci vedano, che ci facciamo vedere (non per dare spettacolo ma per sentirci presenti, oggi).
Quanto siamo invisibili agli occhi degli altri …
“L’essenziale è invisibile agli occhi!”. Scriveva Antoine de Saint-Exupéry in una delle pagine semplici e profonde insieme de “Il piccolo principe”.
Se è così allora o siamo troppo essenziali/preziosi da non essere visti (e questo è un punto a favore della nostra stima personale) oppure se gli altri non ci vedono è perché non vanno oltre il vedere, non ci guardano per quello che siamo (e anche qui è un punto sempre a nostro favore).

Eccoli allora qui i vari gruppi giovanissimi, dal post-cresima (stanno anche loro scegliendo un nome che cambia di anno in anno), ai “quasi tutti”, al “1994”.
Per chi smette la catechesi (e comincia a definire una personale modalità di vivere la relazione con l’unico Gesù) c’è il gruppo del venerdì, nel tardo pomeriggio. Tante cose da realizzare, tanti progetti, tante idee, … la volontà e la capacità non mancano. Daremo spettacolo!
Gli adolescenti delle superiori si incontrano il lunedì sera (alle 21,00!) con alcuni pur stanchi e affamati per l’allenamento sportivo avvenuto un attimo prima. Qui si viaggia negli interessi privati e di gruppo per approfondire temi che sono lì, a fior di pelle e radicati nel cuore.
Quelli del 1994 volevano mettersi in vista da soli … ma poi e toccato agli animatori trovare il modo di farli venire alla luce. Ce la faranno? Ne riparleremo.

A tutti noi, ai più grandi (giovani in autogestione), ai più piccoli (curati dai catechisti e dai genitori), … l’augurio di vivere un anno di incontri/occasioni utili a comprendere la bellezza e la grazia di esistere come figli di Dio (visibili!)

Gianmaria scj

ESTATE … CHE fare o forse meglio CHI essere?

Dopo una settimana di sveglia a suon di campane, e di creme a protezione solare zero, di pane fatto con lo stucco, e di 2,8 km fatti a piedi la sera (andata e ritorno) nel silenzio del buio, di meduse e vongole da asporto, e di domande sempre risolte nei cruciverba, di semplici negozi a Viserba, e di fastosi showroom di Cattolica, di palline giocate a tennis tavolo, e di palline perse per stress da sonno, di grigliate di carne, e di pesce innaffiato dal bianco vino locale, … ci siamo portati a casa tanto e poco insieme: giorni che sono stati occasione per poterci esprimere meglio (per sentire e manifestare ciò che manca ancora al nostro cuore per essere beato), giorni di apertura di sé agli altri e di fiducia in lui (nella sua possibilità di volerci bene), giorni di scoperta di altre strade da poter percorrere per permettere a Dio, in Gesù suo Figlio, di incontrarci (con la semplice povertà di chi ancora deve imparare a pregare), ma pure giorni in cui il tempo se ne è andato veloce e non lo abbiamo rincorso, riempito, di quello che veramente desideravamo …
E allora, dentro quest’estate 2011, dovunque siamo (
dovunque siate) continui a crescere in ciascuno la domanda più onesta e più bella: CHI voglio (cerco di) ESSERE nel SOLE di questi giorni?
E-State voi stessi! … in ogni sito, qualunque cosa facciamo.

Gian scj

EDUCARE: FAR RISORGERE!


(far uscire dal bozzolo e rendere capaci di volare)

Lui muore … per educarci alla Vita!

Scriveva tempo fa, ma è tempo di oggi, tempo di sempre, il cardinale Martini a Milano:
“Un’altra virtù essenziale per chi vuole educare è la speranza paziente. L’educatore deve sapere che l’evoluzione psicologica e morale della persona è paragonabile alla sua crescita fisica ed organica.
Gesù dice che l’uomo è come il seme che cresce da sé, ma che ha bisogno di ambiente, persone e tempo. Bisogna saper attendere pazientemente, con l’animo del contadino che semina generosamente, sopporta con resistenza le fatiche del travaglio educativo, e rinvia sempre la decisione di tagliare la pianta infruttuosa o di sradicare la gramigna.
L’uomo paziente è ottimista: crede nella bontà della persona e nelle risorse della natura nonostante i limiti e gli errori, e spera senza delusioni nell’aiuto di Dio che si preoccupa prima e più di lui della salvezza e della felicità dei suoi figli.
La speranza dell’educatore deve poi contagiare l’educando: senza questa speranza egli troverebbe inutile o assurdo impegnarsi e collaborare con l’educatore. Il ragazzo deve avere fiducia che l’esperienza del suo educatore lo aiuterà a imparare modi migliori di comportamento, a trovare risposte soddisfacenti alle sue domande, soluzioni adeguate ai suoi problemi. Soprattutto deve convincersi che, anche se a piccoli passi, può arrivare al traguardo del vero uomo, quello redento.
L’educatore responsabile, amorevole, ottimista, diventa così modello e ideale di vita. Bambini, ragazzi e giovani imparano a vivere da chi sa vivere, tramite un rapporto affettuoso. Tutto questo suscita un’atmosfera contagiosa di gioia e di entusiasmo: educare è bello!”
(C.M. Martini, Dio educa il suo popolo, Milano, 1987)

Manifestare l’Amore … è il far nascere!
Dedicarsi alla Cura … è il far crescere!
Esprimere gesti di Affetto … è il riconciliare!
Sia Pasqua allora attraverso il piccolo nostro dono quotidiano … questo l’augurio per tutti.

Scrivendo ora dei gruppi (chissà a qualcuno interessa stare aggiornato di quanto vi accade) e proseguendo il discorso fatto sopra mi pare di poter dire che c’è ancora da morire … perché il seme porti frutto. Ma ci vuole il perdersi, per poi ritrovare. :-)
Con i giovanissimi del gruppo “quasitutti” ci siamo persi, una sera, uno splendido racconto di vita, di offerta, … pochi avevano intenzione di far morire qualcosa di loro per far spazio ad altro, ad altri.
Il gruppo “1994” ci ha provato a far morire le proprie paure … ne è uscito un racconto horror con finale disperato che pur guardato con un sorriso lascia il cuore in sofferenza.
Dentro le nostre storie quante chiusure, quanto buio, quanta morte, … Eppure queste sono solo tappe, non la fine … ed educare rimane bello perché è ridare Vita, una Vita che non smette di generare uomini e donne ogni volta più belli. Il Risorto ci fa “venir fuori”, “rialzare”, “rifiorire”, “rivivere”, “risorgere”, … Buona Vita a tutti!

Gianmaria scj

“SE QUALCUNO MI AMA DEVO ESSERE IMPORTANTE!”

Così scrive Gary Chapman nel suo bel libro “I 5 linguaggi dell’amore” ricordandoci l’esperienza unica che tante volte ci ha sorretto, rigenerato, motivato ancora, rallegrato, riempiti di nuova speranza, … fatto vivere.

Potrebbe salvarci davvero un amore ricevuto, e questo nuovo tempo di quaresima sarebbe la nostra definitiva salvezza. Invece, dato che siamo degli specialisti a complicarci l’esistenza, succede che …

C’è chi la stima se la da da solo e, pur nell’immensa positiva considerazione generata fuori, gli fa fastidio lasciarsi voler bene per ciò che complessivamente, dentro e fuori, è.
C’è chi è ligio al sacrificio, perché così gli hanno detto si deve fare, ma non sa più neppure a quale amore si sta offrendo e la salvezza, nella pace del cuore, la vede sempre lontana.
C’è chi continua a tenersi in piedi da solo, nessun altro conta, e la salvezza la gode da sé quando il suo gesto o il suo affetto sono espressi con un’attenzione meticolosa a se stessi.
C’è chi pensa di non essere degno d’amore e questa idea è più forte della benevolenza di chi gli vuole bene.
C’è chi non sente, per le ferite profonde e nascoste e negate, il desiderio di lasciarsi toccare da un amore che sia altro e ritiene la salvezza una triste utopia.
C’è chi si arrabbia per la bontà del suo esistere ed è preso da sé, nel confronto sempre vincente su gli altri, loro che sono dietro di lui di qualche misura.
Altri ci sono …

C’è insomma chi non vuol lasciarsi voler bene e perciò non può ancora capire e vivere quanto esprime Gary Chapman nella sua frase sopra riportata. Peccato, dispiace, per loro e ciascuno questo periodo sarebbe quello adatto per buttar lì le proprie colpe, insoddisfazioni, sconfitte, disfatte, fallimenti, … (volete chiamarli anche peccati?) perché c’è davvero Qualcuno che vede con cura ciascuno di noi e continua ad amarci senza misura, senza fastidi, senza rigetti, senza offese e pretese. Lui ci rende importanti, e lo fa gratis!

 

È quaresima allora per dare fondo, costituire il fondo, della speranza di queste giovani generazioni che ormai soffrono senza più saperlo, senza più volerlo perché non c’è tempo per farlo, non c’è modo di accettarlo senza affondare ancora più in basso … nel vuoto.
Qui i gruppi continuiamo a sostenerli. Grazie alle poche e “salvate” (perché comprensive nei confronti dell’Amore che rigenera) animatrici/educatrici.

Nel gruppo “post cresima” si sta cercando di darsi un tono da grandi ma la proposta centrale rimane quella di rimanere bambini (così ha suggerito Gesù).

Il gruppo “1994” rimane intento a decifrare le parole essenziali all’esistenza che dovrebbero facilitarne la lettura per trovare soluzioni ai problemi quotidiani. Ancora tante voci sono da chiarire, il vocabolario si deve affinare (la parola Gesù è pure termine di studio).

Gli adolescenti del gruppo “quasi tutti” continuano la ricerca di un immagine di se fuori, nel corpo, e dentro, nell’intimo della propria persona, provando a metter insieme, con gli infiniti tentativi possibili, una propria personalità (dove può strare pure Gesù).

A tutti, a noi e a voi, un lieto auguri di lasciar cade il proprio cuore in mani sicure … e trovare così la tanto attesa salvezza! Che sia questa la quaresima … e buona Vita!

Gianmaria scj

NON TI VOGLIO PIU’ BENE ?

Con il nuovo anno si può certo pensare e desiderare che cambierà la nostra vita, le situazioni che vivremo, le persone accanto a noi, che pure cambierà il mondo e forse … il nostro cuore. Suggerirei di ripartire da qui, nell’educarlo al cambiamento, alla capacità di trovare il modo migliore di amare con cura e passione. Ma come si fa?

“Popotus”, inserto per i più piccoli del giornale Avvenire, di sabato 29 gennaio, nelle pagine 4 e 5, offre una serie di spunti per capire (confrontando in particolare modi di far crescere i figli) che il cuore non può essere educato a forza, perché in questo caso si spinge l’altro ad essere come voglio io e solo allora, se raggiungerà questo risultato, gli vorrò veramente bene.
Riporto di seguito un pezzo dai vari articoli:
“Un altro maestro fu Danilo Dolci: poeta, pedagogista e animatore di tante iniziative di pace. Nacque nel 1924 a Sesana, in provincia di Trieste (oggi territorio sloveno). La madre era una donna slovena, molto religiosa, il padre un ferroviere. Nel 1952 Danilo si trasferisce in Sicilia, dove promuove lotte nonviolente contro la mafia e il sottosviluppo, per i diritti e il lavoro. In una delle sue poesie riassume il senso dell’educare e le responsabilità di un adulto verso un bambino. La poesia si conclude con queste parole: «C’è… chi educa… sognando gli altri come ora non sono: ciascuno cresce solo se sognato». Che significa? Che il compito dei grandi è di accompagnare i bambini a realizzare i loro sogni, a immaginarsi insieme il loro cammino. E questo non è solo un compito dei genitori, ma della società tutta, che deve avere a cuore il futuro dei piccoli. Ci vuole
impegno, responsabilità, ma anche immaginazione. Scrive ancora Danilo Dolci: «Se l’occhio non si esercita, non vede. Se la pelle non tocca, non sa. Se l’uomo non immagina, si spegne».”

Quando dico ad una persona: “Non ti voglio più bene!”, devo ammettere che sto dicendo soprattutto che non amo più l’immagine che mi ero fatto di lei/lui e quindi, e finalmente, posso volerle bene per quello che è. Ma questa nuova possibilità è una conversione del cuore … ed è compito educativo non facile.

Preferisco da sempre (e sento di esser loro più vicino) i giovanissimi irrequieti, sbruffoni, spacconi, vivaci, … Mi danno tristezza e sofferenza i giovanissimi più chiusi in se stessi, indifferenti in apparenza, incapaci di buttarsi, bloccati nell’esprimersi … So che questo dipende dal modello di uomo che ho in testa: dalla mia storia personale innanzitutto e da come vedo Gesù (che per me è il folle, non corretto, l’incontenibile). È evidente che voglio più bene a …

Intanto i nostri adolescenti crescono … chi vorrà loro bene per quello che non sono ancora?

Il gruppo “quasi tutti” si trova per dare valore alla propria sessualità, bene da scoprire, accettare, condividere, restituire. Peccato siano in pochi in questo periodo (sarà la scuola che li stressa troppo).
Il gruppo “1994” prosegue cercando di approfondire il vocabolario di quest’epoca della storia che esprime e nega contemporaneamente quanto dice.
E il gruppo post-cresima si impegna (è davvero un impegno, e che fatica) a comporre la trama di un altro percorso televisivo … da rappresentare poi con uno spettacolo.

C’è posto per tutti … ma nessuno è obbligato per punizione a crescere ed essere se stesso!

Gianmaria scj

gianmaria.piazzalunga@dehoniani.it

Dio ricomincia …

Dio ci riprova, senza ripetersi, con la pazienza che solo Lui ha, a riaffacciarsi sulla scena di questo mondo con un segno: “Un bambino … deposto in una mangiatoia”. È scritto nel vangelo di Luca.
È evidente che vuole tornare a giocare e giocarsi con noi, da piccolo bimbo, e a farsi mangiare (per amore) da noi, come cibo per una vita felice.
Questo Dio, che Gesù avrà modo (nel nuovo corso dell’anno 2011) di raccontarci con parole e gesti e affetti, è ancora da scoprire, da capire, da conoscere, da lasciare crescere, da affidarsi, …

Per questo prosegue il cammino dei nostri gruppi (al centro del nostro incontrarci c’è Lui) e il Natale è l’occasione, in forma giovane, di dirci che cerchiamo il suo Volto, la sua Luce, la sua Parola, la sua Gioia, … Troppi doni? Continua così Dio, ne abbiamo davvero bisogno!!!

Nel post-cresima c’è voglia di spettacolo … e allora ci si prepara. Dire di più? Vedrete, vedrete.

I “quasitutti” ci sono e non ci sono, si imboscano e ritornano (il ritorno è in se stessi, soprattutto) nel tentativo di dare forma e colore alla loro umanità che preferiscono mantenere sfocata, confusa, non sbiadita, per ora …

I “1994” sono un po’ più disponibili a raccontarsi e ridere di se stessi … fa bene al loro sorriso e a chi li guarda

A tutti loro, a voi che leggete, ai genitori che (ricominciano come Dio) ogni giorno a prendersi cura dei figli, un augurio di guardare il segno, unico, del Natale (il bambino Gesù) e di accogliere l’Amore che può portare ognuno a generare ciò che ancora non c’è … oggi quello che è già domani.

Gianmaria scj

a novembre ... che si fa?

È di recentissima pubblicazione il testo della CEI (Conferenza Episcopale Italiana), per il cammino pastorale da qui al 2020 (abbondiamo in programmazione!), dal titolo “Educare alla vita buona del Vangelo”. E ci voleva proprio per ribadire che è ancora e sempre tempo di prendersi cura dei “più piccoli” (termine che torna spesso nel Vangelo).
Lo scorso giovedì, ritrovo alle 19,00 e poi si va oltre …, siamo andati (con i giovani adolescenti delle superiori) in parrocchia a Precotto, a due passi da qui, per ascoltare, e divertirci, con Paolo Pastori (attore comico, fisarmonicista e autore di canzoni per bambini, fa teatro e cabaret da 20 anni, fondatore del Teatro D’Artificio con Roberto Abbiati e Bano Ferrari, ha fatto parte del cast di ZELIG dal 2000 al 2003 nella formazione dei "MarteSana IN Corpore Sano" con Bisio, Oreglio, Ale&Franz) … è stato fantastico!
Due interventi, il primo scritto, scritto bene (ma forse ancora un po’ in “clericale”), il secondo umano e fatto di parole comuni (anche di “cazzo” … quando ci sta).
Direi che il secondo intervento ha inciso sui “piccoli”, e pure sui grandi. Il primo intervento … va meditato e mediato (spero non troppo), e il tempo passa e l’educazione rimane “emergenza”.

Intanto il cammino dei nostri (“quasi tutti” & “1994”) prosegue …
Da un parte cresce la fame (la pizza era proprio una particola alla cena di Precotto) e l’esigenza di sfamarsi attraverso anche i nostri incontri che hanno fatto riconoscere un po’ a tutti che amici … bisognerà diventarlo!
Per l’altro gruppo c’è esigenza di bere (una coca cola da due litri viene scolata ad ogni incontro dai pochi presenti) e quindi immagino che dovremo offrire qualcosa di più fluido per i prossimi nostri incontri che sono opera di alfabetizzazione del linguaggio della vita.

E poi? Ah, dimenticavo i ragazzi di III (e fra un po’ quelli di II) media (ma possono stare in queste pagine che parlano di giovani, loro che sono ragazzi? nel dubbio intanto scriviamone) che si ritengono già grandi attori e coreografi e artisti e giornalisti e musicisti … l’entusiasmo non manca: per questo è bello ritrovarsi il giovedì dalle 17,00 alle 18,00.

Scorre la vita e le persone la rincorrono, inciampano, cadono, si rialzano, si vogliono bene, … e in tutto questo scorrere di abbondanza e di limite continuiamo a cercare di non far danni (grazie alle animatrici, sono davvero coraggiose) e trovarci per condividere le speranze di un futuro che è già qui: dipende da come lo affronti, con dei bei pensieri … o con tutto te stesso. Educare non è proprio raccogliere tutti i pezzi della nostra umanità e buttarsi avanti, di cuore, con fiducia?
Al resto pensa lo Spirito di Gesù Cristo … alleluia !!!

Gianmaria scj

gianmaria.piazzalunga@dehoniani.it

PRONTI ? VIA !

Sono contento perchè si ricomincia: con questo prossimo mercoledì 13 e giovedì 14 ottobre 2010 sarà davvero avviato il cammino dei gruppi giovanissimi qui in parrocchia a Cristo Re.

Dare il via al percorso, che non è più catechesi ma già mistagogia [ndr.: non sto a spiegarvelo qui, ne parliamo in altra occasione], mette sempre in apprensione: "cosa facciamo?"; "verranno? e quanti verranno?"; "siamo a sufficienza?"; "come facciamo per animarli?"; "da dove partiamo? quali temi affrontiamo?"; ...

Ci siamo ritrovati come animatori [animatrici soprattutto] e abbiamo accettato di buttarci, felici di esserci, con i nostri limiti e il tempo che abbiamo, per questo servizio. Animare ed educare chiede un po' di incoscienza, non si è mai bravi abbastanza e non si hanno tutte le forze sufficienti [un genitore non aspetta certo di essere "preparato" per avere figli]. Un fattore è importante in questo compito: non siamo noi che facciamo crescere ma sono i giovanissimi [i figli] stessi che, in ralazione con noi, si fidano, si affidano a noi, e vogliono crescere cercando di capirne di più di se stessi, dell'amicizia fra loro, di cosa centra Dio nella loro vita, di come poter amare senza farsi male, ... Quindi non è solo attività nostra ma è attività stessa della Vita.

Solo il prendersi a carico questi desideri, queste attese, fa battere il cuore a mille ... si è contagiati dai giovanissimi che si ritrovano nei nostri incontri e non diventa più un peso esserci a cercare con loro una luce, dei segni di ciò che è prezioso oggi.

Quest'anno abbiamo due gruppi, così ribattezzati: i "QUASI TUTTI" e "1994". In entrambi i gruppi ci sono grosse individualità [ndr.: vuol dire che OGNUNO è un TESORO :-) ] e in ogni gruppo c'è passione per la Vita!

Speriamo davvero di non deluderli e di festeggiare con loro, presto, la loro maturità umana come traguardo sereno di un cammino dove non si è smesso mai di volersi bene!

Grazie ai giovanissimi che vorranno esserci ... e grazie alle animatrici che sono disposte a condividere la loro persona con loro, nello stesso percorso di fatica, di gioia, ...

Gianmaria scj

MA QUALI VACANZE !?!

Ormai giunti al mese di settembre corrono voci in parrocchia: “Si ricomincia !”
Permettetemi di dire che è un grossa stupidata …
È che siamo troppo convinti che il “lavoro” di Dio lo facciano i nostri incontri e le nostre catechesi e le nostre liturgie. Per cui quando vai in vacanza dalla parrocchia anche Dio va in vacanza da te?

Ma andiamo avanti … la prossima estate siete avvisati: Dio non vi molla … e voi Lui lo abbandonate?
Il sole dell’estate ci ha illuminati e ha dato a ciascuno di noi, soprattutto ai giovani, occasione di lasciarci saldare da lui. Fa bene sentirsi coccolati dalla sua frequenza d’onda. Oltre che dal sole ci siamo lasciati scaldare da Dio? Non preoccupatevi: Lui scalda pure d’inverno :-)

Mi rivolgo a voi giovanissimi ora: per condividere questa calorosa presenza, anche per i più raffreddati e facili al congelamento ci ritroveremo a breve a condividere, con una serie di incontri, quanto è importante questa relazione di fiducia e di spirito … caldo.
Con le animatrici stiamo studiando i percorsi e al buon Dio, che è Madre e Padre, affidiamo il clima familiare di ogni incontro perché ciascuno possa trovarsi a proprio agio, senza sentirsi pre-giudicato … solo accoglienza e ascolto.

Per i “grandi”: forse sapete già quanto bolle in pentola, nella vecchia e logora pentola della chiesa sempre in ebollizione e sempre capace di offrire un buon minestrone caldo a chi vuol digerire le ultime novità del mondo, circa la questione educativa. Si ripete, si grida: “Educare è necessario!”
Ci proviamo con serietà a concretizzare allora questa “sentita” esigenza?
Noi qui in parrocchia avremo un appuntamento con coloro che lavorano/collaborano in oratorio sul versante dell’animazione/educazione delle varie persone giovani che passano …
Se sei, se siete come famiglia o gruppo, interessati, o meglio disposti a non continuare da soli ma pronti a condividere (in rete, si dice oggi) il vostro modo (e perché poi quel modo e non un altro?) di educare ci diamo appuntamento per il pomeriggio della domenica 17 ottobre. Non mancare, non mancate … le vacanze sono finite!!!

Gianmaria scj

gianmaria.piazzalunga@dehoniani.it

 

... ESTATE 2010

È tempo ... di "vino nuovo in otri nuovi!"
Non sono parole mie, è il grande Gesù, che ne sa  tante (lui è il mio Saggio preferito) ed è sempre pratico, che le ha pronunciate.
In questo periodo, alla fine del cammino con i giovanissimi di Cristo Re, in vista ormai della settimana al mare (per chi ha voluto esserci … non è un premio ma un’occasione di crescere insieme), sento queste sue parole necessarie: sono una valutazione del passato e insieme una luce per dirigersi nel futuro.
È stato bello poter gustare il vino nuovo offerto varie volte dai nostri giovanissimi incontrati nei momenti di ritrovo che ci sono stati quest’anno 2009 e 2010 …
È bello poter davvero constatare che hanno un ricchezza dentro oltre ogni capacità di contenerla (a qualcuno preoccupa la cosa? personalmente sono fiducioso) …
È bello potersi permettere con loro di trovare strade nuove per dar vita a queste loro energie che potrebbero rimane assopite per sempre (e la fede dove v’è? come cresce? dove si rigenera?) …
È bello che con le animatrici (un GRAZIE MILLE a loro!!! Grazie Anna Maria! Grazie Chiara! Grazie Maria Lidia! Grazie Irene! … con bacio accademico) ci sia stato modo di trovare schemi di incontro debordanti il vecchio consueto modo di fare post-cresima …
In tutto questo lo Spirito ci ha aiutati tanto, e continueremo a farci spingere dalla sua creatività d’amore!
Ok il vino nuovo c’è, ma gli otri nuovi?
Questa questione rimane aperta perché non possono essere fabbricati altrove, dall’esterno, senza prendere le misure della quantità e della qualità del vino che qui ora c’è …
Inutile trovare soluzioni a tavolino come alcuni cercano di fare scrivendo ottime pagine adatte a tutti e nessuno.
Ripartiamo allora dal vino, per comprenderlo meglio, per apprezzarlo, per stimarne il boccato, per rallegrarci della sua perlatura fresca e giovane …
Questo buon “vino nuovo” non può maturare subito proprio perché ancora troppo in fermento, non deve invecchiare già in bottiglie etichettate, deve travasarsi in otri nuovi ed il migliore e sempre nuovo contenitore di vita è Gesù. Lui sa indicarci come non perdere niente e nessuno di queste fragili ma vivaci nuove esistenze. Gentile Oste, allora, illustraci il tuo metodo!

I gruppi hanno concluso i soliti incontri settimanali durante l’anno … e si stanno dando all’estate!
C’è stata pure l’abbondante festa della sagra. In molti, compresi i giovani e giovanissimi, a godersi i momenti preparati per stare insieme …
Un po’ di cronaca, necessaria:
. il gruppo dei “piccoli” avranno un appuntamento, un momento, forte sabato 12 giugno, con la “professione di fede”. Alla celebrazione eucaristica della sera, ore 18,30. Un gesto concreto, che è pure testimonianza, del proprio credere in Gesù Cristo. Poi siano felici!
. il gruppo dei “medi” negli ultimi nostri incontri hanno viaggiato parecchio (on the road!) e sono stati spesso presenti alla sagra per ingrassarsi di patatine o crepes alla nutella … Auguro loro di continuare a muoversi, senza sentirsi bloccati dalle paure, proseguendo (in giro per l’Italia in questo periodo di vacanze) la loro ricerca di autenticità!
. il gruppo dei “grandi” si sono lasciati coinvolgere (sarà stata la birra della sagra?) nel servizio per i più piccoli all’oratorio estivo … e poi nella settimana insieme al mare tutta da costruire. Sono bravi, che dire, avanti così e anche meglio!

A dopo l’estate … il vino c’è, è buono, è nuovo. L’Oste sarà ancora con noi. Ci ubriacheremo ancora!!!

Gian scj

Abbiamo un SOGNO! ... e il vostro?

Questo è il periodo migliore per sognare: o ci si lamenta invecchiando o si rimane giovani volando nel futuro! È un periodo fecondo anche se molti in maniera lugubre continuano a infastidirci con le più pessime previsioni per spegnere ogni speranza.
La differenza fra il vecchio e il nuovo sta qui: sto sognando o ho smesso si sognare?
Ognuno domandi alla sua storia, io mi trovo (con altri, lo so) a sognare il meglio che viene e che verrà. Se poi attingo dal vangelo non leggo altro che di cose nuove e stupende che sono riservate a coloro che amano … e allora? Ama e sogna anche tu! Unisciti a noi e sii giovane.
Unisciti a Gesù, a Maria, a Giuseppe, a Giovanni, a Francesco, … ma quanti sono?
E non è roba del passato! Ci sono dei grandi sognatori anche oggi … leggi: “Il sogno di Dio. La Chiesa delle beatitudini”, di Olivero Ernesto.
Se hai tempo trovi un sussidio della P.U.M. in rete dal titolo: “Gravidi del sogno di Dio”.
Questo il link:
http://www.pum.operemissionarie.it/images/materiale/x%20e-mail%20sussidio%20PUM%282%29.pdf

Educare è oggi sostenere questo splendido susseguirsi di sogni che cambia la nostra umanità, le da un volto di pace, la riveste di gioia, le da un cuore sereno, …
Mi domando spesso se so essere animatore di sogni o spengo il fuoco delle attese. Purtroppo noto che questo modo di interagire con i giovani deve ancora migliorare per chi vorrebbe, come chiesa, essere dalla parte dei giovani. Non scuso chi li prende in giro, è una stupidata (per non usare altri termini che possono offendere stilisticamente questo bel sito della parrocchia) dire che sono al centro dei nostri interessi come comunità e poi viviamo di antiche liturgie e di vecchi ricordi, di messaggi trasmessi senza affetto, di impegni che devono essere solo compiuti …
La preghiera ci aiuti a tornare a sognare, in modo vero, il Regno di Dio che è tanto lontano dal abitudine monotona del ripetersi umano. La relazione con Gesù ci insegni la sua creativa passione per incontrare le attese dell’uomo, dei giovani, d’oggi.
Faccio la predica? Sì, me lo posso permettere … e voi potete anche non stare ad ascoltare. Chi vuole condividere mi può incontrare :-)

Intanto prosegue il cammino dei gruppi dei giovanissimi di Cristo Re e dei lontani dintorni.
I giovani qui sognano … e si divertono! E allora diamo loro tempo e spazio e ci raccontino come vedono e voglio il futuro del nostro essere persone che si fidano di Gesù e crescono con lui oggi.
Recentemente con i “piccoli” abbiamo avuto un incontro (in clausura) con suor Maria Chiara che così poi ha voluto scrivere ai giovanissimi … (traggo questi pensieri da alcuni passaggi delle sue lettere di risposta):
“Ciascuno di noi è attratto da qualcosa, ha desideri, sogni … e più si gioca la libertà nella scelta. A volte si resta soli perché non si incontra qualcuno con cui condividere la vita, o non ci si accorge, o non si riesce ad aprirsi …”
“La felicità la proviamo quando troviamo ciò che cerchiamo, quando facciamo ciò che il nostro cuore desidera profondamente.”
“È vero, quando si sceglie una cosa, se ne lasciano altre. Ma se si sceglie quello che si desidera si è felici.”
Grazie a te, suor Maria Chiara! Continua a sognare e insegnaci come continuare a farlo noi.

I gruppi, dicevo, proseguono la loro vita …

I “piccoli” sono preoccupati, anche se il termine non lo usano ma lo vivono, del loro essere persone di fede, persone che si fidano di Gesù. Ma come? Questa è la domanda che attende una nuova risposta che non sta nelle vecchie formule del catechismo, la trovi nelle infinite pieghe dell’esistenza … come una caccia al tesoro mai finita. Mi raccomando non fermatevi!
I “medi” invece sono già molto più propensi al viaggio … vero? Li abbiamo fatti cercare la chiave che aprisse e liberasse i miei piedi e in una serata ce l’hanno fatta.
Si vede pure che loro sognano di più … e per questo, trovando varie volte persone ormai ferme agli solo alle cose, agli oggetti e alla materia, sono depressi. Non ditemi che è colpa loro!
I “grandi” impegnati come animatori (la maggior parte) per il prossimo Oratorio Estivo 2010 e quindi si preparano … Il tema di questa estate è SOTTOSOPRA! Sarà per loro un avventura fra terra e cielo, fra fatica ed entusiasmo, fra gesti e emozioni, … Mi auguro che possano scambiare più e più volte le posizioni, sovvertire gli schemi, ribaltare le emozioni, rinnovare il desiderio di toccare il cielo stando per terra, per scoprire che basta un sogno per cambiare la realtà.

Vi assicuro che non è il sole che mi fa scrivere tutto questo … siamo ormai prossimi all’estate ma qui a Milano piove sempre, piove solo :-)

Gian scj

FACEBOOK – Gianni Piazzalunga (con la foto di quando ero bimbo)

PS organizzatevi giovanissimi per la settimana dal 11 al 18 luglio … siamo a Cattolica!

 

"Solo l'Amore vince la morte.

Chi ama non muore perchè si dona!

E vive nell'altro ... o meglio: vive in Dio per sempre!"

David M. Turoldo

 

E' PASQUA! ... prodigioso spazio di Vita, nella mia vita, nella tua vita, nella nostra vita. Se solo riuscissimo a donarci, se solo aprissimo il nostro cuore all'Amore.

I gruppi adolescenti, o giovanissimi (mi piace di più questa parola e non perchè sia mai stato appartenente all'Azione Cattolica che usa questo termine), hanno goduto di un ulteriore assaggio di Cielo per poi vivere questa festa in posti e spazi che solo loro sanno, loro conoscono ... forse più avanti ci racconteranno

Ultimamente con i "piccoli" siamo stati spesso in tour: cercando persone che ci raccontassero cosa significa per loro pregare. Mi è piaciuto, ma non solo a me, l'incontro con suor Chiara, del monastero di Gorla (pronunciato alla milanese, con la "o" apertissima). Lei ci ha detto della sua libertà, chiusa fra quattro mura per sempre, a pregare per chi, come noi, è in cerca di Dio, del suo volto di Padre.

Con il gruppo dei "medi" siamo più fisici, legati al corpo. Che ne faccio del mio essere sessuato? E' il tema dei nostri recenti incontri ed è bello scoprire che ... non posso che farne dono! Non dobbiamo vergognarcene, avere passioni e voglie e bisogni è parte integrante del nostro essere umani. Non dobbiamo nasconderci: aprire il proprio cuore ad un altro è più difficile che mettersi a nudo ma è questo il segreto per stabilire legami che non sono solo "uso e getto" il tuo corpo (e con il tuo corpo butto via anche te!).

I "grandi" penso siano tanto ma tanto avanti quando capiscono che Dio può essere inutile se è solo strumento per risolvere i problemi della vita: per quello oggi c'è altro. Gesù è vicino a noi non per fare miracoli (anche se ogni tanto pure lì fa) ma per stare in relazione con noi, qualunque cosa accada, e per dirci che ci stima, ci da fiducia, ci vuole liberi, ci attende maturi e capaci di stare in modo critico dentro i casini dell'esistenza. Tutto parte dagli episodi della serie televisiva di don Matteo (forse li guardi anche tu?) dove si vede come basta una parola, piccola e magari pronunciata a mezza voce, attingendo dal vangelo, per dare luce al cuore. Questo è pure il prete che mi chiedono di essere ... spero di farcela, se sbaglio correggetemi :-)

Ancora buona Vita ... il nostro cammino continua, che anche il vostro vi porti verso la Gioia!

Gian scj

 

 
QUARESIMA 2010 a CRISTO RE

Ciao, è ora di goderti il Cielo ... approfittane in quaresima, il Cuore del Padre è aperto!

Nel recente festival di Sanremo (che vi assicuro non ho seguito) ho trovato, e raccolto, i pensieri di questa canzone:

NON E’ UNA CANZONE di Fabrizio Moro
Questa è la mia vita non è una prigione perché la mia vita è una grande occasione
Questa è la mia vita non è una canzone. La la la …
Faccio fatica a fare quello che voglio, faccio fatica ad esprimermi al meglio
Sono trent'anni che mi sento dire che prima o poi qualcosa dovrà cambiare
Ho fatto ogni lavoro per rispettare un equilibrio etico politico sociale,
economico poetico giusto e culturale, per dire la mia per farmi rispettare
Ma niente hanno cercato di manipolarmi i sogni, le speranze le mie idee il fisico e la mente
Dopotutto sono un uomo e come l'animale segue l'animale più grande
Io dovrei seguire chi ha il potere di decidere per me e poi mi lascia in mutande
Questa è la mia vita non è una prigione perché la mia vita è una grande occasione
Questa è la mia vita non è una canzone. La la la …
Faccio fatica a trovare un pretesto, faccio fatica ad essere onesto
Vivo in un'ipotesi esistenziale, sono condannato all'evasione fiscale
Comunicare comunicare, questa è la parola in cui confido per salvare
Una generazione forse anche due forse tre, ogni uomo deve comunicare,
per resistere davvero per capire l'emisfero, per non sentirsi solo amare terra e cielo
E trovare le parole per esprimere un disagio
Un'emozione una paura che anche la paura più grande
Può svanire se trovi la forza di difendere il tuo pensiero
Questa è la mia vita non è una prigione perché la mia vita è una grande occasione
Questa è la mia vita non è una canzone. La la la …

Io sono libero di dire di fare quello che mi pare
Io sono libero di dire di fare di vivere amare tornare e andare lontano da te
Questa è la mia vita non è una prigione perché la mia vita è una grande occasione
Questa è la mia vita non è una canzone. La la la …

Questa è la mia vita non è una prigione
Questa è la mia vita non è una canzone
La la la la la la la la la la

Non mi ero dato ancora una canzone che potesse accompagnare questo periodo di ricerca di ciò che conta, di autenticità, … e ascoltando questa mi son detto che poteva fare al caso mio.
Questa sarà la canzone della mia quaresima. Forse non vi interessava saperlo? Oppure non avete ancora rintracciato la vostra e vi sembra inutile cantare la vita su una base musicale per darle un ritmo, per darle delle passioni, per darle dei sogni … Nell’ambiente dei giovani non si vive senza ascoltare musica. Serve a distrarsi, forse, serve a esprimere ciò che ancora le nostre parole non riescono a dire, serve a stare dentro il cuore delle passioni condividendole con altri, serve …

Nel frattempo i gruppi dei giovanissimi hanno ancora il coraggio di ritrovarsi in parrocchia e di proporre “nuove” canzoni di vita.
Il gruppo dei “piccoli” riuscirà a organizzare ben due pomeriggi, di domenica, con le signore anziane, della casa di riposo, facendole tornare, con la musica degli anni 50 & 60, alle loro passate gioie (non vogliamo immalinconirle, ma aiutarle ad esprimere gratitudine).
Il gruppo dei “medi” c’è e non c’è, come quelle canzoni che vengono composte dai mille gruppi rock di questa stagione degli anni 2000. Sono musiche e testi che puoi ascoltare una volta, quella volta, la volta dopo il ritmo e il testo sono altri, sono modificati … troppo in fretta si muove la canzone, si muove l’esistenza. Quando però ci sono, i giovanissimi del gruppo “medi”, si fanno sentire. Ci piace sia così.
I più “grandi” stanno approfondendo, stanno specializzando i loro gusti musicali … anche se non ho ben ascoltato quali siano. I nostri incontri viaggiano quest’anno sulle immagini e perciò mi perdo il loro gusto sonoro. Così Marco, il chitarrista, deve suonare ciò che la liturgia della domenica gli impone, mentre potrebbe pur permettersi un passaggio strumentale solista alla Mark Knopfler.

È quaresima e si tratta di trovare la musica adatta per spingere il proprio cuore ad assumere altri ritmi, almeno per provare, almeno per cambiare, …
In quaresima il tempo lo può dare lo Spirito, se uno si fida, e lui può condurti, con passo personalizzato (perché è maestro di grande pazienza), dove vuole lui per farti vedere ciò che ancora non vuoi vedere, per farti prendere posizione dove ancora non hai deciso.
Pure a Gesù è toccato lasciarsi trascinare dallo Spirito, se non avesse accettato ora non potremmo credere in lui e nel Padre e la sua triste nenia di morte non sarebbe diventata il gioioso canto della risurrezione.
Come già suggeriva, tanti e tanti anni fa, sant’Agostino, auguro a tutti per questa nuova quaresima: “Canta e cammina!”

Gian scj

UNA PAROLA PER UN SOGNO … il film

"La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati. La nostra paura più grande è che noi siamo potenti al di là di ogni misura. E’ la nostra luce, non il nostro buio ciò che ci spaventa.
Ci domandiamo: “Chi sono io per essere brillante, magnifico, pieno di talento, favoloso?”.
In realtà, chi sei tu per non esserlo? Tu sei un figlio dell’Universo. Il tuo giocare a sminuirti non serve al mondo. Non c’è nulla di illuminato nel rimpicciolirsi in modo che gli altri non si sentano insicuri intorno a noi.
Noi siamo fatti per risplendere come fanno i bambini. Noi siamo fatti per rendere manifesta la gloria dell’universo che è in noi. Non solo in alcuni di noi, è in ognuno di noi. E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, noi, inconsciamente, diamo alle altre persone il permesso di fare la stessa cosa.
Quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri."

 

Ciao!

Facile dirvi che i gruppi continuano a trovarsi, con la solita cadenza degli incontri settimanali, ma con la novità di movimentare sempre più relazioni e superare paure (come quelle di cui parla il testo citato sopra tratto dal film che abbiamo visto con il gruppo dei medi). Ogni volta succede ci sia casino (passatemi il termine, caos è più da adulti), non è un prenderci a pugni o superare delle prove corpo a corpo, o urlare scalpitando ... però è sempre gran battaglia: il gruppo dei più piccoli è fatto di battaglie verbali (a chi si fa più sentire), il gruppo dei medi è uno sifdarsi reciproco ( a chi è più figo), il gruppo dei grandi è sulla difensiva (per accogliere o non accogliere le nuove proposte della vita) ... Ottima cosa sia così, ci mancherebbe che fare animazione fosse un momento di relax ! (il sogno segreto di qualche animatore?)

Così, sono convinto, si cresce. E' proprio così, "rompendosi" reciprocamente fra di noi, che siamo costretti a tirar fuori il meglio, e il peggio, di noi. Nei nostri incontri trattiamo insieme le cose, non dimentichiamo il meglio ne il peggio di noi e ci confrontiamo su questi aspetti. Cerchiamo di trovare i mezzi personali per gestire la libertà nelle scelte di tutti i giorni. Le regole del rispetto sono quelle che qualificano la nostra sfida, devono esserci e devono essere apprese, il resto viene da sè. A ben pensarci queste regole mancano nelle battaglie dei grandi perchè lì non è permesso giocare, ma per esigenze di economia mondiale, quello che fai non è più tuo ma deve stare dentro le regole del mercato.

Nei gruppi, come li stiamo vivendo ora, possiamo invece provare a essere quello che ancora non siamo. Nel caos ci è dato, è dato a ognuno, di brillare e di percepire che significa andare oltre la paura di perdere la faccia per scoprire aspetti nuovi di sè che solo così puoi manifestare ... con cura li puoi quindi raccogliere, il gruppo e qualcuno più grande (animatore) ti può dare una mano con affetto per definirti e essere diverso e più bello di qualunque altro ... e puoi trovare il modo di definire gli altri attorno a te come persone libere, almeno nel cercare se stesse (perchè sai che è la cosa che conta di più).

 

Gesù aiutaci a crescere insieme senza fare troppe stupidate. Insegnaci cosa vale di più dentro di noi, fa' venir fuori da noi il desiderio di essere uomini e donne davvero felici, persone innamorate della Vita! Stacci vicino perchè non smettiamo di aver fiducia e stima di noi e degli altri e sappiamo amare senza paure.

 


 

NATALE 2009 ...
ancora Dio con noi, per sempre !

La Luce … è la Luce!
Questa invocazione, questa attesa, è stata fatta propria dagli adolescenti che si sono ritrovati insieme per un momento di veglia: era lunedì 14 dicembre, alle 19,30, e già ci rallegrava la gioiosa festa del Natale.

I giovanissimi, dai 14 ai 17 anni e oltre, c’erano. Con loro anche il caos, ma c’erano. È stato un momento piacevole, a volte divertente e chiacchierato, ma certo ha trasmesso quanto Gesù ci voleva far apprezzare del suo Natale.

Da lì riparte il nostro cammino che si da tempo, con le vacanze natalizie, di fermarsi a godere di nuova luce ... Speriamo di crescere bene e meglio, le possibilità non ci mancano. Ognuno sa portare, ai nostri incontri, se stesso, del suo meglio e lo sa mettere in circolo.

Un augurio a tutti perché Gesù sia davvero luce: smettiamola di fidarci di noi e del nostro buon senso, sia Lui il cuore caldo delle nostre scelte, che ci portino gioia interiore e vera pace.
Arrivederci al prossimo anno ... che ci è donato!

Gian scj


… novembre 2009

Proprio l’altro giorno la ricca e abbondante Parola di Dio della strana liturgia ambrosiana, in questo nuovo avvento 2009, mi pone sotto gli occhi, per poterlo far entrare nel mio cuore, questo testo del vangelo di Matteo al capitolo 9, versetti16-17. Dice così Gesù: “Nessuno mette un pezzo di stoffa nuova sopra un vestito vecchio; perché quella toppa porta via qualcosa dal vestito vecchio e lo strappo si fa peggiore. Neppure si mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti gli otri scoppiano, il vino si spande e gli otri si perdono; ma si mette il vino nuovo in otri nuovi e l'uno e gli altri si conservano.”
Parole adatte per i giovani? Parole pensate per i più anziani? Oppure volute per entrambi per suggerire a ciascuno un percorso che sia novità, autenticità, liberazione dal “vecchio” per poter gioire del “nuovo” che è Gesù dentro la nostra storia personale, noi che facilmente ci corrompiamo senza di Lui.
Può stare insieme ciò che è vecchio con ciò che è nuovo? Gesù sembra escluderlo, come lo esclude la materia di cui è fatta la nostra vita, come lo esclude qualsiasi spiritualità che voglia condurci a trovare noi stessi e Dio. Come chiesa, comunità che crede alle parole di Gesù dovremmo trarne le conseguenze. Per noi preti poi è facile chiedere ai politici, agli insegnanti, a chi opera nel sociale in vari ambiti, ai medici, … di essere preparati e attuali nei loro interventi, nelle loro proposte. Salvo poi non occuparci troppo delle nostre “robe vecchie” che fanno cogliere la religione cristiana come antiquata, per nulla attenta ad assumere modalità nuove nel proporre, e concretamente vivere, la fede.

Ed eccoci qui allora a provare e riprovare con i giovani di oggi a far gustare loro un messaggio, una parola che è nuova ogni volta che l’ascolti, come succede quando lasci entrare dentro quello che dice Gesù, che ben si adatta alle “nuove” generazioni. È vero che la forma dei nostri riti e i concetti dei nostri dogmi sono stantii, ed è quindi difficile trovarvi dentro la novità dell’annuncio di salvezza per noi in quest’epoca, ma pure i giovani non sembrano in questo tempo storico ancora disposti a produrre un ambiente nuovo, uno stile giovane, uno spazio libero dove porre in atto la novità del vangelo.
Ciò che è posto saldamente lì in mezzo, dentro l’esistenza, è certo la novità di Gesù. Lui non passa mai, eterno dei giorni, stupisce ogni volta e sorprende, meraviglia che si rinnova.
Fra noi ci sono purtroppo contrapposizioni reciproche che impediscono alle generazioni di lasciare crescere gli uni, i giovani, con una considerazione benevola del loro essere novità critica alla fede, e di lasciar condividere gli altri, gli anziani, con un non saggio riconoscimento del loro essere maestri di vita per la fede.
Occorrerà tornare all’essenziale per ogni generazione. E l’avvento ci porta lì, a preparare la nascita e rinascita di ciascuno di noi in Gesù.

Intanto proseguono gli incontri dei gruppi adolescenti in parrocchia …
Il numero di partecipanti a questi nostri momenti di condivisione è piccolo, poca cosa in confronto ai tanti che non ci sono, ma questo non è il problema. Chi va in parrocchia non può dirsi più sano e salvo di chi non la frequenta :-)

I piccoli, sono i più nuovi materialmente parlando, si stanno godendo la possibilità di stare in oratorio sostenuti da alcuni genitori volenterosi e responsabili. Nell’incontro del lunedì, con inizio alle 19,30, ci troviamo anche a parlare di questa loro esigenza di fare oratorio.
I medi, appuntamento alle 20,30 del giovedì, sono generazione a sé, gli altri non sono come loro: belli e dannati insieme. Felici di esserci ma simpaticamente provocanti, in attesa che siano realmente presi a cuore.
I grandi sono superiori, superiori alla realtà, alla legge, alla giustizia, … i nostri ultimi incontri, venerdì alle 20,30 ci si trova, dimostrano questo. Hanno già forse preso da noi adulti il “vecchio” indifferente modo di guardare la vita? Occorrerà ancora versare vino nuovo … forse fino ad ubriacarsi, dato che l’otre giovane non è ancora regolato, ma la certo tornare alla novità di Gesù anche per loro non può che produrre fede più autentica.

Auguri a tutti noi: rimaniamo nuove creature, o almeno lasciamo che Lui ci rinnovi!
Gian scj

© animavifecriremi 2009


… ottobre 2009

… E COSI’ PROSEGUIVA IL CAMMINO NELLA SELVA, CERCANDO NELLA SONORITA’ CHE QUELLA NATURA OFFRE LA ECO DELLE NOTE CHE IL PIFFERAIO MAGICO LASCIO’ IN QUELLA VALLE FATATA ANTE A UN QUINTO DI LUSTRO.
D’UN TRATTO S’OSCURA IL CIELO, SCROSCI DI LAMPI ODE LA VILLICA TRIBU’, SOFFIANO GLI ALIESEI E SPINGONO LO BRANCO VERSO SCONOSCIUTA DIMORA.
ABBRACCIATI DI OSCURI ARTI SILVANI CONTINUANO L’INCEDERE X RAGGIUNGERE LO MITOLOGICO LOCO DA NUMEROSI SOVRANI AGOGNATO MA DA POCHI IMPAVIDI RAGGIUNTO, NE’ DA ALCUN MORTAL DOMATO!
D’IMPROVVISO ODE LA TRIBU’ UN’ANCESTRALE SUONO, MA SPERANZOSA ESSA SI ACCINGE A SEGUIR LA ECO DELLE AFFASCINANTI NOTE, ANELANDO DI TROVAR COSI’ LA VIA ALLA PIU’ VOLTE DECANTATA MESSA DIVE SPIRI.
RISUCCHIATI DAL TURBINIO DEI VENTI SEGUONO ADESSO IL RISONANTE RIO CHE POSA LE SUE ACQUE DINANZI AD UN MANIERO …
BUSSARE O NON BUSSARE, ENTRARE OPPURE ANDARE, SI GUARDANO, S’INDAGANO TRA LORO, MA VINCE IL DESIDERIO DI RIUNIRSI A CHI DA TEMPO SI ANIMA NEL CULTO DELLO MESSAGGIO, DELLO DIVERTIMENTO E DELLA SPIRITUALITA’.
BUSSARE O NON BUSSARE … SI’, LORO BUSSARONO !!!

(ringrazio ancora MicPic x questo testo)

Qualcuno ha “bussato” …
E abbiamo così cominciato i nostri incontri per adolescenti e giovani …
Chi c’è? Possiamo dire i migliori? No, i presenti non sono migliori degli assenti … solo hanno voglia di trovarsi e perder tempo insieme nella fragile e tormentata esperienza della vita.
Ci si diverte? Venite e vedete …
Bisogna ascoltare delle prediche? :-) Purtroppo c’è solo il caos delle voci che si sommano, si rincorrono, si accavallano, … insomma il caos giovane!
E che interesserà questo a Gesù? Non lo so ma penso che siano anche fatti suoi :-)  … lui che è entrato nella nostra vita e ogni spesso vuole dire la sua (sempre delicato, ma sempre attento a non lasciar perdere occasione per ricordarci che …) “Che …”? Chiedilo a lui (sarà la tua preghiera) cosa vuol ricordati … io ho poca memoria ;-)
Ma torniamo a noi miseri mortali in cerca d’infinito …

Proprio nel recente incontro i ragazzi più piccoli (perdonate la parola, siete comunque grandi dentro) si sono accaldati a parlare di oratorio … desideri e attese per viverlo in forma più sentita e bella. Il nostro percorso ci ha per caso fatto parlare di questo, non stavamo divagando … il grande e gioioso santo Filippo Neri anni fa aveva le idee chiare circa il come fare e stare in oratorio.
A proposito: lunedì 2 novembre ci si vede col gruppo a gustare il film “State buoni se potete” che è racconto sul santo … come non l’avete mai visto (per gli appassionati si trova un assaggio su you.tube).

“Ma ai giovani interessa ancora un discorso su Dio?
Cioè il giovane “normale”, quello che studia e lavora (e magari non studia e non lavora), quello che cerca una sua strada nella vita, e magari nomina questo suo darsi da fare “ricerca di senso”, di felicità. Dio ha a che fare con il senso e la felicità?
E se il giovane ha anche interiorizzato dalla cultura che respira che Dio è morto (o sta poco bene, direbbe Woody Allen), che non c’entra con la vita, che è lontano, che è un oppositore dell’uomo, come vari “scienziati” e filosofi oggi asseriscono, e che dunque si potrebbe vivere il senso e cercare la felicità anche (o meglio) senza Dio?
E se il giovane, anche quello ben cattolico, ha dei dubbi e vuole vederci chiaro o almeno più chiaro?
E perché Dio dovrebbe essere meglio del niente, un solo Dio meglio di molti dei, il cristianesimo non una religione tra le tante; Gesù Cristo un “Dio davvero per l’uomo”?
E cosa implica davvero credere?”

Chi ha scritto queste cose, non sono parole mi, ha posto tante domande, forse retoriche …
Io ringrazio (l’ho pure scritto su facebook) Giuseppe e Paolo e gli altri del gruppo di II superiore che una sera dei nostri incontri (il giovedì ! ... dopo lungo valzer di proposte) hanno tirato fuori da dentro (in fondo in fondo) e espresso con la loro bocca queste domande in cerca di luce … peccato fossero di fretta, ma è certo che la luce continueremo a cercarla insieme.

E poi ci sono loro i grandi, che si sento più grandi. Scrivo questo con affetto, vi stimo fratelli … e sorelle :-)
Il gruppo si trova il venerdì, come sapete. È aperto a tutti, come sapete. Non si paga nulla, come sapete. Può essere utile per non buttar via Gesù Cristo senza dargli l’ultima possibilità di diventare grande, a nostra e sua misura, forse sapete anche questo. Ciò che non sapete, forse, è che tra noi ci sono degli appassionati di telefilm ... pare abbiano tempo anche di studiare oltre che stare al computer e guardare la tv.
In questi nostri momenti di ritrovo accade di tutto … sono fiducioso, anche dei miracoli.
Ma questo potrete vederlo solo dal vivo (solo in futuro credo riusciremo a registrare e riprodurre gli incontri scaricabili poi in podcast), quindi vi aspettiamo :-)

Senza rimanere inchiodati al nostro passato, senza paure dei giudizi di oggi, con tanta speranza/affetto per quello che nascerà domani ... buona Vita!

Gian scj

© animavifecriremi 2009


17 GENNAIO: GIORNATA SULL'EBRAISMO

Ci siamo incontrati e abbiamo riflettuto e pregato

Indetta dalla CEI nel 1989, la giornata sull'ebraismo si celebra ogni anno per "l'approfondimento e lo sviluppo del dialogo religioso ebraico-cristiano". Lo scopo è di iniziare i cristiani al rispetto, al dialogo e alla conoscenza della tradizione ebraica. In questa occasione la comunità cristiana è chiamata ad interrogarsi non sul "che cosa fare per gli ebrei" bensì sul "perché" la riscoperta e la conoscenza degli ebrei e dell'ebraismo sono importanti per le Chiese e l'ecumenismo. La risposta è nel primo paragrafo del documento conciliare sull’ecumenismo “Nostra aetate"...il Sacro Concilio ricorda il vincolo con cui il popolo del Nuovo Testamento è spiritualmente legato con la stirpe di Abramo".

PRECEDENTI STORICI: GLI EBREI PRIMA DI CRISTO
La storia del popolo della Bibbia inizia con Abramo il quale è un ricco pastore della Mesopotamia. Rispondendo alla chiamata di Dio, che gli promette una terra migliore e una discendenza numerosa, lascia il suo paese e va a stabilirsi, con la sua famiglia, nella terra di Canaan. Siamo circa nell'anno 1850 a.C. in Canaan, la famiglia di Abramo si va moltiplicando: nascono figli e nipoti. Abramo, suo figlio Isacco, e il nipote Giacobbe sono chiamati Patriarchi: primi padri e fondatori del popolo della Bibbia. Giacobbe è chiamato anche Israele che significa: uomo che lotta con Dio. I suoi discendenti si chiameranno: popolo d'Israele. A causa di una grande carestia che colpisce la terra di Canaan, molta gente va a vivere in Egitto dove la terra, irrigata dal Nilo, continua ad essere fertile. Anche Giacobbe e la sua famiglia vi si trasferisce. Con il passare del tempo, i faraoni d'Egitto divengono ostili verso i popoli immigrati e li trattano da schiavi. Questa situazione diviene insopportabile in particolare agli Ebrei. Il Dio dei Padri si muove a compassione, fa sorgere dal popolo d'Israele un leader che promuove e guida un movimento di liberazione. È Mosè, il quale, con l'aiuto di Dio, libera il popolo dall'oppressione dei re d'Egitto e lo conduce verso la terra promessa. Il popolo avanza nel deserto per 40 anni cercando un varco per entrare nella terra di Canaan. Mosè sale sul monte Sinai per ricevere la legge dal Signore, ma quando discende
dal monte, trova che la sua gente, stanca dell'attesa, ha costruito un vitello d'oro e lo adora. Mosè distrugge le Tavole della legge, punisce gli idolatri, prega ancora e torna sul Monte per ricevere di nuovo le tavole. Mosè, insieme ad Aronne, guida il suo popolo verso la terra di Israele, ma il viaggio è lungo e faticoso, la gente si lamenta criticando l'operato del Signore, ed Egli per punizione, stabilisce che nessuno di quella generazione avrebbe visto la Terra Promessa. La difficoltà dell'uomo è proprio quella di riconoscere Dio nelle avversità, non sapendolo attendere. Qual è il nostro vitello d'oro?

L'AVVENTO DI GESÚ
L'avvento di Gesù provocò inizialmente una spaccatura nell'ebraismo, alcuni lo riconobbero come il Messia, altri vi si opposero radicalmente. L'accusa di deicidio, in seguito mossa dai cristiani agli ebrei, fu una delle cause dell'espansione dell'antisemitismo. Tito nel 70 d.C. conquistò e bruciò Gerusalemme, gli ebrei cessarono allora di esistere come entità politica. Una parte di essi rimase in terra di Israele sotto la direzione di un principe riconosciuto dai Romani. Furono proibiti i matrimoni misti e gli ebrei vennero esclusi da ogni pubblico ufficio.
Giustiniano comminò la pena di morte agli ebrei che avessero negato il dogma della resurrezione. La nascita di Gesù Cristo è una ricchezza che non viene colta dagli uomini dell 'epoca ma diventa occasione di divisione, odio e violenza fra gli uomini. Quanto anche noi ci lasciamo facilmente trasportare dal sentimento del "non amore "?

L'ETÀ MEDIEVALE
Gli ebrei furono tra le vittime della spinta espansionistica, suscitata dal risveglio della società europea dopo il Mille e caratterizzata dall'ideale religioso che sfociò nelle crociate. Nel 1099 Gerusalemme cedette all'assedio dei crociati, i quali durante la loro avanzata saccheggiarono e fecero stragi in tutte le comunità ebraiche che incontrarono. Varie città italiane chiamarono gli ebrei ad esercitare il prestito ad interesse che era invece vietato ai cristiani. Anche secondo la religione ebraica l'usura era vietata, ma fra correligionari, non con "stranieri". Molti ritengono che ciò fosse dovuto al fatto che gli ebrei erano ritenuti già condannati per l'eternità dal peccato originale, oltre che per il supplizio di Gesù; altri che si tratti di provvedimento dettati da opportunità in periodi nei quali il denaro era scarso. Da ciò è nato il pregiudizio dell'ebreo avaro ed usuraio. Quanto potere ha il denaro! ...così tanto da diventare occasione per discriminare una popolazione. Quanto la nostra vita è strumentalizzata dal denaro-potere, anche quando tentiamo di non farlo notare?

L'ETÀ' MODERNA
In Italia gli ebrei furono costretti ad abitare nei ghetti senza poter acquistare la proprietà delle case, con la sola facoltà di averle in locazione e furono esclusi dalle professioni e perseguitati. Con l'avvento in Germania del partito nazionalsocialista (1933), il cui programma politico prevedeva la lotta contro gli ebrei, considerati di razza diversa ed inferiore ed inoltre responsabili della sconfitta nella prima guerra mondiale, la situazione precipitò. Di fronte ad un'umanità indifferente e ad una Diaspora (dispersione del popolo ebraico da Israele nelle varie parti del mondo) impotente, gli ebrei erano sistematicamente messi al bando dalla nazione tedesca, le loro vite ed i loro beni consegnati al braccio armato del regime. Con una prima serie di leggi gli ebrei furono esclusi dagli impieghi civili e dalle libere professioni, nonché dalle scuole. L'Italia appoggiò questa linea politica tedesca prestando la propria collaborazione nella lotta all'ebreo. In totale morirono nei campi di sterminio nazi-fascisti circa 6 milioni di ebrei. In Vaticano e nei conventi e monasteri si sono rifugiati moltissimi ebrei, e in tutte le parti, religiosi, suore, vescovi, hanno messo più volte in pericolo la loro vita per salvare degli ebrei e non si potrà mai mettere in dubbio la grandezza dei loro atti. Resta tutt’oggi controversa l’interpretazione diplomatica scelta dal Papa Pio XII in rapporto alla possibilità di prese di posizione di condanna ufficiali e aperte contro la politica nazista. L'indifferenza è un atteggiamento che nuoce agli altri e a se stessi! Come combattere questa naturale inclinazione dell 'uomo? Dopo la seconda guerra mondiale, gli ebrei continuarono ad essere perseguitati in Russia; molti fuggirono trovando rifugio hi Israele che nel 1984 era divenuto uno stato indipendente. Sono dovuti passare molti anni prima che la Santa sede ricocesse lo Stato di Israele (30/12/1993).

PREGHIERA DI CONFESSIONE
Ti chiediamo, perdono, o Signore, perché nell’ascolto della tua Parola abbiamo preferito l’orgogliosa pretesa di possedere la verità. Abbiamo insegnato il disprezzo per Israele tuo popolo credendo di essere ormai noi il vero Israele; abbiamo dimenticato il tuo invito ad ascoltare e attendere. La tua misericordia frantumi il nostro cuore di pietra e ci doni un cuore nuovo capace di ascoltare insieme a Israele la tua Parola.

Il riflesso


Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli: Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, 15Matteo, Tommaso, Giacomo d'Alfeo, Simone soprannominato Zelota, Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore
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Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betania, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: “Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento danari per poi darli ai poveri?”. Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: “Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me”.
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Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti 15e disse: "Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?". E quelli gli 'fissarono trenta monete d'argento'. 16 Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnarlo.
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Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. Mentre mangiavano disse: " In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà". Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: "Sono forse io, Signore?". Ed egli rispose: "Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell'uomo se non fosse mai nato". Giuda il traditore, disse: "Rabbì, sono forse io?". Gli rispose: "Tu l'hai detto".
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Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro questo segnale dicendo: "Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!". E subito si avvicinò a Gesù e disse: "Salve, Rabbì!". E lo baciò. E Gesù gli disse: "Amico, per questo sei qui!". Allora si fecero avanti e misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono
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Allora Giuda, che lo aveva tradito, vedendo che Gesù era stato condannato si pentì e riportò i trenta denari d'argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, dicendo: "Ho peccato, tradendo il sangue innocente". Ma essi dissero: "Che c'importa? Pensaci tu!". Ed egli, gettati i sicli d'argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi.
Ma i capi dei sacerdoti presero quei denari e dissero: "Non è lecito metterli nel tesoro del tempio, perché è prezzo di sangue".E tenuto consiglio, comprarono con quel denaro il campo del vasaio, come luogo di sepoltura per i forestieri Perciò quel campo è stato chiamato sino ad oggi: "Campo di sangue" Giuda voleva tradire Gesù? Si rendeva conto di quel che stava facendo? L'interrogativo sul traditore affascina da secoli gli ascoltatori del Vangelo. L'atteggiamento verso Giuda varia dal disprezzo più totale, alla comprensione.
Giuda consegna Gesù per denaro, si chiede stupito se è lui il traditore, consegna Gesù con un bacio, si pente quando vede che è stato condannato... Un po' pensa al suo tornaconto, un po' resta amico e discepolo di Gesù, forse crede che alla fine a Gesù non faranno alcun male... solo quando Gesù è condannato a morte ha la percezione chiara di ciò che ha fatto.
Mentre Gesù fino all’ultimo momento gli fa capire che è al corrente dei suoi piani, che conosce il valore del suo bacio e con tutto cio’ lo chiama amico, “amico con un bacio tradisci il figlio dell’uomo?” Gesù continua ad offrire occasioni a Giuda per fermarsi a ragionare su ciò che sta per accadere perché l’amore perdona!!!!
Giuda però non lo comprende e respinge anche in ultimo l’amicizia di Gesù fino a che i fatti non precipitano e lo travolgono, allora si pente ma in modo disperato: restituisci quei 30 denari e si toglie la vita!

Chi è Giuda ??
E’ l'emblema di un agire interessato, , che crede di poter restare impunemente nell'ambiguità e nel compromesso, che pone al centro della sua vita il denaro ed il successo ?
E’ un debole che non riesce a pentirsi e a ritornare sui suoi passi e alla fine rimane vittima di se stesso ?
E’ il nostro riflesso, delle nostre debolezze, della nostra superficialità, del nostro interesse, del nostro non sapere riconoscere Gesù ?
Parliamone !


Amando…
      Allora i farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai Sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: “Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?”. Gli rispose: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti”.
      Gesù pone l'amore al centro della sua vita. Anch'io sento lo stesso desiderio, desiderio che cresce col passare degli anni, pur nella consapevolezza della fatica che faccio ad amare con libertà e pienezza, anch'io vorrei tanto imparare ad amare. Dio mi "ordina" di fare esattamente ciò che desidero aggiormente: lasciarmi amare ed amare.
      Orientare la nostra vita verso l'amore è l'unica cosa che ci può dare felicità. Si tratta anzitutto di accogliere l'amore di Dio per poi riversarlo sul fratello e su di noi Ma c’è di più ed è su questo che vogliamo lavorare: quella sottile annotazione "come te stesso" ci spalanca orizzonti ancora più ampi. Posso amare solo se mi amo. Posso accogliere solo se mi sono accettato. E questo non è un atteggiamento spontaneo, molti faticano ad amarsi, o lasciano la parte oscura di sé emergere, facendo dell'amore un laccio, una trappola, una sanguisuga che succhia l'energia degli altri. L'amore di Gesù è libero e mi rende capace di amare liberamente, senza possedere altro se non la gioia del condividere. Imparare ad amare te stesso e imparare ad amare gli altri vanno di pari passo: non puoi amare i tuoi amici, la tua famiglia insomma gli altri e odiarti, né amare te stesso e odiare loro, perché ciò che senti per gli altri rispecchia ciò che provi per te stesso.
 

…il MIO CUORE è UNO SCRIGNO

Quello che vogliamo cercare di fare insieme stasera è di parlare di Maria. Nel preparare un incontro in cui si parlasse ancora di amore, subito abbiamo pensato a Maria…una figura forte che raccoglie in sé tutti i punti fondamentali dell’amore quelli che più facciamo fatica a fare nostri (la gratuità, la reciprocità, l’umiltà e così via). Ci siamo accorti che non è facile parlare di lei perché è strano come spesso ci dimentichiamo di quanto lei sia soprattutto una donna che si fida di Dio!
[15]Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro:«Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». [16]Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. [17]E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. [18]Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. [19]Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
«Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose,
meditandole nel suo cuore» e qui che vogliamo
fermarci a pensare
Maria non dice una sola parola. Cosa significa? Sembra quasi che la sua partecipazione al Natale sia passiva superflua…! Ma lei è la madre di Gesù e quindi non può essere“passiva”…:
Maria partecipa attivamente all'evento del Natale, ma lo fa con discrezione: la sua parlare, spiegare, capire; ma è custodire.
Custodire: una parola oggi un po' dimenticata, un po' fuori moda. Sono più in voga altre parole come consumare, usare,
sfruttare; oppure, per altri aspetti, parole come difendere, salvaguardare, proteggere. La parola custodire è certo meno usata, almeno nel linguaggio corrente; eppure è una parola preziosa, che questo brano ci può ci
aiutare a ritrovare.
Custodire è parola preziosa perché è carica anzitutto di stupore: si custodiscono le persone care, le amicizie, i ricordi belli del passato; si custodisce cioè quello che nella nostra storia ha generato meraviglia e gratitudine.
Ma custodire è parola preziosa anche perché descrive uno dei più grandi desideri che abbiamo: il desiderio di essere custoditi, appunto, di passare indenni attraverso le prove della vita, di non soccombere davanti al
male che incontriamo ogni giorno; il desiderio di sentirci "a casa", e non spaesati, come invece spesso ci succede.
Custodire è dunque una parola preziosa che assume in Maria un'evidenza particolare. Perché scopriamo che custodire non significa semplicemente difendersi, salvaguardarsi, proteggersi; tanto meno significa chiudersi in
casa, o nella cerchia di chi conosciamo, per evitare ogni pericolo; e non significa neppure perdersi nei propri ricordi, nella nostalgia del passato.
Custodire significa “abbracciare” le cose più preziose che abbiamo, scoprendo in quel momento di essere a nostra volta custoditi! E noi ? Quanto sentiamo nostra questa parola? Una esistenza come la nostra ci porta a pensare all’amore verso gli altri e a quello che Dio ha per noi?
Maria ha sentito l’amore di Dio su di sé e lo ha accolto accentando di essere la Madre di Gesù …quanto è vicino a noi e alla nostra vita di tutti i giorni questo atteggiamento? Cosa paga nella nostra società e perché ?
Cosa c’entra questo con l’amore ?