appuntamenti
di la tua
i nostri incontri
proposte
cronache

Scegliere nella vita: dalla preghiera un aiuto
«… la preghiera, questa potenza e possibilità del credente di rivolgersi. Dare il “tu” a Dio, con le variazioni che stanno tra l’imprecazione e la supplica, è l’arbitrìo meraviglioso della creatura che risale alla sua origine e l’interroga, la chiama, la scuote dalla sua distanza. Chi ha esclamato per la prima volta la prima preghiera non può averla inventata. Può solo aver reagito a una chiamata con una risposta, come Abramo con la sua “Hinnèni”, eccomi. Eccomi è la prima parola, la premessa di ogni preghiera. La creatura si separa dal resto della specie e del creato, si esclude per stabilire la relazione. La preghiera avviene sempre in un’estremità del campo. Si legge nel salmo 78: “E li condusse sul confine santo” (Sal.78,54). Dio porta gli ebrei nel deserto, perché quello è il luogo dell’incontro. Non li chiama in un centro, in una piazza, ma nell’isolamento inospitale del vento e della polvere. Nel deserto: questo è il luogo fisico della preghiera. Il credente fa il vuoto intorno a sé e così fa avvenire l’incontro.
Leggo nel verso del salmo un doppio spostamento: quello del popolo che segue la via maestra del deserto e quello di Dio che si sposta anche lui per andare. Ha rinunciato ad essere dappertutto per far posto alla creatura e al creato, perciò anche lui deve raggiungere il confine per incontrare i suoi. Il silenzio di Dio è il suo ascolto, chi prega lo raggiunge.
Non lo so fare, non so rivolgermi. Forse uno come me si accanisce nella scrittura proprio perché non sa rivolgersi nemmeno agli altri e riduce lo scambio a questo crampo della mano, al saliscendi di una penna che traccia lettere su un foglio. Fingo che sia la mia voce, l’impulso di suscitare un sorriso, un’intesa, un affetto. Non so rivolgermi, non so il pronome della preghiera. Pratico il surrogato “tu” della scrittura.
Parlo di Dio in terza persona, leggo di lui, sento parlare di lui e sento vivere altri di lui (chiedo di lasciarmi il carattere minuscolo di “lui”: chi non crede non ha il diritto di usare la maiuscola.)
I volontari cattolici che per cinque anni mi hanno portato con loro come autista di convogli di aiuti in Bosnia, vivono di quel “lui”. Presso di loro mi accorgo, sperimento questa dedica semplice, questo “oriente” che tutela anche quando affanna. Scrivo queste parole alla loro ombra.
Parlo di Dio in terza persona perché leggo il suo nome nelle storie sacre, tutti i giorni. Sono un testimone indiretto: vedo le parole dell’Antico Testamento non riducibili a opera di autori vari, vedo le vite degli amici cattolici non riducibili a una loro buona indole o volontà, ma scavate da una impronta digitale. Con tutto questo, rimango uno che parla di Dio in terza persona. Il mio piede urta ogni giorno in questa pietra della preghiera, non la può scavalcare, perché la preghiera è la soglia». (dalla Premessa a ERRI DE LUCA, Nocciolo d’oliva, Messaggero Padova 2002)
La preghiera? Opera dello Spirito
Se ogni approfondimento esistenziale, ogni presentimento del mistero di fronte ad episodi di amore, di bellezza, di meraviglia, di morte tende alla preghiera , nel senso specifico cristiano perché vi sia preghiera occorre che si attui un rapporto propriamente personale con il Tu divino, col Dio vivente. Dopo averlo chiamato “Dio”, dopo averne scoperto i suoi “titoli” più probabili ma generici (verità, pace, misericordia, luce, amore, vita …) dargli del “Tu” significa accettare un
rapporto diretto, faccia a faccia, per impegnarsi nella più rischiosa avventura relazionale.
Questa relazione con Dio può assumere tante forme. Può essere un ascolto silenzioso, o un grido angosciato, una lode o la contestazione di Giobbe. Comunque, la disposizione necessaria e sufficiente per pregare, pur sempre segnata da dubbi e incertezze, è intuire che non siamo soli, sperduti e assurdi davanti all’enigma, al vuoto e all’orrore, e che c’è un Altro a cui abbiamo accesso, immediatamente, attraverso la nostra fede o almeno con la nostra disperazione e il nostro bisogno.
La preghiera allora, in quanto espressione di fiducia o di bisogno, potrebbe sembrare capace di attirare Dio verso di noi. Ma, se è vero quel che S. Agostino afferma, cioè che ”Dio è più intimo a noi di noi stessi”, allora il fine della preghiera è di avvicinare noi a Dio, di corrispondere finalmente al desiderio divino di comunione con noi. La preghiera, dice tutta la Tradizione cristiana, è opera di Dio, non dell’uomo. A noi di agognarla, cercarla, concederci; a Dio di realizzarla in noi stessi. Primo attore infatti non è l'orante, è lo Spirito che prega in lui.
Fa parte essenziale di un cammino spirituale imparare a pregare, dove la preghiera è intesa come educazione ad ascoltare lo Spirito. Colui che in noi sa pregare è lo Spirito.
“Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli (lo Spirito) intercede per i santi secondo i disegni di Dio” (Rm 8,26-27)
E’ lo Spirito che intercede per il credente secondo i desideri di Dio (Rm 8,27)… è luce, memoria, aiuto e via a tutto ciò che Gesù ha detto (cf. Gv 14,28). Ed è ciò che in noi trasforma lo sguardo che rivolgiamo alla realtà con la sua illuminazione.
Nella preghiera, scopriamo che il desiderio di Dio in noi è più importante e profondo di ogni nostro desiderio. Se le nostre richieste paiono spesso rimanere inesaudite è perché noi non ci lasciamo convertire dallo Spirito, il solo capace di farci apparire ciò che è buono agli occhi di Dio. E’ questo Spirito che, prendendo a rimorchio il nostro cuore, lo può volgere verso Dio, chiamandolo“Abba, Padre” con gemiti filiali altrimenti inespressi e, per noi creature ancora carnali, inesprimibili (cfr. Rom 8,15; Gal 4,6). Nello Spirito assaporiamo le cose di Dio e cominciamo a convertirci ad esse. E così piano piano noi non tentiamo più di modificare il volere del Padre e di piegarlo alla nostra volontà: siamo noi che veniamo cambiati.
Lo Spirito si unisce al nostro spirito e così fa della nostra vita stessa una preghiera. Ci saranno ovviamente dei momenti esplicitamente dedicati all'orazione. Ma tutta la vita diverrà culto gradito a Dio (Rm 12,1).
Cosa significa pregare?
La preghiera non è quindi un moto delle labbra, accompagnato anche dalle migliori intenzioni.
E’ un movimento del cuore, cioè di tutto l’essere umano. E’ un grido de profundis, dello Spirito in noi, che sale dal baricentro nascosto del nostro essere personale, che la bibbia chiama cuore, ordinariamente trascurato nella vita di tutti i giorni e raramente emergente a livello della nostra coscienza. Perché, è triste dirlo, viviamo quasi sempre del tutto alienati nei sensi esteriori, e amiamo perderci nelle emozioni e impressioni fuggenti che ci provocano e incuriosiscono. Quando ci sforziamo di scendere ad un livello più profondo, deviamo di solito verso la dimensione astratta del logico, del razionale. Lasciamo il nostro cuore, emarginato, a sonnecchiare. E finché dorme il cuore, appesantito dalle nostre pre-occupazioni e piaceri, invano cercheremmo di pregare.
L’immaginazione continuerà a produrre le sue distrazioni irrobustite dalle fantasie trasgressive o idealistiche introdotte consapevolmente dalla nostra coscienza, il sentimento religioso rimarrà tentato di scivolare in sentimentalismo emotivo, l’intelligenza, impegnata a fare ordine nel nostro caos costituito, continuerà a produrre idee chiare e distinte congelando la preghiera ben al di qua di qualsiasi movimento interiormente vitale … tutte cose ben conosciute!!! Tutte queste facoltà umane pure utili non sanno né possono portare frutto senza l’apporto del cuore che le utilizzi secondo lo Spirito.
Questo Gesù ce l’ha spesso rimproverato: il nostro cuore, ci diceva, è indurito, cieco, chiuso, segnato da pregiudizi e dinamiche di difesa suggerite dall’orgoglio. E’ lento e pigro a risvegliarsi, perché giace nel buio di una sonnolenza che ricorda la morte. E’ appesantito da preoccupazioni e ansietà, o dal piacere. Necessiterebbe, secondo le parole dei profeti, di essere circonciso, se fosse possibile.
RITROVARE LA STRADA VERSO IL PROPRIO CUORE E’ FORSE IL COMPITO PIU’ IMPORTANTE E L’AVVENTURA PIU’ APPASSIONANTE : NELL’ESPLORAZIONE DEL SUO COSMO INTERIORE, IN GRAN PARTE A LUI SCONOSCIUTO, L’ESSERE UMANO E’ UN PELLEGRINO ALLA RICERCA DEL SUO IO PIU’ PROFONDO, BIBLICAMENTE DEFINITO “CUORE”.
E’ il cuore a costituire la nostra realtà più profonda, quello siamo noi, nient’altro.
ED E’ LA’ CHE DIO CI ATTENDE PER INCONTRARCI ED E’ SOLTANTO A PARTIRE DI LA’ CHE NOI POSSIAMO INCONTRARE GLI ALTRI. Ecco perché, forse, dobbiamo confessare che ancora non vi siamo veramente giunti, se così povera ed occasionale è la nostra preghiera e così superficiali sono le nostre relazioni umane.
IL NOSTRO CUORE, INFATTI, E’ IN UNO STATO DI PREGHIERA CHE ATTENDE DI ESSERE SCOPERTO E ATTIVATO: SI TRATTA DI UNA GRAZIA INSITA NEL NOSTRO BATTESIMO CHE CI HA COSTITUITI FIGLI DI DIO. Lo “stato di grazia” significa infatti, a livello del cuore, “stato di preghiera”, contatto vitale e continuo col Padre che col Suo Spirito ha posto la Sua dimora nel cuore delle Sue creature.
Noi portiamo questo tesoro interiore sepolto sotto una valanga di detriti, che sono le preoccupazioni e le priorità di questa vita troppo chiusa in un orizzonte secolare, con una ben scarsa o nulla consapevolezza del dono battesimale. OGNI METODO DI PREGHIERA NON PUO’ AVERE ALTRO SCOPO CHE DI RENDERCI CONSAPEVOLI DI CIO’ CHE ABBIAMO GIA’ RICEVUTO COME GRAZIA, E DI INSEGNARCI A SENTIRE E PARTECIPARE NELLO SPIRITO SANTO ALLA PREGHIERA CHE SALE DAL NOSTRO INTIMO. Questo stato di preghiera deve salire e proporsi alla nostra evidenza e collaborazione, coinvolgendo sempre di più tutte le facoltà, spirito anima e corpo, “tutto il cuore, tutta l’anima, la mente e le forze” (Dt.6,4-5). LA PREGHIERA E’ UN CUORE CHE TRABOCCA NELLO SPIRITO, E’ LA SUA SOVRABBONDANZA.
La prima condizione per pregare.
La condizione perché la preghiera trabocchi è che il cuore si desti. Ogni via di preghiera deve quindi mirare a far ritrovare un contatto col proprio cuore perché possa ridestarsi, risorgere.
QUESTO RISVEGLIO E’ “RITORNO IN SE’ ” (v. religioni orientali), E’ PENETRAZIONE NEL NOSTRO ESSERE INTERIORE FATTO AD IMMAGINE DIVINA (v. il figliol prodigo che, a causa del naufragio della sua indipendenza e mosso dai bisogni impellenti, “rientra in sé stesso” e si muove a conversione Lc.15). In questi tempi in cui si viaggia tanto, è importante ricordare che il viaggio più difficile è quello interiore. Questa esplorazione della propria interiorità esige coraggio: il coraggio della solitudine, del silenzio, della riflessione, del guardarsi dentro criticamente, del porre in relazione i vissuti intimi con gli avvenimenti quotidiani… E’ il coraggio della luce, della verità, della trasparenza che possono rivelarci aspetti di noi indesiderati. La paura si affaccia e può divenire così la grande nemica del viaggio interiore, che esige fiducia. Il coraggio di osare la propria interiorità conduce la persona ad avere una certa saldezza e stabilità, fondate su di una profondità, come capita ad un edificio di profonde fondamenta. Il coraggio di invocare l’aiuto e la compagnia di Dio in questo viaggio che è insieme interiore ed esistenziale.
LA PREGHIERA ALLORA E’ ABILITAZIONE A VIVERE IN SINTONIA CON L’IO PIU’ PROFONDO. E’ PROGRESSIVA CAPACITA’ DI VEGLIARE A PARTIRE DA DENTRO SE’ STESSI, liberando il cuore dai suoi ostacoli e ascoltandolo là dove già prega, partecipando quindi a questa preghiera (gemito, anelito, desiderio, grido, bisogno, sete …) affinché la voce dello Spirito divenga in noi la nostra propria preghiera. SI CREA UNO SPAZIO INTERIORE CHE E’ ASCOLTO E ATTESA DI DIO.
Emerge così lo Spirito, prevalendo sui rumori che l’avevano neutralizzato, segnalandosi con le sue luci e i suoi doni, portando con sé commozione e lacrime interiori, e un bisogno di raccoglimento e silenzio …
Chi si sforza di pregare così, cerca di raggiungere un contatto con la preghiera che lo Spirito eleva dagli abissi del suo stesso cuore, il cuore di chi, vincendo la lontananza, la ribellione e l’assopimento della propria natura, si sforza di ascoltare la voce dello Spirito, attingendo al profondo impulso del proprio essere. Abbandonata l’illusione di essere l’attore principale della sua stessa preghiera, chi prega può abbandonare i propri pensieri e le pie fantasie, sa contrastare il chiacchiericcio interiore e interrompe le sue inutili parole, permettendo alla sua intelligenza di raccogliersi e di concentrarsi. Così l’essere umano in preghiera può divenire progressivamente puro ascolto di Dio e puro sguardo contemplativo dell’opera divina in se stessi e nella propria storia.
p. Beppe Pierantoni

L'estate e i giovani: le iniziative diocesane

Segnaliamo alcune iniziative estive diocesane rivolte ai giovani della Diocesi di età compresa tra i 18 e i 30 anni

di don Maurizio Tremolada

Responsabile del Servizio Giovani

È già tempo d’estate: tempo di riposo dal lavoro e dallo studio; tempo prezioso perché consente di riappropriaci di noi stessi, così spesso presi e fagocitati dai numerosissimi impegni quotidiani.

Per un giovane l’estate può essere non soltanto un’opportunità di svago e di divertimento, ma un’occasione per rinsaldare amicizie e crearne di nuove attraverso l’apertura all’altro e il desiderio di conoscere nuovi contesti geografici e culturali, che sono tipici di questa età della vita.
Per questi motivi il Servizio Giovani di Pastorale Giovanile propone ai ragazzi e alle ragazze di età compresa tra i 18 e i 30 anni alcune esperienze estive di preghiera e di solidarietà, che si ripromettono di ravvivare e sostenere la fede nella condivisione fraterna.

Tra le diverse proposte estive diocesane rivestono particolare importanza ilPellegrinaggio in Terra Santa e le esperienze di volontariato in Italia e all’estero, note come Cantieri della solidarietà.

Ai giovani viene inoltre rivolto l’invito a condividere qualche giorno di spiritualitàpresso il monastero delle Romite ambrosiane situato sul Sacro Monte di Varese.

Ma andiamo con ordine.

Il Pellegrinaggio in Terra Santa (“Ti seguirò, Signore”), organizzato da ODL(Oratori Diocesi Lombarde) in collaborazione con il Servizio Giovani e l’Azione Cattolica ambrosiana, si terrà rispettivamente dal 7 al 14 e dal 21 al 28 agosto.

Vi parteciperanno circa trecento giovani provenienti da diverse Diocesi lombarde (Milano, Brescia, Como, Cremona e Pavia); il programma prevede la visita dei luoghi più significativi della Terra Santa con un’esperienza iniziale nel deserto del Negev, per poi passare dalla Galilea alla Giudea; non mancheranno momenti di preghiera e di riflessione comunitaria, così come occasioni di conoscenza della difficile e sempre precaria coabitazione tra israeliani e palestinesi.

I giovani cammineranno sui sentieri dove Gesù è passato “custodendo tutto nel loro cuore” (cfr. Lc 2,51), per tornare arricchiti di quella grande speranza e di quella forza necessari per dare testimonianza del Vangelo nella quotidianità.

Cantieri della Solidarietà, organizzati in collaborazione con la Caritas ambrosiana, giungono quest'anno alla diciottesima edizione.

Era il 1997 quando, a partire dalla collaborazione con le popolazioni dei Balcani martoriate dai conflitti, nasceva l'idea di far incontrare i giovani locali con i loro coetanei italiani, organizzando campi di condivisione e di servizio a favore delle persone più fragili: gli sfollati, gli anziani e i minori.

L'esperienza positiva e arricchente per tutti ha portato negli anni successivi ad allargare gli orizzonti della proposta, prima ai Paesi dell'est Europa e progressivamente ad Africa, America Latina, Medio Oriente, Asia e, dallo scorso anno, ad inserire alcune destinazioni italiane, in collaborazione con alcune Caritas diocesane.

Cantieri si rivelano essere per i giovani uno spazio di approfondimento significativo di alcuni aspetti della globalizzazione e un'occasione di riflessione sui temi della giustizia, del perdono e della riconciliazione per creare percorsi di pace e di servizio agli ultimi.

Anche quest’anno i giovani partecipanti faranno conoscenza diretta delle comunità locali presso le quali svolgeranno il loro servizio, toccando con mano le varie situazioni di disagio e di povertà; potranno inoltre partecipare ad incontri interculturali e interreligiosi e ad attività di animazione con minori, giovani, disabili, anziani ...; visitare le famiglie; svolgere attività manuali legate alle comunità locali o ai progetti sostenuti dalle controparti locali. Non mancheranno momenti riservati alla preghiera e alla riflessione che accompagneranno l'esperienza dei giovani e li aiuteranno ad una lettura approfondita dell’esperienza.

È per questo che al rientro dal campo di lavoro ci si incontrerà nuovamente per un momento di verifica e di scambio che potrà essere, per chi lo desidera, anche di orientamento verso altre proposte di impegno nei propri territori di provenienza.

Sono previsti turni da un minimo di dieci giorni a un massimo di quattro settimane nel periodo che va da metà luglio a fine agosto (a seconda delle diverse destinazioni dove si svolgerà il campo).

Il Servizio Giovani seguirà in particolare il Cantiere che si svolgerà ad Agrigento dal 17 al 22 luglio.

Infine, quest’anno verrà organizzata una esperienza di condivisione e di spiritualità presso il monastero delle Romite ambrosiane sul Sacro Monte di Varese (27 luglio – 1 agosto). La proposta, dal titolo“Salì(amo) sul Monte” (Lc 9, 28), è rivolta a quei giovani (ragazzi e ragazze) che desiderano trascorre alcuni giorni di preghiera, di silenzio e di lavoro in puro stile monastico, interrogandosi insieme alla comunità monastica sulla loro fede nel Signore Gesù.

Chi cercasse altre possibilità di svolgere un servizio di volontariato estivo può fare riferimento allo Sportello Orientamento Volontariato della Caritas ambrosiana (www.caritasambrosiana.it/volontariato); senza dimenticare le iniziative estive promosse e organizzate dall'Azione Cattolica e dai vari gruppi giovanili presenti su territorio della nostra Diocesi, anche queste occasioni di formazione e di crescita spirituale e umana.

Invitiamo pertanto i giovani a prendere in seria considerazione la possibilità di dedicare una parte del loro tempo estivo al servizio degli ultimi, affinché l’estate sia non solo un tempo giustamente riservato al riposo e allo svago, ma rechi con sé l’impronta della sequela di Gesù

SEGUI ...

prima

durante

dopo

www.rio2013.com/

www.dehonbrasil.com/ejd2013/

Un grande cuore, che racchiude, stilizzati, a partire dalla zona superiore, in verde, la Croce pellegrina e il "Pão de Açúcar", il "Pan di Zucchero", la famosa collina di Rio de Janeiro.
Al centro, in giallo oro, il Cristo Redentore, simbolo della città e, nella parte bassa, in blu, è riportato il litorale brasiliano. Simboli e colori brasiliani per il logo della GMG di Rio de Janeiro (23-28 luglio 2013) che ha per tema Andate e fate discepoli tutti i popoli (Mt 28,19).
Vista nel suo complesso l'immagine rappresenta Gesù che chiama i suoi e li invia ad annunciare il Regno dei cieli.
L'autore del logo si chiama Gustavo Huguenin, un grafico di 25 anni, nativo di Cantagalo, regione montagnosa dello Stato di Rio de Janeiro, risultato vincitore tra 200 partecipanti.

A premiarlo è stato dom Orani João Tempesta, Vescovo di Rio e presidente del Comitato per la GMG 2013, alla presenza di oltre 100 Vescovi, autorità civili e politiche come il governatore dello Stato di Rio, Sérgio Cabral.
In un'intervista al sito dell'arcidiocesi di Rio, Huguenin, che frequenta un gruppo di rinnovamento carismatico cattolico, ha affermato che il suo lavoro «è stato frutto di fede e preghiera. Sono felice che questa immagine venga associata all'incontro di tanti giovani con Cristo e con il Papa nelle giornate di Rio».

... ESTATE 2012 a Cattolica (mare agitato e gente tranquilla!)

appena dopo le "fatiche" (???) dell'oratorio

alcuni si tengono in mille modi SVEGLI sulla costa romagnola

in attesa del sole ...

ALTRA ESTATE ... dove? con chi? come è andata?

questa immagine è sufficiente per i curiosi?
altrimenti chiedete ai "farrabbutti" della foto di raccontarvi ...

raccontare un estate? la nostra estate?
ma raccontala tu!

vi invito a scrivere:
gianmaria.piazzalunga@dehoniani.it
quanto ricevuto verrà pubblicato ...


Professione di fede 12 giugno 2010

Il 12 giugno la celebrazione eucaristica vigilare delle  18,30 ha accolto la professione di fede del gruppo di ragazzi di 3 media e prima superiore che da settembre, ogni lunedì sera si sono ritrovati agli incontri disegnati da Padre Gianmaria  insieme a Maria Lidia e Irene…Il tema fondamentale è stato quello della santità stemperato nelle personalità di santi diversi per carisma età ed epoca (San Filippo Neri, Santa Chiara, Piergiorbìgio Frassati ecc). Ci sono state anche alcune testimonianze tra cui uno scultore trapiantato di rene e una Monaca di clausura, e delle uscite l’ultima all’eremo di Canzo per riflettere sulla S.Messa e prepararsi alla professione di fede.
Così dopo un anno di cammino Diego, Andrea, Andrea, Alessia, Alice, Miriam, Francesco, Lorenzo, Alessandro, Miguel, Cristian hanno espresso davanti a Dio e alla comunità la loro decisione di vivere con coerenza e profondità la fede conosciuta e abbracciata sin da bambini (altri ragazzi non sono potuti essere presenti alla S Messa ma lo erano con cuore). Erano presenti tanti genitori, primi testimoni della fede e vari fratelli e amici che rendevano allegro e pieno di significato il momento.


PRESTO LA CRONACA ... INTANTO L'INVITO
(per adolescenti dai 14 ai 18 anni)

CIAO AMICO, CIAO AMICA !
Aspettiamo pure la primavera, ma anche l'ESTATE sta arrivando ...
Lo sai che non ci basta mai stare con te (e tu STAI con noi?)
Ti vogliamo per una SETTIMANA intera, per sentire le tue grida, per ascoltare le tue parole, per sostenere le tue paranoie, per vedere come e quanto mangi, per respirare le tue puzze e godere dei tuoi profumi, per lasciarti gioire e per aiutarti a pregare, per condividere quello che siamo e quello che sei …
Se vieni anche tu, a CATTOLICA MARE dal 11 al 18 luglio, ci fai un piacere, ti vogliamo bene!
Trova il tempo per questo nella estate che sta arrivando …
Trova il modo di metterci del tuo nel costo della quota di partecipazione: basta qualche gelato in meno, ad esempio, prima di quella settimana, e potrai aiutare i tuoi a sostenere le tue spese …
Trova la voglia di starci e la passione di perderti …

Ti ricordiamo di PORTARE:

  • Abbigliamento pesante ( non vorrai girare nudo per casa!!! )
  • Sacco a pelo o lenzuola e COPERTE ( dicono che fanno star lontane le zanzare )
  • Scarponcini, borraccia e ventina ( per le giornate da esploratori in spiaggia … )
  • Pila o torcia ( ogni tanto salta la corrente, la casa è abusiva J )
  • CIABATTE per il mare … e per la doccia magari un altro paio
  • Autorizzazione ( quella la fai firmare dai tuoi … )
  • Tessera sanitaria ( se qualcuno ha delle allergie è pregato di comunicarlo, è bene si porti gli eventuali medicinali di cui ha solitamente bisogno )

Ti ricordiamo di NON portare:

Stupidità … cattiveria … parolacce … voglia di far niente … ( ti ricordiamo che la gestione della casa è a carico nostro, significa che ci saranno gruppi di servizio, per pulizie o altro,  e tu ne farai parte … con GRATITUDINE !!! )

Se hai bisogno di altre informazioni: gianmaria.piazzalunga@dehoniani.it

Ci fu un INVITO:

Ciao !
Dal 3 al 6 gennaio
puoi partecipare con tutto te stesso
ad un RITROVO SPECIALE … sarà MISTERO !

Risposero Alessandra e Simone … altri erano troppo occupati.
E partimmo per Dovena di Castelfondo (in Trentino) in quattro (oltre i due giovanissimi c’era Chiara e Gianmaria scj).
Posto freddo e sperduto ma ricco di altre presenze amiche con cui condividere una tre giorni di animazione/formazione e divertimento insieme.

Abbiamo cercato di entrare in alcuni dei “misteri” che solitamente ci attraggono o respingono per la loro straordinarietà … dagli UFO, agli spiriti, ai fantasmi, agli aspetti della FEDE che ancora ci sfuggono. Perché il mistero non deve significare paura o ignoranza, o scusa di superficialità.

Che dicono i nostri quattro PELLEGRINI in cerca di verità:

“Noi di Milano eravamo in netta minoranza ma tutti sono stati gentili e simpatici e ci hanno aiutati ad integrarci nel gruppo”.

“Sono stati tutti molto gentili e ospitali. Abbiamo fatto giochi molto divertenti che non avevamo mai fatto. È stato bello”.

“Un’altra occasione per stare insieme, divertirsi e crescere perdendo tempo su ciò che può davvero preoccupare il nostro cuore”.

“E’ stata una bella e fresca esperienza condivisa con i trentini, da riproporre, nonostante il freddo e la salute !!!!!!! … alla prossima !!!!!”

Ora siamo a Milano … il “MISTERO” della vita che ci avvolge continua :-)
Buona VITA a tutti!!!


Anno nuovo vita nuova. P. GIORGIO ci lascia e va a fare il parroco maratoneta a Trento. Viene P. GIAN MARIA: certamente farà correre noi ragazzi... dentro la vita. Salutiamo e ringraziamo. A tutti i ragazzi: NOI QUI A CRISTO RE abbiamo semplicemente la fortuna di avere ancora dei preti e animatori che ci danno una mano a stare insieme, per pensare e programmare meglio la nostra vita. Non abbiamo da annoiarci: invitiamo a venire... Guardatevi le foto ... Se qualcuno vuole un recapito per adesso prendete quello della parrocchia chiedendo di GIAN MARIA: 02 2574113 o quello di ANNA MARIA: 02 27000388, o MARIALIDIA 02 2579643, O CHIARA 02 27004267.

Siamo il gruppo di adolescenti: Dario, Marco M., Carmine, Andrea, Kelli, Alice, Arianna, Marco Mad., Luca e Maurizio; che questa estate (agosto 2008) ha passato una settimana delle nostre vacanze ad Albisola Superiore (prov. di Savona) con padre Giorgio, Anna Maria e Gilberto.

Ci hanno ospitato i padri dehoniani presso la loro casa a fianco del santuario della Madonna della Pace, luogo stupendo immerso nel verde.

 All’arrivo ci siamo subito ambientati, già dal primo momento ci siamo divertiti esplorando la casa e scoprendo che era fatta su misura per noi, grande camerata, letti allineati, con la possibilità di stare tutti insieme

 La gestione era autonoma i pasti erano cucinati da noi e da noi stessi rassettata la casa in tutti i suoi ambienti, bagni inclusi (purtroppo), ma anche questo è stato motivo per imparare, sudare e divertirsi.

 La nostra giornata si articolava con una sveglia (si fa per dire ) verso le  otto , colazione e poi incontro di formazione, tenuto in mezzo ad un bellissimo giardino, sotto un gazebo ombreggiante e lì abbiamo trattato argomenti di fede, di vita,e poi……. di corvè in cucina . Nel pomeriggio tutti al mare a “mostrar le ……chiare!

Alla sera cena. Sempre cucinata da noi, ormai provetti cuochi, e poi per digerire liquorino? NOOOOOOO…passeggiata lungomare…….ed un buon frappé al cappuccino.

Albisola è una città molto bella e solare.

Durante questa settimana abbiamo visitato le  famose grotte di Toirano, poco distanti. Al suo interno abbiamo visto stalattiti, stalagmiti, impronte ed ossa di orsi e uomini primitivi. L’ambiente era molto fresco, molto, ma molto…..e anche umido. Abbiamo visto come si possono fare rappresentazioni sotto la crosta terrestre, perché al loro interno avevano ricavato un auditorium per concerti e balletti.

 Altra visita, fondamentale, è stata quella a Sassello presso i genitori e la tomba di Chiara Badano, ora chiamata Chiara Luce.  Una ragazza di  19 anni morta dopo una lunga e sofferta malattia avendo la fede di affidare la sua vita a Dio senza riserve e senza porre condizioni ,affascinata dall’invito a partecipare della vita di  Cristo. Oggi è stata proclamata  Venerabile e la sua causa di beatificazione sta  procedendo in seno alla Chiesa.

 Con  nostro rammarico e tanta tristezza, i giorni sono trascorsi troppo in fretta  ed è arrivato il giorno in cui rifatte le valige e saliti  in automobile siamo tornati a casa.

E’ stata una esperienza ricca di emozioni, di insegnamenti e tante risate,questo per ricordarci che il catechismo , alla nostra età, non è sempre una “ palla”, ma può essere un tesoro Grande, Grande!                                            Ciao  dalla Tribù


Gruppo III media martedi' 10 giugno 2008

Se il martedì era la solita seratina fatta di TV e messenger in attesa della cena, da quest’anno si è trasformata in una serata da trascorrere insieme fra chiacchiere, risate e qualche riflessione.

Stiamo parlando di noi, un gruppo di 13enni con tanta voglia di giocare e divertirsi … e ogni tanto anche di studiare!!!!

Accompagnati da P.Giorgio, Chiara e Francy, abbiamo cominciato un cammino che piano piano ci ha portato a conoscere di più noi stessi ed aprirci così un po’ alla volta con i nostri amici e con chi ci sta accanto.

All’inizio non vi nascondiamo che non è stato facile far scoprire agli altri il nostro piccolo e prezioso mondo, ma anche grazie a momenti animati di preghiera qualcosa è lentamente cambiato….

Sappiamo che la strada è ancora lunga per cui abbiamo bisogno anche del vostro…IN BOCCA AL LUPO!!!

Ah ovviamente vi aspettiamo numerosi!


Finalmente è arrivato il momento!

Oggi, 1 giugno, durante la s. Messa delle ore 10.00 il nostro gruppo ha fatto la sua professione di fede, nel credo della Chiesa

Siamo ragazzi di prima e seconda superiore che dopo diversi anni di catechesi (abbiamo iniziato in seconda

elementare) non ci siamo stancati di approfondire la nostra fede, e di avere il coraggio di dichiarare, di fronte alla comunità parrocchiale che noi “crediamo!” e vogliamo essere discepoli di Gesù Cristo.

Abbiamo avuto i nostri momenti di dubbio, ma uniti siamo andati avanti, e abbiamo cercato di trovare un posto nella comunità, in modo da far fruttificare i doni ricevuti.

Ragazzi, anche voi potete trovare il vostro posto, anche voi potrete sentire “la differenza del cristiano”. Anche voi potrete provare la gioia che oggi noi proviamo. Dai! Ce la puoi fare anche tu!

Maria Pia,
Dario,
Marco,
Andrea,
Kelly,
Arianna,
Marco.